breve di cronaca
I principi ispiratori
Brescia oggi - 28-05-2002

«Passeremo dalla scuola di Stato a quella ispirata all’autonomia»


Sono l’Europa e i nuovi poteri di Regioni ed Enti locali le cause prime per la nascita del disegno di legge delega per la Riforma della scuola. Così almeno secondo le parole del sottosegretario alla Pubblica Istruzione Valentina Aprea, che ieri a partecipato presso l’auditorium del Museo di Scienze naturali all’incontro organizzato da Il Circolo. Insieme con lei sono intervenuti il provveditore agli studi Giuseppe Colosio e l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Brescia Carla Bisleri. A moderare il senatore, nonché presidente del Circolo, Paolo Guzzanti, che ha aperto la discussione riasumendo in breve il dibattito sul tema nel passato, e definendo la scuola italiana come un retaggio della dominazione napoleonica. «La Riforma è stata una necessità per il nuovo Governo sia per i grandi cambiamenti che hanno investito il nostro Paese, sia per il fallimento delle leggi fatte dai nostri predecessori. Basti pensare all’obbligo dei ragazzi di iscriversi alle superiori pur senza nessuna intenzione di continuare e quindi senza prospettive per il proprio studio», spiega la Aprea che aggiunge: «La trasformazione della scuola era comunque una delle nostre promesse elettorali e se la legge delega andrà in porto possiamo assicurare che passeremo davvero dalla scuola dello Stato a quella della Repubblica. I principi ispiratori riguardano in particolare l’accentuazione dell’autonomia degli istituti, la formazione fino a 18 anni che è diversa dall’obbligo scolastico, la valorizzazione delle tradizioni locali in un panorama europeo e il protagonismo dei docenti».
Molto ottimista sugli effetti delle Riforma è il provveditore Colosio che non nasconde un evidente soddisfazione per le prospettive future: «Questa Riforma si inserisce in un contesto di lunga data. Prosegue sulla strada dell’autonomismo, del decentramento dallo Stato agli Enti locali ma soprattutto pone l’accento su principi importantissimi. La continuità della formazione, la centralità dell’educazione che deve aggiungersi al mero ruolo istruttivo della scuola, il diritto alla formazione. Uno degli aspetti più importanti è certamente la creazione accanto al canale liceale, di un canale di formazione professionale. Un traguardo che aspettavamo da tanto tempo. La capacità di superare il conflitto tra formazione intellettuale e manuale».
Qualche perplessità sulla riforma è invece arrivata dall’assessore Bisleri che ha cercato di riassumere i due mandati che l’hanno vista attuare, a livello locale, un impegno e una comunicazione profonda col mondo della scuola. Dice la Bisleri: «Io ritengo che il ruolo del Comune nella gestione delle scuole sia molto importante. Ho cercato di rendere la scuola la protagonista delle nostre politiche culturali, arrivando a farne la seconda voce del nostro bilancio. Il grande passo che abbiamo fatto ci ha portato da un intervento ausiliario e frammentario ad uno sistematico. Credo, però, che una Riforma sulla scuola andrebbe votata con i due terzi della maggioranza. E mi preoccupano seriamente l’anticipo alle scuole materne ed elementari e il modo in cui saranno realizzati gli istituti di formazione di fronte al permanere dell’abbandono scolastico. Ma soprattutto spero che non venga meno il ruolo dei Comuni in questo nuovo sistema».
Matteo Asti








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