L'alt alla Moratti
Gianni Mereghetti - 27-05-2006
Non mi aspettavo altro, anche se la speranza è sempre l'ultima a morire, e così come da copione il neoministro Fioroni ha annunciato che procederà a smantellare la Riforma Moratti. All'apprendista guastatore mi permetto solo di chiedere di fare attenzione perché è pericolosissimo smontare un treno in corsa, si mette a repentaglio la vita di chi vi è salito. Così è per la scuola, riformata fino all'ingresso del secondo ciclo! Stia attento il neoministro, perché può fare danni peggiori di quanti lui pensa abbia fatto il ministro Moratti, ritenuto responsabile di tutti i mali della scuola italiana - un po' troppo mi pare!. C'è da andare con le pinze, e soprattutto non tagliare le radici della scuola, quelle che, Moratti o Fioroni, sono da salvaguardare e da far crescere. Per questo il ministro Fioroni, prima di pensare a smantellare un lavoro di anni, si chieda se non debba invece far crescere ciò che di positivo c'è in questo sistema. Mi permetto in tal senso evidenziare tre aspetti, che a mio parere sono da conservare gelosamente: il primo è la libertà, quella di insegnare, quella di educare, quella di personalizzare i curricola, il secondo è l'autonomia e in essa la parità scolastica, il terzo è la possibilità per gli studenti di scegliere percorsi diversi. Che ci lasci la libertà di educare, questo, solo questo conta!

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 Marco Palone    - 29-05-2006
MI chiedo di quale treno in corsa si parli. La riforma delle superiori, se dobbiamo attenerci alla metafora, non ha capotreno e quindi non si sa se e per quale destinazione partirà. Non ha carburante, perché tutto il cipiglio riformistico della Moratti si faceva utilizzando come combustibile i bruscolini, visto che di denaro pubblico neanche l'ombra. Ricordo a proposito che non esise neanche una copertura economica per il normale svolgimento degli esami di stato!
Il Mereghetti si aggrappa alla speranza che la scuola mantenga la sua autonomia... Ma quale? quella azzerata dalla Moratti? Ricordo che esistevano norme e strumenti perché l'autonomia di Berlinguer e De Mauro non fosse una pura dichiarazione di intenti. La legge 440, la flessibilità del curricolo, l'organico funzionale... Tutto questo è sparito il minuto successivo all'insediamento dell'ottima ministra a viale Trastevere. Ora ci si appella all'autonomia, che di fatto (chi parla più dle 25 % del monte ore annuale? della libertà di articolazione del curricolo?) è un cadavere.
L'unica cosa che chiede il Mereghetti è che ci sia ancora la libertà dell'insegnante... Ma non è chiaro che cosa intenda.
Forse che qualcuno l'ha mai messa in discussione? E cosa mai vuol dire nella fattispecie la libertà dell'insegnante? Che ciascuno può fare quello che vuole dentro la sua aula e le sue ore? Cioé che ce ne possiamo ancora infischiare, come docenti, di tutti i libri bianchi, di tutte gli standard nazionali, di qualsiasi confronto con la realtà del mondo della conoscenza e del lavoro.. L'importante è che ciascuno per conto suo si possa coltivare le sue parrocchette.
Buon lavoro