Maestro prevalente: una (solo una?) mina vagante
Francesco Mele - 09-07-2006
Io penso che occorrerà fare una grande opera di controinformazione per svelare ai più che non bastano le encomiabili dichiarazioni di principio (anche molte della Moratti lo erano) per qualificare l'operato di un governo, ma che è sulle azioni che compie o non compie che occorre basarsi per valutare in quale direzione si sta muovendo.

Penso inoltre che come movimento abbiamo la responsabilità di mettere in fila tutte le questioni sul tappeto, e gli interventi di questi giorni stanno cominciando a farlo (da Barbara, a Lorenzo, a Corrado, a Clara, al comitato Buona Scuola di Venezia1 e perdonatemi se ho tralasciato qualcuno). Occorrerà portare a sintesi tutto questo dibattito e costruire una grande campagna di controinformazione che, tema per tema ma anche nel complesso, punti il dito nella direzione delle aspettative disattese da questo governo sulla scuola, comprese quelle addirittura in contrasto con lo stesso programma dell'Ulivo.

Allora per portarmi avanti col lavoro vi propongo una riflessione che mi sembra sia stata un po' trascurata nel dibattito fin qui svolto.

Mi riferisco al tutor e alla sua presunta mancata applicazione finora.

Non mi preoccupa tanto il pericolo che si intravede nelle dichiarazioni di Ministro e vice-Ministro i quali da una parte dicono che si tratta di questione sindacale e quindi va sospesa (solo per questo, verrebbe da chiedersi?) e dall'altra riferiscono (Fioroni in un'intervista in video a Repubblica) che i genitori richiedono "un elemento di riferimento con cui interloquire" e che i team docenti sentono la necessità di "elementi funzionali di coordinamento". Speriamo bene.

Il nodo che non viene sciolto invece, e neanche lontanamente citato, è il fatto che il tutor, nelle intenzioni del governo di centrodestra, rappresentava il tentativo di ritornare, per semplici questioni mercantili, al maestro unico. Di fronte allo stop sindacale, considerato solo un fastidioso imprevisto, la Moratti ha avviato in tutto il paese, attraverso i suoi direttori e ispettori, una campagna di "promozione coatta" che ha spinto i dirigenti scolastici a "costringere" i collegi ad adottare il maestro/a prevalente sfruttando, ma spingendosi anche oltre, quello che la normativa prevedeva già prima della riforma nell'ambito dell'autonomia.

Abbiamo allora assistito all'istituzione di classi in cui un/a docente fa 18-20 ore (mescolando discipline di area umanistica e scientifica) e completa con gli spiccioli in altre classi e alcuni/e docenti che si trovano costretti o a vivere di quegli spiccioli o, nei casi più eclatanti, a occuparsi solo della sorveglianza durante la mensa nel tempo pieno.

Certo, questa strategia non ha avuto successo ovunque alla stessa maniera, ma in modo abbastanza diffuso oggi in Italia ci sono scuole che possono "vantare" l'istituzione del "maestro prevalente", non solo, ma di fronte alla lamentela di qualche genitore che avrebbe preferito un team docente corresponsabile, i Dirigenti Scolastici in questione rispondono che ormai questa è la tendenza più innovativa nel paese. Auguri!

Allora io penso, che molto più che di un tutor in naftalina, o di un "elemento di riferimento" per i genitori o di un "elemento funzionale di coordinamento", noi dobbiamo preoccuparci di questa devastante, ancorchè innovativa (sic!), tendenza al "maestro prevalente".

Non sto ad elencare tutte le motivazioni per cui siamo contrari a questo istituto (ma occorrerà farlo in sede di controinformazione) ma dico che dobbiamo pretendere chiarezza su questo aspetto da parte di questo governo e nell'ordine occorre richiedere:

1) un'indagine conoscitiva sulla situazione reale nelle scuole del paese rispetto a questo problema, per mettere a fuoco in quante classi è stato attuato, con quali modalità, quanto nel tempo pieno e quanto nei moduli, quali ambiti disciplinari sono stati prevalentemente accorpati, quale la sorte dei docenti non prevalenti, se l'innovazione era precedente o successiva alla riforma Moratti ecc.;

2) quanto e come (e soprattutto se) questo governo pensa di contrastare questa tendenza verso il maestro unico voluta dal governo di centrodestra e che molti dirigenti hanno voluto recepire.

Dato però che ho qualche perplessità sul punto 2) (in particolare sul se in parentesi) penso che dovremo avviare per nostro conto l'indagine nel paese di cui al punto 1), attivando non solo noi stessi ma anche tutti quelli che hanno a cuore le sorti della nostra Scuola Pubblica Statale.

Propongo di costruire una banca dati nazionale sulle questioni sul tappeto (non solo sul Maestro prevalente) e chiedo al sito di Retescuole e/o di Fuoriregistro e/o Foruminsegnanti e/o degli altri siti amici, se è possibile approntare un strumento in rete interattivo che possa essere utilizzato allo scopo (sarebbe grande se fosse un luogo collettivo, progettato, costruito, condiviso e bannerizzato in comune tra tutti i siti che ci stanno).

Pensiamoci e ... alla prossima, che certo verrà, visto che ce n'è un grande bisogno.

Hasta siempre
Francesco

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