Ministro, intervenga.
Gildains. - 01-06-2002
Lo scorso autunno la Gilda si è mobilitata contro il provvedimento contenuto nella Finanziaria 2002, che prevede che le Commissioni per gli Esami di Stato non abbiano composizione mista (docenti interni e docenti esterni) ma siano formate – per ogni classe - dai docenti che hanno partecipato allo scrutinio finale per l’ammissione all’esame.


L’ESAME DI STATO: LETTERA APERTA AL MINISTRO MORATTI


"Gentile Ministro, dott.ssa LETIZIA MORATTI ,

La GILDA DEGLI INSEGNANTI manifesta la propria contrarietà alla modifica nella composizione delle commissioni dell’Esame di Stato prevista dal comma 7 - articolo 13 della Finanziaria 2002.

Preoccupa la Gilda il fatto che il nuovo Governo, dopo la sospensione della Legge di Riordino dei Cicli d’Istruzione, e nonostante gli impegni assunti in sede di presentazione delle linee programmatiche, voglia porre mano al sistema d’Istruzione con provvedimenti estemporanei, che rischiano di danneggiare notevolmente la qualità della scuola.

Pesano sulla scuola italiana i danni provocati dal decreto che ha soppresso gli esami di riparazione, sostituendoli con la penosa finzione dei corsi di recupero; pesa sulla scuola italiana lo svuotamento dell’Esame di Stato già operato dal Ministro Berlinguer.

Il provvedimento previsto dalla Finanziaria 2002 è in perfetta sintonia con i provvedimenti precedenti, sia per le modalità che per la filosofia ispiratrice. Esso sottrae alla scuola ogni residua possibilità di verifica qualitativa, svuota i dettati costituzionali ed affida la selezione unicamente al mercato del lavoro e al nascente “mercato” dell’Università.

La Gilda confida che, con un gesto di responsabilità di cui La riteniamo capace, Ella, Signor Ministro, vorrà inserire le problematiche relative all’Esame di Stato e alle modalità di valutazione all’interno di una riflessione organica sull’intero sistema d’istruzione. Un sistema che, nel riconoscimento e nel rispetto delle diversità individuali, non crei dispersione, espellendo dalla scuola, ma orienti gli studenti rendendoli coscienti delle loro capacità e dei loro limiti e contribuendo così alla loro formazione umana e culturale.

Un sistema diversificato ed articolato, dunque, e non un percorso unico banalmente appiattito verso il basso.

Con l’avvento della scuola di massa, il problema della “selezione” costituisce – a livello internazionale - il grosso nodo da sciogliere e non poche sono, Signor Ministro, le revisioni in atto nei paesi in cui l’intero meccanismo è stato scalzato.

L’Associazione è certa che Ella voglia sciogliere questo nodo con il necessario approfondimento e la dovuta cautela e che non possa essere la manciata di miliardi risparmiati con il provvedimento previsto dalla Finanziaria a dettare scelte cruciali per il destino della nostra scuola e del nostro paese.

Gilda degli Insegnanti"


L’iniziativa ha raccolto l’immediata adesione di professori universitari, giornalisti e accademici di diversi orientamenti politici.

L’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLA GILDA RIUNITASI NEI GIORNI 23-24-25 MAGGIO

riafferma che la serietà e il rigore del sistema dell’istruzione costituiscono per la collettività condizione indispensabile per il suo progresso culturale, scientifico ed economico

ribadisce la necessità di mantenere la funzione di controllo esterno dell’esame conclusivo degli studi secondari, a garanzia del valore legale del titolo di studio

chiede che gli Esami di Stato finali siano affidati ad una commissione interamente esterna, come avviene praticamente in tutti i paesi europei

invita i docenti ad inviare fax, e-mail, lettere di protesta al Ministro dell’Istruzione ed ai seguenti indirizzi e-mail e/o numeri di fax:

nuovoesamedistato@istruzione.it

0658492466 - 0658493989 - 0658492110 - 0658493735 - 0658492089-0658492251







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 Gianni Mereghetti    - 02-06-2002
Mi pare offensivo della professionalità docente affermare, come fa la Gilda, che un esame di stato svolto dalla commissione interna non possa essere serio e lo dimostreremo sul campo! Mi pare invece educativamente e didatticamente giusto restituire ai docenti il diritto di attribuire anche l'ultima valutazione agli studenti con i quali si è fatto un percorso. Chi non vuole che la valutazione sia effettuata dai docenti stessi che hanno insegnato è perchè ha un'immagine di scuola simile alla gabbietta dei topi di Skinner, un'immagine che non corrisponde alla realtà, dove la valutazione è intrinseca al rapporto educativo e ne rappresenta il fattore di miglioramento. Se è giusto che degli esami di stato si assumano la responsabilità gli insegnanti della classe, questo non vuol dire che si debba provvedere ad un sistema di valutazione che implichi l'intervento di esterni!
Gianni Mereghetti
Abbiategrasso

 annarita    - 05-06-2002
Dissento decisamente dalle affermazioni della Gilda, che arriva addirittura a rimpiangere gli esami a settembre ed una più efficace selezione degli studenti. Mi pare che il limpido commento di Gianni Mereghetti di Abbiategrasso del 2/6 esprima nel migliore dei modi la fondadezza di una valutazione effettuata dagli stessi docenti della classe, che conoscono sia gli studenti che il lavoro svolto insieme. Solo presupponendo che gli insegnanti siano degli irresponsabili o incapaci o in mala fede, si può giungere a ritenere necessario un controllo di esterni, i quali, poi, perchè dovrebbero essere più capaci di valutare dei docenti interni?