breve di cronaca
Referendum sociali
La Repubblica - 31-05-2002
Campagna "Lavoro, scuola, ambiente"
Rifondazione, Cobas, Rdb e Social forum raccolgono le firme
via ai referendum "contro"



Sei referendum «sociali», sei firme su lavoro, scuola e ambiente che già fanno discutere e dividono la sinistra. Promotori di questa iniziativa, che fino al 31 luglio vedrà banchetti per la raccolta delle firme nelle strade del centro e nei luoghi di lavoro, sono Rifondazione comunista, i Cobas, le Rappresentanze di base, il sindacato Ucs, il Sincobas, il Social forum siciliano e Attac Italia.
I primi due referendum riguardano il tema dell'occupazione, con la richiesta di abrogare la parte dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che limita alle aziende con più di 15 dipendenti il diritto al reintegro dei licenziati senza giusta causa. Un'estensione del diritto che va in direzione opposta rispetto a quanto progetta il governo. L'altro referendum sul tema del lavoro tocca pure un articolo dello Statuto dei lavoratori, il 35, che limita i diritti di rappresentanza sindacale nelle aziende con meno di quindici dipendenti.
Le altre proposte abrogative riguardano le norme di parità tra scuola pubblica e privata, in particolare il finanziamento statale delle scuole private e la possibilità da parte dei presidi di assumere docenti per prestazioni volontarie, cioè senza stipendio ma con il riconoscimento dell'esperienza d'insegnamento. Chiudono il «pacchetto» tre referendum sull'ambiente, attraverso i quali si chiede l'abrogazione del decreto regio del '33 che permette la sistemazione sul territorio di elettrodotti o antenne senza autorizzazione; la cancellazione del decreto legislativo che prevede incentivi a chi costruisce inceneritori per i rifiuti e la legge che permette al ministro della Salute di stabilire la percentuale di sostanze tossiche che possono essere contenute negli alimenti.



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 Mauro Romanelli    - 31-05-2002
I Verdi sono molto soddisfatti della Conferenza stampa
che ha presentato ieri al Senato gli emendamenti
comuni dell’Ulivo alla Legge Delega del Ministro
Moratti: in particolare ringraziano il Sen. Luigi
Berlinguer per aver evidenziato, addirittura al primo
posto, tra le novità rispetto alle precedenti scelte
dei Governi dell’Ulivo, il “diritto” per tutti alla
scuola dell’infanzia, come richiesto a gran voce dai
Verdi.

E’ un punto molto importante, poiché il diritto,
abbinato alla citazione dell’articolo 33 della
Costituzione che abbiamo fatto inserire e che mancava
nella Legge approvata due anni fa dall’Ulivo, porta
con sé automaticamente il dovere dello Stato ad
istituire Scuole dell’infanzia statali su tutto il
territorio nazionale, togliendo così ogni alibi agli
incostituzionali finanziamenti sia agli asili sia ad
ogni altro tipo di scuola privata, che invece
purtroppo l’Ulivo ha elargito.

Speriamo che questi errori finalmente siano superati,
e si sia compreso che gli elettori laici e democratici
non sono più disposti a sostenere politiche
compromissorie con interessi settoriali e
confessionali: proprio per questo, annunciamo la
nostra adesione al comitato promotore del referendum
sulla scuola pubblica
, per abrogare alcuni punti,
sbagliati, della Legge di parità scolastica approvata
due anni fa dall’Ulivo, e nella quale, beninteso, vi
sono anche elementi assai positivi e da conservare.

Infine sentiamo l’obbligo di precisare che gli
emendamenti comuni presentati dall’Ulivo costituiscono
per noi la piattaforma minima, anzi forse anche
qualcosa in meno, ma non certo la nostra idea di
scuola: ad esempio, l’obbligo scolastico a 15 anni e
l’obbligo formativo a 18, insieme alla
regionalizzazione della formazione professionale,
porterebbe comunque ad un doppio canale
statale-regionale, rimandato solamente ad un’età “più
civile” di quella proposta dalla Moratti (13 anni).

Per questo noi rilanciamo l’obbligo di Istruzione a
18 anni, per il quale ancora purtroppo nell’Ulivo i
tempi non sono maturi, ma dovranno, ce lo impongono i fatti, diventarlo molto presto.