breve di cronaca
Lauree interrotte: la "guerra degli otto anni"
Corriere Lavoro - 25-05-2002
E’ scoppiata la «guerra degli otto anni»

A dicembre fu la notizia del mondo universitario: grazie al processo di riforma del sistema delle lauree, anche dopo i canonici 8 anni d interruzione, gli studi potevano essere ripresi, per conquistarsi poi il sudato pezzo di carta. E a migliaia di studenti, che per svariati motivi avevano dovuto interrompere gli studi, oggi sistemati con tanto di famiglia e lavoro sicuro, non sembrò vero di tirar fuori dal cassetto dei sogni la possibilità di essere chiamati dottore. Tutti i giornali ripresero la notizia, con interviste ed elenchi degli atenei dove ciò era possibile, specificando anche le modalità e i costi per realizzare ciò. Poi la cosa finì nel nulla e non fu più ripresa. O meglio, ci fu addirittura una smentita da parte di alcuni atenei. Come l Università Statale di Milano, il cui rettore Enrico Decleva, dice: «Per quanto ci riguarda, sul nostro sito abbiamo subito scritto che da noi vale la vecchia normativa, per cui dopo otto anni consideriamo conclusa la carriera universitaria degli studenti». Riconosce però il professore: «A ogni modo, è vero che non c è un interpretazione unica: oggi alcune università adottano un metodo restrittivo, altre uno molto più elastico».
Questa la situazione. Le lauree triennali, con il sistema dei crediti formativi, offrono a parecchi la possibilità di acciuffare da subito un titolo di studio. «Ma le modalità di rientro cambiano a seconda dei regolamenti di ateneo - sostiene Marcello Fontanesi, rettore dell Università Bicocca di Milano - Inoltre, incidono pure i regolamenti didattici di facoltà e la discrezionalità della commissione del corso di laurea che dovrà valutare gli esami e i titoli esibiti dallo studente».
Al ministero, l' ufficio che si occupa di ordinamenti didattici universitari e del servizio per l' autonomia universitaria e degli studenti, guidato da Vittorio Marrè, viene bombardato da richieste di chiarimento sul modo con cui si potranno riprendere gli studi. Mentre per il regio decreto del 38, dopo 8 anni gli esami universitari non sono più validi, la nuova disciplina, e in particolare il comma 6 dell articolo 5 della recente legge 509 , riapre la possibilità di ripresa. Questa novità sta provocando però un diffuso disappunto fra gli interessati perché non esiste una regola comune per tutte le università. Le modalità di rientro vengono lasciate alla discrezionalità dei singoli atenei. Dice Raimondo Pasquino, rettore dell Università di Salerno: «In ogni ateneo il regolamento didattico deve limitarsi solo a effettuare la verifica periodica dei crediti acquisiti per valutarne la non obsolescenza dei contenuti conoscitivi. In sostanza, bisogna verificare che il titolo formativo esibito dallo studente sia attuale rispetto al corso di studi che vuole scegliere. E qui i margini di valutazione sono molto ampi, poiché i titolo presentabili sono di sei tipi: di base rispetto al corso di laurea che si richiede, caratterizzanti, affini, di credito formativo ulteriore, di lingua straniera e informatica, stage o elaborato finale di un percorso formativo. A ogni titolo, considerato valido per i crediti formativi, viene assegnato un punteggio».
Cumulando i punteggi, si verifica se il totale raggiunto supera il valore 180, o risulta inferiore. «Per conseguire la laurea triennale- ricorda Fontanesi - basta raggiungere quota 180, si aggiunge una relazione finale ed è fatta. Se invece si è al di sotto di tale quota, la commissione di valutazione stabilirà l entità del credito raggiunto e il percorso formativo da seguire per conseguire la laurea triennale».
Avverte il rettore Pasquino: «Gli studenti che hanno interrotto gli studi da oltre 8 anni non verranno dichiarati decaduti se nel corso di questo periodo hanno sostenuto almeno un esame: in tal caso, potranno seguire il vecchio corso di laurea, o richiederne uno del tutto nuovo».

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 vittorio maturi    - 26-05-2002
la solita confusion all'italiana.

 maddalena    - 26-05-2002
Interessata a questo problema, ho chiamato molti atenei in tutta italia ottenendo risposte di tutti i tipi.Di certo la Cepu si propone , a prezzi assurdi, come mediatore con le Università disponibili ad accettare allievi 'scaduti', se così si può dire, mentre nulla è dovuto agli atenei per le tasse degli anni arretrati.
Ciò valga per informazione a chi si trovasse nella mia situazione....