Berluschino
Giuseppe Aragno - 26-05-2006
Siamo alla fase delle buone intenzioni. Quella per la quale una politica non c'entra con gli uomini chiamati a realizzarla, Metti Crispi al posto di Giolitti e hai comunque l'idillio con Turati. E' il momento in cui lo slogan pubblicitario garantisce della bontà del prodotto, la fede prevale sulla ragione, ciò che si è sperato prende il posto di quello che accade e l'espressione di un dubbio ha i connotati biechi del tradimento e il destino toccato a Giordano Bruno.
D'altro canto, l'obiezione è scontata: questi non si sono messi nemmeno al lavoro e già cominciamo a tirare dai tetti? Lo so. Il meglio che possa toccarti se apertamente scrivi ciò che diciamo in tanti nel segreto delle discussioni private è un indice puntato a segnalare Giuda e l'esecrazione morale riservata alla viltà di cecchini e tiratori franchi.
Non li abbiamo scelti votando. E' vero sì, però per favore non cavilliamo! Vero è anche che tempo fa il nuovo Presidente della Repubblica fu sbattuto fuori dal Parlamento in malo modo e Ciampi lo fece senatore a vita benché non abbia illustrato la Patria per altissimi meriti sociali, scientifici, artistici o letterari. Ma questi sono solo pregiudizi e poi va detto: uno che è stato per quarant'anni in bilico sul muro di Berlino e non è finito sepolto sotto le sue macerie ha levato a dignità d'arte l'equilibrismo politico.
E' la fase delle buone intenzioni. Lascia stare se alle lotte della scuola militante si risponde col vaticanista Fioroni. Non hai visto il ministro salire a Barbiana per fare l'elogio di Don Milani? Terrà in vita le scuole paritarie, questo è vero, e passerà quattrini a quelle parrocchiali, ma cogli i segnali di rinnovamento: riavremo un Ministero della Pubblica Istruzione! Orate fratres!
Hai Mastella alla Giustizia e fai spallucce? Ma allora sei davvero un estremista! Chi volevi? Uno che potesse dire: è tempo di aprire gli archivi e far luce sui misteri d'Italia? Ma guarda che pretese!
Lo so, con gli anni la memoria si fa corta e chi vuoi che ricordi? Padoa Schioppa, però, fa parte dell'élite di semidei, la crema del capitalismo e del neo-imperialismo occidentali, e siede al tavolo del Bilderberg, una delle più carbonare e potenti organizzazioni del mondo, che mette insieme Bush, Wolfowitz, Kissinger, Rockefeller, Agnelli e Rothschild e decide le politiche economiche e sociali del pianeta, senza il benché minimo controllo democratico: cosa lega questo signore al rifondatore Ferrero? Memoria corta, va bene, ma sono appena sei anni da quando Antonio Di Pietro dichiarò - questo si potrà dire - che non avrebbe sostenuto la candidatura di Amato a Presidente del Consiglio perché il dottor sottile fu l'alter ego di Craxi e un avversario subdolo del pool di Mani Pulite, che aveva fatto di tutto per delegittimarlo.
Chi vuole ricorda. Aprile del 2000. Di Pietro, tornato d'un tratto Magistrato, evoca in Senato i fantasmi di Tangentopoli e i metodi craxiani che Amato conosce perfettamente, e gioca con le parole: "Che facciamo, ci mettiamo a scegliere tra Berlusconi e Berluschino? Tra il Cavaliere craxiano e l'Amato craxino? Questo governo è un'offesa a tutti coloro che hanno creduto nella stagione di Mani pulite". E se ne va sbattendo la porta.
Ora è lì con Prodi e c'è poco da dire: o sbagliò nel 2000 - e perché non sta fuori? - o aveva ragione e la domanda è facile: che ci fa nel governo col suo "Berluschino"?

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 ilaria ricciotti    - 26-05-2006
Caro Giuseppe mi intrometto dicendo che:
.......oni è dalla parte dei padroni,
........ino è dalla parte del popolino.

Il primo ha fatto di tutto e di più,
il secondo è più vicino a Gesù.

Dovendo scegliere tra i due "Er più"
sceglierei chi è decisamente più giù,

e non accresce il suo conto in banca,
ma, semmai si compera una panca.

cerchiamo di gioire e di essere ottimisti,
ora governano tra gli altri anche i comunisti.