breve di cronaca
Cagliari: Jovanotti agli studenti
La Nuova Sardegna - 05-06-2002
Jovanotti, filosofo dell'impegno

Davanti agli studenti della scuola di musica il cantautore a ruota libera su riforma Moratti, tv e debito dei paesi poveri

Sabrina Zedda

CAGLIARI. Cappellino di paglia, jeans, maglietta nera, modi affabili, e neanche un pizzico di presunzione. Così, semplice, profondamente umano, allegro, Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti si è presentato ieri agli studenti accorsi nella scuola civica di musica per incontrare l'artista capace di trasformare in evento ogni sua esibizione. L'occasione è stata offerta dalla tappa in Sardegna del suo "Quinto mondo tour" che proprio ieri chiudeva la sua prima parte. Di fronte alla folla, che lo ha accolto tra applausi e ovazioni, il musicista si è raccontato, ma ha parlato anche di giovani, di scuola, del suo impegno sociale, perfino della sua dieta quasi vegetariana (dove non compare la carne ma è concesso il pesce).
«Mi sono svegliato un minuto e mezzo fa», si è giustificato quando al suo ingresso nella scuola si è imbattuto in un attimo di smarrimento. Poi, a poco poco ha iniziato a parlare, complimentandosi prima di tutto con la scuola che lo ospitava: «È bello che una scuola di musica sia pubblica, so che qui ci sono centinaia d'iscritti. Complimenti a chi tiene in piedi la baracca».
Un complimento sincero, da parte di lui, Lorenzo, che a scuola, quella ufficiale, c'è andato poco, ma che ha invece molto frequentato quella dove ha imparato il mestiere: la radio, la discoteca, ed ora, quella di qualsiasi musicista da cui sappia di poter ancora imparare qualcosa. «È bello che esistano queste scuole perché la musica è soprattutto tecnica, che si apprende con studio, impegno, allenamento. L'ispirazione è solo una piccola parte, sebbene indispensabile».
Jovanotti ha parlato anche del suo impegno sociale, ricordando quando dopo una visita insieme con Piero Pelù, Ligabue e Bono degli U 2, all'allora premier D'Alema, ottenne la cancellazione del debito per i paesi poveri: «Pazzesco: a quei tempi poche persone conoscevano il problema, eppure grazie alla eliminazione di quel debito, in paesi come per esempio l'Uganda, oggi ci sono 15 mila bambini in più che possono andare a scuola». Certo, la situazione resta ancora critica: «Io però, in qualità d'artista, posso creare attenzione su un fatto. Il resto sono una serie di decisioni politiche ed economiche che non mi competono». Come dire: ad ognuno il suo ruolo, non posso certo essere io a prendere decisioni che spettano ad altri. Eppure, da artista impegnato, Jovanotti le sue posizioni le ha eccome. Quando parla di scuola ad esempio, seppur precisando di «non aver mai partecipato ad alcun girotondo contro la riforma Moratti», ritiene ci siano alcune confusioni tra chi pensa che l'istruzione «sia solo un sistema per preparare al lavoro, e quindi al consumo futuro» e chi invece vede la scuola come sede in cui ci si prepari alla vita «perché si insegna ad apprezzare un bel quadro, oppure a stare con gli altri». Sempre Jovanotti: «Ho fatto la scuola pubblica e sono per questo tipo di scuola. Per mia figlia, che quest'anno inizierà l'asilo, sarà lo stesso».
Jovanotti non disdegna neppure di tracciare un quadro delle nuove generazioni: «Sono un gruppo su cui hanno inciso diverse tendenze: questo li rende meno catalogabili rispetto al passato. Corrono però anche il rischio d'essere trascinati dalla tv, grande creatrice di consensi».
Nella mattinata, Lorenzo ha trovato il tempo anche per salutare i piccoli della scuola elementare Randaccio, cui ha dedicato una canzone. Poi, saluti e tanti in bocca al lupo per la vita. Nella serata, il concerto alla Fiera, con cui si è aperta la stagione estiva degli spettacoli.

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