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breve di cronaca
Scuola, all'Unione diciamo: è tempo di agire
Liberazione - 16-07-2006


"Ciurlare nel manico", si dice di atteggiamenti tentennanti, che non sono saldi, come il manico di quegli utensili non fissati bene e che perciò traballano. Un atteggiamento che in politica ha conosciuto momenti di gloria ai "bei tempi della Dc", quando non affrontare determinate questioni risultava molto utile per scontrarsi il meno possibile con soggettività scomode o peggio far passare di fatto cose indigeribili. Non vorremmo che questo "metodo" sia quello scelto dal ministro Fioroni per vanificare, in gran parte, il programma dell'Unione sulla scuola, lasciando correre il tempo e con esso la maturazione e/o il consolidamento di quella riforma Moratti, che in alcuni settori della sua parte politica non si considera poi così da buttare. Per amore del risultato concreto e della scuola, non ci siamo incaponiti sulla parola abrogazione, perché pensiamo che cancellare pezzo per pezzo la riforma Moratti possa davvero, nella sostanza, rappresentare la stessa cosa, ma non siamo così ingenui da non distinguere tra ciò che è proclamato e ciò che si fa, cioè quasi niente. A dichiarazioni del ministro che abbiamo in gran parte condiviso, non stanno seguendo i fatti.
Non è una questione d'impazienza, il problema è che la scuola ha i suoi tempi, inevitabilmente rigidi, per ragioni che attengono alla sua specifica organizzazione. Di anno in anno ci sono nuovi iscritti, nuovi insegnanti, nuove classi. In questi caldi giorni estivi, mentre le scuole svuotate sembrano godere lunghi momenti di riposo, ci sono le segreterie, gli ex provveditorati, direzioni regionali intenti ad organizzare il prossimo anno scolastico, con una mole di operazioni fondamentali quanto sconosciute ai più. Iscrizioni da confermare, classi da formare, insegnanti da spostare, contorte graduatorie da seguire, precari (sempre più numerosi) giustamente in allerta per capire quale collocazione o no avranno l'anno scolastico che verrà, circolari spesso contraddittorie da interpretare, tutto questo mentre le ultime fasi degli esami di maturità si vanno consumando. Un mondo a sé, incomprensibile a molti, che non sanno di tutto questo lavorio. Un mondo che ha sue regole e tempi tutti suoi. Questo lo dovrebbe sapere, credo, anche il ministro Fioroni. Allora o non ha intenzione di operare sulla riforma Moratti, nei termini indicati dal programma, che ci ha fatto vincere le elezioni, o non si rende conto davvero dell'urgenza di alcuni provvedimenti. In questo secondo caso lo invitiamo a mettere mano rapidamente ad organici, orari, portfolio, tutor, con gli strumenti che ritenga più efficaci, per consentire a tutte le scuole della Repubblica, tutte, di avviare l'anno scolastico 2006/7, con una "sostanziale" modifica della riforma del primo ciclo. Dovrebbe riflettere il ministro sul fatto che tentennare rafforza la richiesta d'abrogazione, che come abbiamo sempre sostenuto è lo strumento migliore per "far pulizia" delle aberrazioni morattiane. Non si può lasciare alle singole istituzioni l'applicazione o meno della riforma, in una sorta di balcanizzazione e di devolution alle scuole di scelte che non possono competere loro. Non abbiamo vinto da poco anche un referendum sulla Costituzione, a proposito di questo?

A rendere più inquietante questo contesto contribuisce il documento di politica economica e finanziaria preannunciato dal governo, che ci vede in profondo dissenso, al punto da indurre il nostro ministro Ferrero a non sottoscriverlo. Infatti vengono riproposti ancora tagli ai soliti noti: scuola, sanità, servizi. La scuola non lo sopporterebbe e le capacità per organizzare il conflitto non le mancano. Tutta l'Unione deve finalmente prendere atto che c'è un enorme problema di restituzione di risorse, di certezze, di equità. La riforma Moratti ed il puntuale salasso alla scuola delle ultime finanziarie non possono sopravvivere al governo Berlusconi. Fioroni e tutto il governo si trovano a scegliere: o rompono con quella politica o con chi ha determinato la vittoria dell'Unione.

Loredana Fraleone
Segreteria Nazionale di Rifondazione Comunista


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 Gianfranco Giovannone    - 16-07-2006
La posizione di Loredana Fraleone coincide esattamente con quella di scettica e guardinga, ma sempre più spazientita apertura di credito nei confronti della politica scolastica del ministro Fioroni assunta da docentinclasse.it "Per amore del risultato concreto e della scuola, non ci siamo incaponiti sulla parola abrogazione, perché pensiamo che cancellare pezzo per pezzo la riforma Moratti possa davvero, nella sostanza, rappresentare la stessa cosa, ma non siamo così ingenui da non distinguere tra ciò che è proclamato e ciò che si fa". Senza dimenticare, come suggerisce il bell'articolo del Comitato Precari, che non si vive di sola Moratti, e che forse sarebbe meglio alzare un po' lo sguardo e vedere gli altri, ben più grandi problemi, che affliggono e minacciano la dignità professionale dei docenti.

  Ass. " Per la scuola della Repubblica"    - 16-07-2006
Loredana Fraleone esprime una forte preoccupazione perchè, dopo tre mesi dal rinnovo del Parlamento, alle dichiarazioni del Ministro finora non hanno fatto seguito fatti concreti.
Noi concordiamo con le forti preoccupazioni di Loredana Fraleone perchè non solo finora alle dichiarazioni non hanno fatto seguito fatti concreti, ma anche e soprattutto perchè le stesse dichiarazioni del Ministro appaiono confuse e per nulla indicative di una politica alternativa a quella della Moratti; la proposta della politica del "cacciavite" significa difatti che, nonostante nel programma dell'UNIONE sia affermato l'impegno di abrogare le leggi Moratti in contrasto con il programma dell'Unione, il Governo non voglia adottare l'unica soluzione possibile per ristabilire all'inizio del prossimo anno scolastico un necessario quadro di certezza: l'abrogazione immediata delle leggi Moratti.
La politica del "cacciavite" che sarebbe una furbizia per evitare le difficoltà parlamentari ( forse anche interne alla stessa maggioranza), in realtà significherebbe rimanere all'interno della logica morattiana tanto è vero che la maggioranza ha recentemente approvato in Parlamento addirittura la proroga della legge Moratti!!
Come dice Loredana Fraleone, ora è tempo di agire; occorrono però non cacciaviti, ma proposte chiare ed inequivocabilmente alternative alle leggi Moratti e soprattutto il consenso del mondo della scuola; esiste già una proposta di legge di iniziativa popolare che ha raccolto l'adesione di migliaia di firme; si provveda quindi all'immediata abrogazione delle leggi Moratti la sola soluzione che può garantire un quadro di certezza all'inizio dell'anno scolastico e tutti insieme con i tempi e la chiarezza necessari costruiamo la scuola della Costituzione.

Antonia Baraldi Sani


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