"Ciurlare nel manico", si dice di atteggiamenti tentennanti, che non sono saldi, come il manico di quegli utensili non fissati bene e che perciò traballano. Un atteggiamento che in politica ha conosciuto momenti di gloria ai "bei tempi della Dc", quando non affrontare determinate questioni risultava molto utile per scontrarsi il meno possibile con soggettività scomode o peggio far passare di fatto cose indigeribili. Non vorremmo che questo "metodo" sia quello scelto dal ministro Fioroni per vanificare, in gran parte, il programma dell'Unione sulla scuola, lasciando correre il tempo e con esso la maturazione e/o il consolidamento di quella riforma Moratti, che in alcuni settori della sua parte politica non si considera poi così da buttare. Per amore del risultato concreto e della scuola, non ci siamo incaponiti sulla parola abrogazione, perché pensiamo che cancellare pezzo per pezzo la riforma Moratti possa davvero, nella sostanza, rappresentare la stessa cosa, ma non siamo così ingenui da non distinguere tra ciò che è proclamato e ciò che si fa, cioè quasi niente. A dichiarazioni del ministro che abbiamo in gran parte condiviso, non stanno seguendo i fatti.
Non è una questione d'impazienza, il problema è che la scuola ha i suoi tempi, inevitabilmente rigidi, per ragioni che attengono alla sua specifica organizzazione. Di anno in anno ci sono nuovi iscritti, nuovi insegnanti, nuove classi. In questi caldi giorni estivi, mentre le scuole svuotate sembrano godere lunghi momenti di riposo, ci sono le segreterie, gli ex provveditorati, direzioni regionali intenti ad organizzare il prossimo anno scolastico, con una mole di operazioni fondamentali quanto sconosciute ai più. Iscrizioni da confermare, classi da formare, insegnanti da spostare, contorte graduatorie da seguire, precari (sempre più numerosi) giustamente in allerta per capire quale collocazione o no avranno l'anno scolastico che verrà, circolari spesso contraddittorie da interpretare, tutto questo mentre le ultime fasi degli esami di maturità si vanno consumando. Un mondo a sé, incomprensibile a molti, che non sanno di tutto questo lavorio. Un mondo che ha sue regole e tempi tutti suoi. Questo lo dovrebbe sapere, credo, anche il ministro Fioroni. Allora o non ha intenzione di operare sulla riforma Moratti, nei termini indicati dal programma, che ci ha fatto vincere le elezioni, o non si rende conto davvero dell'urgenza di alcuni provvedimenti. In questo secondo caso lo invitiamo a mettere mano rapidamente ad organici, orari, portfolio, tutor, con gli strumenti che ritenga più efficaci, per consentire a tutte le scuole della Repubblica, tutte, di avviare l'anno scolastico 2006/7, con una "sostanziale" modifica della riforma del primo ciclo. Dovrebbe riflettere il ministro sul fatto che tentennare rafforza la richiesta d'abrogazione, che come abbiamo sempre sostenuto è lo strumento migliore per "far pulizia" delle aberrazioni morattiane. Non si può lasciare alle singole istituzioni l'applicazione o meno della riforma, in una sorta di balcanizzazione e di devolution alle scuole di scelte che non possono competere loro. Non abbiamo vinto da poco anche un referendum sulla Costituzione, a proposito di questo?
A rendere più inquietante questo contesto contribuisce il documento di politica economica e finanziaria preannunciato dal governo, che ci vede in profondo dissenso, al punto da indurre il nostro ministro Ferrero a non sottoscriverlo. Infatti vengono riproposti ancora tagli ai soliti noti: scuola, sanità, servizi. La scuola non lo sopporterebbe e le capacità per organizzare il conflitto non le mancano. Tutta l'Unione deve finalmente prendere atto che c'è un enorme problema di restituzione di risorse, di certezze, di equità. La riforma Moratti ed il puntuale salasso alla scuola delle ultime finanziarie non possono sopravvivere al governo Berlusconi. Fioroni e tutto il governo si trovano a scegliere: o rompono con quella politica o con chi ha determinato la vittoria dell'Unione.
Loredana Fraleone
Segreteria Nazionale di Rifondazione Comunista
|