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Più scuola per tutti
Legambiente - 31-05-2002
PIU' SCUOLA PER TUTTI

PER UNA SCUOLA PUBBLICA, PLURALISTA, DI QUALITA’
PER UN PAESE EQUO, SOLIDALE, SOSTENIBILE

APPELLO



Realizzare una scuola di qualità ha un valore strategico per il futuro del Paese, che ha bisogno di più scuola per tutti ed in tutte le fasi della vita. E’ questa una battaglia che non riguarda solo i diretti interessati (insegnanti, dirigenti, personale ATA, studenti, genitori), ma tutta la società italiana, perché istruzione e cittadinanza fanno la qualità della democrazia.

La legge delega sulle norme generali sull’istruzione, proposta dal Governo, prepara una scuola vecchia, autoritaria, priva di reale autonomia; non più luogo collettivo, laboratorio sociale, in cui si impara e si cresce insieme agli altri, ma “servizio a domanda individuale”, che aggrava le disuguaglianze, non ancora debellate, favorendo le famiglie più ricche e più istruite.
Il progetto del governo prevede infatti:

· meno scuola: elimina l’obbligo scolastico a 16 anni, riduce il tempo scuola obbligatorio garantito a tutti, consentendo di completare l’orario con corsi privati a pagamento;

· più povera: taglia i finanziamenti e i posti di lavoro, le classi saranno più numerose, si allunga l’orario di lavoro, ed i ragazzi più penalizzati saranno quelli con più difficoltà;

· più selettiva: accresce e rende irrecuperabili le differenze sociali e culturali con la netta separazione dell’istruzione dalla formazione professionale, i ragazzi dovranno decidere del loro futuro a 12/13 anni, introduce di nuovo il voto di condotta e la bocciatura, anche alle elementari;

· più nozionistica: prevede spazi e risorse solo per le lezioni frontali, senza la possibilità di fare ricerca e di sperimentare, stabilisce una gerarchia tra discipline, nega l’importanza della formazione del cittadino, si allontana dalle esigenze e dei diritti degli studenti;

· più individualista: organizza la scuola sul modello dell’azienda, mette gli insegnanti in competizione tra loro, accresce il potere del dirigente scolastico, elimina i Consigli di Classe, togliendo così ai genitori un terreno importante per la loro partecipazione;

· meno autonoma: elimina l’autonomia professionale delle scuole perché cancella il curricolo di scuola, introduce la quota regionale nei piani di studio, consente alle famiglie di costruirsi un proprio curricolo, ed accresce la dipendenza delle scuole e dei dirigenti dal governo della Regione.

Le misure di riforma avviate sminuiscono la responsabilità professionale degli insegnanti ed il ruolo del personale tecnico – amministrativo, allontanano genitori e studenti dalla gestione della scuola, riducendoli a semplici clienti, e con l’anticipo a 5 anni e mezzo prefigurano un peggioramento delle condizioni di apprendimento, mentre hanno già introdotto la prima crepa nel valore legale del titolo di studio attraverso la modifica delle commissioni per la maturità, facendo un grande regalo ai così detti diplomifici.

Noi vogliamo una scuola nuova, la scuola della Repubblica secondo Costituzione,

► una scuola di tutti e per tutti, pubblica, laica e pluralista, fondata sulla libertà di insegnamento, che promuova l’educazione e l’istruzione come diritto di cittadinanza;

► una scuola che ponga al centro il soggetto che apprende, capace di recuperare lo svantaggio e le differenze sociali, che promuova la formazione critica aperta al confronto;

► una scuola governata democraticamente, attore autorevole nel territorio, che promuova la partecipazione

► una scuola più qualificata con risorse adeguate in tutto il territorio nazionale, che richiede una grande investimento pubblico, senza esporre le scuole autonome ai meccanismi del mercato e della competizione.

ARCI, Coord.to Genitori Democratici, Coord,to Docenti Romani, Coord.to Piùscuolapertutti Firenze, Coord.to Piùscuolapertutti piemontese, CIDI, Legambiente, LIBERA Scuola, MCE

promuovono

una manifestazione nazionale a Roma il 1° giugno in occasione della Festa della Repubblica, invitano studenti, genitori, insegnanti, cittadini e lavoratori, organizzazioni a partecipare per una scuola di libertà, di democrazia, di solidarietà.



MANIFESTAZIONE NAZIONALE
1 GIUGNO 2002 - Ore 16.00
Roma - Teatro Vittoria
p.zza Santa Maria Liberatrice, 8/10




ARCI, Coord.to Genitori Democratici, Coord.to Docenti Romani, Coord.to Piùscuolapertutti Firenze, Coord.to Piùscuolapertutti piemontese, CIDI, Legambiente, LIBERA Scuola, MCE

invitano studenti, genitori, insegnanti, cittadini e lavoratori, organizzazioni a partecipare

Le prime adesioni pervenute:
CGIL Scuola, CEMEA del Mezzogiorno, Comitato Torinese per la Laicità della Scuola, Coord. Docenti Provincia di Palermo, Ecole, FIOM, GISCEL, Laboratorio per la democrazia di Firenze, La parola alle scuole di Catania, Movimento Piuscuolapertutti di Rovigo, Movimento 6 luglio 2001, Sinistra Giovanile, Studenti.net, Rete di scuole di Rovigo, Uds, Associazione Educazione e Territorio di Messina, Direzione Didattica di Martellago (Ve), Comitato Tutela Ambiente Paderno D’Adda e Verderio Lecco, Istituto Comprensivo via Strozzi di Milano, Cres – Mani Tese, Proteo Fare Sapere, FNISM Roma e Lazio, Altragricoltura, Comitato per la Scuola della Repubblica, Diario, AIDAC.

Vincenzo Cerami, Moni Ovadia, Rossana Rossanda, Nicola Tranfaglia, Don Gallo, Roberto Vecchioni, Gianni Minà, Paolo Flores D’Arcais, Maria Arcà, Alberto Asor Rosa, Marcello Cini, Luigi Berlinguer, Enzo Carra, Mauro Romanelli, Loredana Fraleone, Piergiorgio Bergonzi, Elena Gagliasso, Benedetto Vertecchi, Giorgio Bini, Bice Chiaromonte, Sandro Portelli, Francesco Florenzano, Mauro Palma, Giunio Luzzatto, Paola Falteri, Domenico Starnone, Alba Sasso, Simonetta Fasoli, Silvia Caravita, Andrea Canevaro, Clotilde Pontecorvo, Tullio De Mauro, Alfonso M. Iacono, Luciana Pecchioli, Marco Rossi Doria, Fiorella Farinelli, Michela Mayer, Oscar Bandini, Nicoletta Lanciano, Silvana Ferreri, Cristina Lavinio, Luciana Castellina, Pietro Boscolo, Gabriele Pallotti.

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