Tasche piene e testa vuota
Maristella Curreli - 16-07-2006
Avere è di destra, sapere di sinistra. Parafrasando Celentano, la diversa attenzione per chi ha e chi sa dovrebbe misurare la distanza tra destra e sinistra. Tra privilegi da difendere e conoscenza da conquistare. Un governo che non pesca risorse in quel terzo dell'economia sommersa da evasione ed elusione fiscale, ma taglia risorse per l'istruzione e la ricerca, è perdente. Non guadagna consenso a destra perché non fa nulla in più e di diverso dal governo che l'ha preceduto e, per certo, tradisce il suo elettorato. Perde credibilità politica, accentua gli squilibri e le conflittualità sociali e, con il ridimensionamento della scuola pubblica, nega per sempre opportunità di riscatto sociale e culturale a chi sa ed ha di meno.

I loro insegnanti sono sottoccupati, sottopagati e sottostimati, da sempre, sopportano il prezzo più alto del contenimento della spesa pubblica o della cosiddetta razionalizzazione delle risorse. Intanto, assistono impotenti alla politica dei troppi segni meno - meno risorse, meno tempo scuola, meno classi, meno cattedre e diritti - e dei pochi segni più - più alunni per classe, più ore per singolo docente, più precarietà -.

Prodi e Padoa Schioppa avendo disegnato le grandi strategie politiche ed economiche continentali sanno bene che non s'affronta la competitività disinvestendo in ricerca, formazione ed istruzione, riducendo le risorse umane ed il tempo scuola, precarizzando i docenti di oggi ed i cittadini di domani. La buona politica, come il miglior futuro, si costruiscono reperendo risorse lì dove sono ed impegnandole con rigore, equità e lungimiranza.

Maristella Curreli per i C.I.P - Comitati Insegnanti Precari

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 ilaria ricciotti    - 16-07-2006
Da dove questo governo dovrebbe reperire fondi ?

 da Tuttoscuola    - 17-07-2006
I tagli sulla scuola del decreto Bersani ci sono o no?

Dopo il botta e risposta tra il ministro Fioroni e il segretario della Cisl-Scuola Scrima sui presunti tagli sulla scuola previsti dal decreto legge n. 223/2006, cosiddetto "Bersani", continua la querelle: i tagli ci sono o no?
Se lo chiede la Flc-Cgil che per prima gettò il grido di allarme, dopo aver scoperto, tra le 70 cartelle di allegati, alcune previsioni inquietanti sui tagli di spesa per la scuola.

"Abbiamo assistito - dice il sindacato di Panini - ad un vero e proprio giallo tra smentite del Ministro Fioroni e notizie varie. La querelle continua tuttora. A distanza di una settimana, quindi, una domanda sorge spontanea: ma i tagli ci sono oppure no?
La risposta è positiva. I numeri si sa sono un po’ noiosi, ma in casi come questi, schiacciano le parole!"

La Flc pubblica quindi sul proprio sito (www.flcgil.it) una dettagliata scheda che dimostrerebbe che gli accantonamenti (cioè le cifre non impegnate che devono essere restituite allo stato entro il 30 novembre 2006) e i tagli alla spesa pubblica di cui parla l’art. 25 del "decreto Bersani" riguardano anche le unità previsionali di base delle scuole.

Dopo aver precisato alcuni dettagli sulla disposizione normativa, il sindacato conclude: "... questo nostro approfondimento sui numeri rafforza la nostra richiesta di modifica al Decreto Legge prima della sua conversione. Gli effetti negativi dei tagli alle scuole - circa 6 milioni di euro su base annua - risentiranno inevitabilmente dei tagli agli uffici scolastici regionali - circa 4 milioni di euro su base annua - la cui funzionalità non è neutra per le scuole e per il personale".

Decreto Bersani e DPEF, conclude la Flc, non possono chiedere ulteriori sacrifici alla scuola e agli altri settori della conoscenza che, come ha sostenuto lo stesso ministro Fioroni, hanno "già dato".