breve di cronaca
Alcol e giovani: la colpa non è delle discoteche
Il Tirreno - 23-05-2002
MASSA. In merito all'articolo dal titolo «Basterebbe vietare alcolici in discoteche e locali notturni», mi sento tirare la giacca da coloro che di questo problema non hanno il minimo segno di cognizione. Chi vi scrive è un ex barman di 43 anni con 24 anni di esperienza nell'arte del beverage e vista questa mia deontologia mi permetto di fare alcune considerazioni. Il problema esiste e non lo nascondo, ma non possiamo certo evitarlo facendo chiudere le discoteche e i locali notturni in anticipo o proibire la distribuzione di bevande alcoliche. I giovani di oggi, che io amo profondamente perché sono il sale e la continuità della nostra società, è difficile che si ubriachino nelle discoteche o nei locali notturni visto il costo delle consumazioni e quindi giocoforza devono recarsi nei supermercati o agli hard discount per comperare delle bottiglie di superalcolici da consumare durante la notte, facendo la spola tra il locale e l'auto parcheggiata fuori. E questo è un aspetto.
Ho sentito gente comune che si lamentava di come procedono le forze dell'ordine in merito al problema non è il numero delle pattuglie che conta, 10, 20, 30, è il dopo che mi preoccupa. Sicuramente polizia, carabinieri, polstrada, etc. fanno il loro dovere, ma finché non verranno fatte delle leggi appropriate da chi ci rappresenta... insomma pene certe, perché questo è quello che chiede il popolo della notte; ballare, divertirsi, e tornare a casa tranquilli, ma soprattutto essere certi di tornare a casa.
La famiglia svolge senza dubbio un ruolo importante nell'ambito del problema. Infatti, al barman, i giovani raccontano tutto a partire dall'ignoranza in casa per arrivare al menefreghismo dei genitori. Ed è ai genitori che mi rivolgo, continuate ad amare i doni che Dio vi ha dato e seguiteli, seguiteli, seguiteli, perché non solo l'alcol vi rincoglionisce i figlioli.
Un'ultima cosa: il ministro Lunardi chiederà alla collega Moratti, nell'ambito della riforma della scuola, di inserire un'ora settimanale di educazione stradale. Ebbene, io chiedo ai due ministri di inserire un quarto d'ora, nella riforma, per insegnare ai più piccoli a non bere alcolici ma anche a non far uso di sostanze stupefacenti.




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