breve di cronaca
Istruzione professionale, accordo Formigoni-Moratti
Corriere della Sera - 04-06-2002
La Lombardia, regione-pilota nella gestione degli istituti professionali, anticipa la Riforma


MILANO - Una nuova sperimentazione coinvolgerà, a partire dal prossimo anno scolastico, dai 700 ai mille studenti della Lombardia. Il progetto è il frutto di un protocollo d’intesa firmato ieri dal presidente della Regione, Roberto Formigoni, dal ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti e dal sottosegretario al Lavoro, Pasquale Viespoli. Sul piatto una maggiore integrazione tra formazione e istruzione professionale. Ma anche il coinvolgimento della Regione nel campo dell’istruzione professionale stessa, anticipando così una novità contenuta nel disegno di legge di riforma della scuola. E la possibilità, per gli studenti che prenderanno parte alla sperimentazione, di assolvere all’obbligo scolastico iscrivendosi, dopo la terza media, a un corso di formazione professionale al posto di un istituto tecnico o di un liceo.
In concreto, verranno progettati percorsi sperimentali di tre anni. Non si tratterà di attivare corsi totalmente nuovi, ma di riorganizzare l’esistente. In tutto, i nuovi progetti sperimentali saranno circa 30 sparsi nelle province della Lombardia e riguarderanno i nove settori merceologici (dalla chimica all'elettronica) in cui si articola la formazione professionale. La sperimentazione sarà finalizzata anche alla costruzione di un sistema di certificazione delle competenze e alla creazione di «passerelle» in grado di permettere il passaggio da un percorso scolastico all’altro.
«La riforma della scuola comincia da qui. Questo è il primo atto di applicazione concreta del nuovo quadro costituzionale e istituzionale», ha commentato il ministro dell’Istruzione. Aggiungendo: «La nostra è una sfida per dare agli studenti percorsi diversificati e personalizzati. E per assicurare una formazione professionale con dignità e prestigio, in grado di coniugare il sapere con il saper fare». Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente Formigoni. «La Lombardia è fiera di essere la capofila di questo progetto - ha commentato -. La Regione ha tutta l’intenzione di utilizzare fino in fondo il potere "concorrente" in materia di istruzione che deriva dalla riforma del titolo quinto della Costituzione, in una direzione che esalti la libertà di scelta delle famiglie e degli studenti e accresca la qualità complessiva del servizio».
Qualche perplessità, invece, viene manifestata dai sindacati. «Con la legge delega ancora al vaglio del Parlamento, forse la sperimentazione arriva troppo presto», dice Marco Bianchi, segretario regionale della Cisl scuola. Aggiunge il collega della Cgil scuola, Wolfango Pirelli: «Il fatto di affidare l’assoluzione dell’obbligo scolastico a docenti spesso non laureati, come accade in certe aree della formazione professionale, non mi sembra un grande traguardo. Spero almeno che il presidente Formigoni abbia colto l’occasione per chiedere notizie al ministro riguardo ai disastrosi tagli agli organici dei docenti previsti in Lombardia».


discussione chiusa  condividi pdf