breve di cronaca
I trucchi del mestiere
Maturità, coro di critiche per il presidente unico


A due settimane dall'inizio della prima prova, le novità sull'esame di Stato non smettono di far discutere: «Ci sono ragioni di tipo culturale-sociale _ spiega Vittorio Casalini, docente all'Itc Melloni e membro del Coordinamento delle scuole di Parma _ non si può accettare lo smantellamento di un sistema omogeneo e oggettivo di valutazione di cui erano garanti i commissari esterni. L'esame costituiva dava un ruolo fondamentale alla scuola superiore, mediante il valore legale del titolo di studio. Con la nuova impostazione del ministro Moratti - una commissione tutta interna e un solo presidente esterno per ogni sede - ogni scuola risulterà autoreferenziale».
Giorgio Baruffini, dirigente scolastico dell'Ulivi aggiunge: «Il presidente unico è una finzione giuridica per dare carattere di esame di Stato a una valutazione puramente interna. Ho dei dubbi che tale procedura sia legittima, perché la presenza di un presidente per ogni commissione è prevista dalla legge di riforma del 1996. Inoltre, la nuova normativa prevede l'assegnazione del voto in un momento successivo, alla presenza dell'unico presidente. Ma che garanzia potrà offrire, visto che non potrà assistere alle prove di tutti gli studenti?».

Claudio Bruschi, docente del liceo Marconi, sarà presidente al liceo di Borgotaro: «La decisione del presidente unico è solo in chiave economica. Infatti avrà competenze solo sull'aspetto formale dell'esame, con il risultato che in determinate realtà verrà fatto tutto in famiglia. E' anche vero che l'esame di Stato è stato svuotato del suo significato già da diverso tempo. Per 30 anni ci siamo trascinati una riforma che è stata approvata in via provvisoria nel 1969, fino a quando è stata modificata da Berlinguer nel 1999, con l'introduzione dell'esame di tutte le materie, e la famosa terza prova scritta multidisciplinare, che doveva essere e non è mai stata concentrata sulla lingua straniera. Meno male che siamo in Europa»

«La Cisl scuola ha evidenziato da tempo una critica sulla riforma della struttura delle commissioni d'esame _ spiega Livio Fracassi, segretario provinciale della Cisl scuola _ perché determina una inutile referenzialità alla singola istituzione e non offre garanzie di validità dell'efficacia del percorso di formazione e istruzione degli allievi». Per quanto riguarda l'aspetto economico, Nicola Mondelli, segretario provinciale Uil scuola precisa: «I sindacati hanno chiesto al ministero che come minimo ai membri delle commissioni vengano dati gli stessi compensi dell'anno scorso. La voce di corridoio secondo la quale non sarebbe corrisposto nessun compenso ai commissari interni è priva di fondamento».



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 Cosimo De Nitto    - 08-06-2002
I dubbi sono pienamente condivisi e, per altro mai chiariti, dai docenti dell'ITC "Marconi" di Brindisi, che così li formulano in un documento ufficiale che risale alla metà di maggio scorso:
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ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE STATALE
"Guglielmo Marconi"
Via Cortine,10 - 72100 BRINDISI
Tel.0831/521074 - Fax 0831/524885
C.F. 80003670744
e-mail:itcmarconi@tin.it


Tra pochi giorni inizierà l'Esame di Stato, ma vi sono ancora non pochi dubbi originati dalla normativa in materia, caratterizzata da alcune modifiche innestate sulle disposizioni già vigenti al fine di limitare il relativo impegno economico.
Ne è derivata la presenza di alcune evidenti discrasie che originano non pochi interrogativi che, almeno in alcuni casi, sembrano minare la regolarità formale dell'esame.
I dubbi citati non sono stati fugati dall'intervento di Ispettori in occasione di incontri coi docenti componenti le commissioni, organizzati col preciso intento di "erudire" gli intervenuti relativamente alle novità inerenti le norme vigenti, in particolare l'Ordinanza Ministeriale n.43 del 11.4.2002.

La novità più importante è certamente quella che riguarda la composizione delle commissioni ed il presidente delle stesse.

Come è ormai noto, le commissioni sono costituite da alcuni dei docenti componenti i singoli consigli di classe , tutte presiedute dallo stesso presidente, unico per tutto l'istituto
A nostro avviso appare necessario un immediato chiarimento ufficiale da parte dei competenti organi centrali relativamente all'esatta interpretazione del comma 4 dell'art.12 di detta ordinanza ed al comma 7 dell'art. 16 della medesima

- art.12 comma 4: "Il presidente, sentiti nella riunione plenaria i componenti di ciascuna commissione, individua e definisce gli aspetti organizzativi delle attività delle commissioni determinando, in particolare, ove necessario, l'ordine di successione tra le commissioni per l'inizio della terza prova, …."

Ovviamente l'inciso "ove necessario" si riferisce a casi in cui le commissioni dell'istituto siano numerose, e poiché l'unico presidente deve essere presente al momento della formulazione della prova per ciascuna commissione, è inevitabile fissare il predetto "ordine di successione tra le commissioni per l'inizio della terza prova". Appare, quindi, evidente che nel prospettato caso di numerose commissioni, le ultime classi sono costrette a sostenere la prova in ora tarda e in condizioni di svantaggio rispetto alle altre che le hanno precedute di molto.

- art.16 comma 7 : " La commissione procede alla formulazione di una proposta di punteggio in numeri interi relativa alla prova di ciascun candidato nello stesso giorno nel quale il colloquio viene espletato. I punteggi sono successivamente attribuiti dall'intera commissione a maggioranza, compreso il presidente, ai sensi dell'art.13, comma 1, secondo i criteri di valutazione stabiliti come previsto dall'art. 13, comma 10 e con l'osservanza della procedura di cui all'art.15, comma 7".

Ci si chiede:
Il colloquio può essere effettuato senza la presenza del presidente?
Secondo alcuni il presidente può non essere presente in quanto nella prima parte del comma si legge "La commissione procede ……" e nella seconda parte " ……..sono successivamente attribuiti dall'intera commissione a maggioranza, compreso il presidente"; ma se così fosse, in che modo potrebbe il presidente esprimere col voto il proprio giudizio sul colloquio al quale non ha assistito?

E' appena il caso di segnalare che è necessario dare ai docenti-commissari immediata certezza su aspetti che possono esporli a non pochi ricorsi.

I dubbi esposti, evidenziati da molti dei docenti presenti ai "corsi di aggiornamento" e condivisi dagli Ispettori intervenuti, non trovano a tutt'oggi risposta da parte di alcuno. Né tanto meno trovano risposta i problemi derivati dalla mancanza di copertura finanziaria delle spese dovute al pagamento dei commissari e dei presidenti delle commissioni, nonostante il provvedimento sia stato formalmente giustificato con l'esigenza di risparmio(?).

Intanto restiamo in attesa di risposte tecniche sull'ordinanza, economiche sui compensi, visto che risposte sul perché di questo stravolgimento dell'esame di Stato non si riescono ad avere né dagli Ispettori, né dal Ministero competente e pertanto non resta altro che cercare di interpretare i silenzi.


I docenti dell'ITCS "G. Marconi"
Brindisi

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Il documento è sul sito:
http://www.funzioniobiettivo.it/cidibrindisi/esamistato.htm