Lettera aperta a Giuseppe Fioroni, neoministro per l'Istruzione
Gianni Mereghetti - 28-05-2006
Gentilissimo ministro,
come annunciato in campagna elettorale dall'Unione e confermato dal governo Prodi, la riforma Moratti verrà "rimodulata". Cosa significhi questo non è dato sapere ad un indegno insegnante della Bassa Milanese quale io sono, ma qualche suggerimento mi permetto darglielo, convinto come sono che la riforma della scuola può essere realizzata solo con il coinvolgimento di chi a scuola vi entra ogni mattina, tentando l'avventura affascinante e decisiva dell'educazione.
Il primo suggerimento è allora quello di non credere che la riforma si faccia con regole e prescrizioni. No, non è questa la strada, è tutt'altra, è quella della libertà, la libertà di educare, la libertà di insegnare, la libertà di imparare. Se vuole dare una svolta moderna alla scuola la affidi alla libertà e responsabilità di insegnanti, genitori e studenti. Questa sarebbe più che una riforma, sarebbe una rivoluzione, perché finalmente si concederebbe ai protagonisti della vita scolastica, finora relegati ad un ruolo esecutivo, la libertà di fare scuola. Le condizioni strutturali ci sono, le ha poste il ministro Berlinguer, sono la legge dell'autonomia scolastica e la legge di parità. Il suo compito è facile, le potenzi!
Il secondo suggerimento è quello di non appiattire la scuola su un modello unico, ma di portare a termine ciò che il ministro Moratti ha pensato, ma non osato, ossia che ad uno studente venga offerta una pluralità di percorsi tra i quali possa scegliere. Salvaguardare il diritto all'educazione e all'istruzione non significa infatti che tutti gli studenti devono imparare le stesse cose, ma che a tutti sia data la possibilità di realizzare le proprie capacità. E come ben lei sa i ragazzi sono diversi, allora non intruppiamoli in un'educazione conformistica, ma liberiamo le potenzialità di ognuno!
Da ultimo mi permetta chiederle di guardare dentro il mondo della scuola, di incontrarlo, perché non è tutto mediocre e senza qualità come si vuol far credere. Ci sono esperienze positive, soprattutto laddove insegnanti e studenti fanno della scuola un'occasione per affrontare le domande della vita. E' lì che vi è il germe della rivoluzione, lì dove insieme si accetti la sfida delle grande domande dell'esistenza. La scuola sarà nuova solo attraverso il dilatarsi di queste esperienze che vanno al cuore delle esigenze della giovinezza. Lo so che ci vuole coraggio, ma, se vuole il bene dei giovani, guidi il suo ministero non facendo analisi e progetti, ma valorizzando queste esperienze.

Gianni Mereghetti
Insegnante al Liceo Scientifico Pascal di Abbiategrasso


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 dal sito Margherita online    - 28-05-2006
Non intendo partecipare al dibattito se ridurremo o no, o abrogheremo o no la riforma Moratti: credo, infatti, che dobbiamo ragionare in un altro modo partendo dal momento che abbiamo un dettame costituzionale preciso e un obbligo di realizzare una scuola che sia per tutti e di tutti”. A sostenerlo è stato, a Catanzaro, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni secondo cui non c’è “nessuna questione ideologica”.
Abbiamo una missione - ha aggiunto Fioroni - che è quella di non lasciare indietro nessuno e una volontà politica tesa ad affermare che a noi la scuola ci interessa e ci interessa in maniera fondante la formazione dei nostri figli. Se ci sono stati o se ci sono rischi di ritornare all’antico, di lasciare afoni e privi di speranza i nostri ragazzi che non possono più sentirsi protagonisti del loro futuro, se ci sono elementi nella riforma in cui si è distrutto parte del sistema formativo pubblico - ha detto ancora il ministro - a noi spetta il dovere di doverlo ricostruire”.
Mi accingo, la settimana prossima, a dare le deleghe ai sottosegretari e si va consolidando in me la necessità, non di fare un gesto simbolico, ma di accentuare un’attenzione forte al Sud dando una delega specifica a seguire le regioni del Meridione. La centralità delle politiche di Governo per il Sud - ha aggiunto Fioroni - passa, come priorità, dalla centralità del sapere per garantire la pubblica istruzione nel Paese dando a tutti le stesse opportunità che sono previste nella carta costituzionale, anche in relazione alla situazione dell’ edilizia scolastica”.
Come ha rilevato Bankitalia qualche mese fa - ha sostenuto ancora il ministro dell’Istruzione - i soldi spesi nella pubblica istruzione per un anno di scuola in più a favore dei nostri giovani rende, secondo i calcoli fatti dagli esperti, l’8,9%, molto di più cioè di Bot e Cct, sia che lo faccia un cittadino sia che lo faccia lo Stato. Se siamo consapevoli di questo la scuola diventerà una risorsa e un investimento per tutti noi”.
Mi è sembrato singolare che la Moratti, ed è una cosa che debbo approfondire, abbia tolto l’insegnamento del diritto dalle scuole”. Citando Giovanni Falcone e ricordando di essere stato in uno dei suoi primi interventi pubblici dopo la nomina, a Palermo, in occasione dell’anniversario della strage di Capaci, Fioroni ha detto che “la criminalità, in Calabria come nel resto del Paese, si batte con il coraggio, la capacità e la caparbietà delle forze dell’ ordine, ma anche con un esercito di maestri di scuola elementare e docenti che educhino alla cultura della legalità e del diritto”.

 giuliano galiardi    - 30-05-2006
Prof. Mereghetti la ringrazio per la sua letterina
perchè è bello constatare che c'è qualcuno che tiene alta la bandiera di certi ideali mentre nello stesso tempo questa scuola va in tutt'altro senso.
Purtroppo mi sembra che la prima Riforma sia quella che i politici, i ministeriali, gli esperti accademici dovrebbero affettuare sul loro cervello e ciò mi sembra oltremodo improbabile: si sono impegnati per arrivare al potere per cui la loro posizione se la tengono stretta senza ascoltare nessuno.
Se non li costringiamo noi, in qualche modo, quelli non si muovono; una vera riforma non può non partire che dagli insegnanti ma questi si muovono soltanto per lo stipendio ed allora accontentiamoci di sostenere quello che capita e cioè ad esempio il Referendum della Legge di iniziativa popolare... sperando che riesca a smuovere qualcosa.
Distinti saluti
Giuliano Galiardi
Ipsia di Parma