breve di cronaca
Presidente esterno libera tutti
Il Centro - 06-06-2002
Sarà l'unico docente esterno delle commissioni

Dubbi sugli esami di Stato

I presidi non sono convinti e «bocciano» il presidente

Jari Orsini

CHIETI. Attesa nelle scuole per gli esami di maturità, gli esami di Stato voluti dalla riforma del ministro dell'Istruzione Letizia Moratti. Attesa tra i dubbi, nonostante la circolare ministeriale che doveva chiarire al meglio l'organizzazione e soprattutto la figura del presidente esterno. Ma, in pratica, è la perplessità a caratterizzare in parte l'attività degli istituti scolastici.
«La circolare numero 43», esordisce il preside del liceo classico Vico, Antonio Falcone, «è stata esaminata dal nostro collegio dei docenti, anche se grosse novità non ci sono. L'unica certezza è che il presidente esterno avrà una funzione più ispettiva che partecipativa».
«Sinceramente», spiega il preside dello scientifico "Masci", Piervincenzo De Lucia, «la circolare ministeriale ci ha lasciato allibiti. Infatti il presidente che garantirà la validità all'interno dell'istituto, per legge, ha il compito di assegnare il punteggio finale a ogni studente. Ma, come nel caso della nostra scuola, ci saranno ben otto commissioni e seguire tutte le prove, per un'unica prova, sarà quasi impossibile, a meno che non si lavori 24 ore su 24. Inoltre anche se saranno nominati tra i docenti interni, dei vice presidenti, che fungeranno da unione tra le commissioni e il presidente, bisognerà aspettare sempre quest'ultimo, per esprimere il punteggio della prova complessiva di ogni alunno».
«Il mio timore», conclude il preside De Lucia, «è che aumenteranno i ricorsi al Tar, di studenti magari insoddisfatti di un voto, dato loro da una persona che non li ha neanche esaminati».
Dice telegraficamente la preside dell'istituto tecnico commerciale «Galiani», Clotilde Carunchio: «Il presidente esterno si deve caricare di troppe responsabilità, malgrado l'esame sia stato portato avanti da docenti interni».
C'è anche chi considera i prossimi esami di maturità inutili, rimpiangendo i tempi andati. «Ormai», commenta il preside dell'Itis "Luisa Di Savoia", Vincenzo Introvigno, «gli esami di stato assomigliano sempre di più a quelli di terza media. Infatti non si farà altro voti che i docenti esprimeranno su alunni, conosciuti nell'arco di tre anni. Ma il nostro istituto cercherà in ogni modo di sfuggire alle facili promozioni ed alle alte valutazioni».
Ancor più pessimista il preside dell'istituto commerciale e per programmatori "De Sterlich", Marco Salardi. «La nostra nazione, adottando questo tipo di esami, invece di guardare con fiducia all'Europa, si deve preoccupare seriamente. Infatti la preparazione culturale dei ragazzi sta vivendo una spaventosa decadenza, risultati dall'appiattamento dei valori che è in corso».

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