breve di cronaca
Impronte digitali
Stranieri in Italia - 31-05-2002
ROMA - Saranno rilevate le impronte digitali a tutti gli stranieri extracomunitari che chiederanno un permesso di soggiorno in Italia e a chi ne chiede il rinnovo: lo ha stabilito l'assemblea della Camera approvando un emendamento messo a punto dalla commissione Affari Costituzionali.

La norma sara' operativa dopo l'approvazione dell'intero provvedimento Fini-Bossi sull'immigrazione, anche da parte del Senato, che dovra' riesaminare il testo.

La maggioranza ha votato a favore dell'emendamento, mentre le opposizioni si sono espresse contro.
Secondo Ulivo e Prc le impronte andrebbero prese a tutte le persone non identificabili (per esempio a quanti sono privi di documenti), mentre sarebbe ''discriminatorio'' rilevarle in base al fatto di avere o meno la nazionalita' italiana.
''Cosi' dovremo rilevare le impronte chiedere anche ai cittadini Usa o svizzeri con i documenti in regola'', ha sottolineato il socialista Enrico Buemi.

''Creerete un incidente diplomatico internazionale'', ha aggiunto il diessino Alberto Nigra. ''E' una norma di garanzia - ha replicato la relatrice Isabella Bertolini - per gli stranieri regolari, perche' assicura loro la certezza dell'identita'''. E perche', ha aggiunto Landi di Chiavenna (An) spesso si e' data ospitalita' a criminali con permessi di soggiorno contraffatti. (ANSA)

(29 maggio 2002)


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 Legambiente    - 31-05-2002
Impronte agli immigrati? Tutti o nessuno! Ecco le nostre: Realacci e Ferrante

 Rolando A. Borzetti    - 31-05-2002
A questa domanda ha cercato di rispondere un’indagine condotta dall’
Eurispes
, su un campione di mille cittadini residenti a Roma e provincia.

I dati hanno rivelato che il 57,9 per cento degli intervistati ritiene che
gli immigrati si guadagnino da vivere in modo illegale e solo il 38,7 per
cento sostiene che gli stranieri svolgano attività lavorative legali. E
questa convinzione è più diffusa tra i giovani che tra gli adulti: il 61,9%
degli intervistati d’età compresa tra i 18 e i 29 anni ritiene che gli
immigrati vivono nell’illegalità, mentre negli over70 anni la percentuale di
coloro che associano gli immigrati all’illegalità scende al 47,5%. Lo stesso
trend segue il livello d’istruzione: il 60,2% della popolazione con un basso
livello d’istruzione ritiene, infatti, che gli immigrati si procurino da
vivere illegalmente, mentre solo il 47% delle persone con alto livello di
scolarizzazione condivide tale opinione.

Un significativo ambito di indagine ha riguardato il giudizio sugli
immigrati che frequentano la zona dove abitano gli intervistati che, in
maggioranza non ritengono che la presenza degli immigrati possa incidere
sulla qualità della zona dove l’intervistato vive (62%) mentre la
percentuale di coloro che dichiarano ciò tocca il 32,1%. I maschi del
campione pensano nel 59% dei casi che gli immigrati non siano una minaccia
alla qualità della vita nella propria zona, nel 36% dei casi pensano invece
che possano degradare la zona e solo il 3,9% pensa che essi possano
innalzare la qualità della zona. Le femmine rispetto ai maschi si
distinguono per una maggiore aliquota di chi non crede al degrado della zona
per via degli immigrati, mentre il 29,2% di loro pensa il contrario e solo
il 4,9% ritiene che gli immigrati possano innalzare la qualità della propria
zona.

Ancora una volta appare significativa la classe di età: i giovani si
mostrano più inclini a credere che gli immigrati non degradino la propria
zona (69%) seguiti dai trentenni (60,3%), dai soggetti tra i 50 ed i 69 anni
(59,7%), dai quarantenni (55,6%), ed infine dai soggetti oltre i 70 anni
(45%). È quasi sorprendente come quest’ultima classe di soggetti sia però
anche quella che crede più delle altre che gli immigrati possano innalzare
la qualità della propria zona, presentando una percentuale del 12,5%,
rispetto ai soggetti compresi tra i 50 ed i 69 anni con il 2,5%, i
quarantenni con il 6,3%, i trentenni con il 6,4% ed infine i giovani tra i
18 ed i 29 anni con il 4,5%. La classe d’età più anziana appare quindi
essere quella meno propensa ad assumere una posizione neutrale. (da Redattore Sociale)

 gabriella rigon    - 05-06-2002
è una vergogna!! tutti noi dovremmo presentarci in questura per farci prendere le impronte...

 Guglielmo Albarella    - 05-06-2002
Credo che non si possa creare un cittadino italiano di serie A ed uno di serie B, perchè inevitabilmente si sfocia in forme di discriminazione razziale, pertanto o si schedano con impronte digitali tutti i cittadini italiani o nessuno, diversamente l'Italia diventerà ufficialmente un Paese con discriminazione razziale!
Guglielmo Albarella

 Cosimo De Nitto    - 06-06-2002
La cosa che più mi raccapriccia è la separazione che si opera nell'uomo tra il suo essere considerato macchina da sfruttare nel lavoro a basso costo, che si richiede, e il suo essere persona, titolare di diritti inalienabili(?), che si rifiuta con ostilità preconcetta. Il problema non si risolve nemmeno con le impronte di tutti, perché le impronte ad un cittadino italiano sono una misura tecnica di riconoscimento; le impronte ad uno "straniero" sono collegate ad una misura di polizia per cui esso è pregiudizialmente un individuo dimezzato, alienato dal suo diritto di cittadinanza. Questo diritto va oltre la sua appartenenenza ad uno stato-nazione. Con questa legge lo "straniero" è un delinquente potenziale, fino a prova contraria, e non l'opposto.

 De Mattei M.Dina Castegneto    - 11-06-2002
VERGOGNA incommensurabile!!
Ritengo che tutti noi dovremmo presentarci per farci rilevare le impronte e considerare tutti quali PERSONE