La scuola postindustriale ed il delirio securitario
Cosimo Scarinzi - 11-05-2006
Il viandante che percorresse Corso Venezia, a Torino, si troverebbe ad un certo punto di fronte ad un palazzo grigio e tristanzuolo che ospita l'ITIS Peano. Si tratta di uno dei tanti edifici scolastici che ci ricorda l'affinità genetica fra scuole, caserme, carceri, ospedali.
Non è, a differenza di molte scuole elementari, ingentilito da disegni, decorazioni, colori vivaci che tentano di rendere umano lo spazio scolastico e non ha nemmeno la sobria eleganza delle scuole costruite in stile liberty un secolo addietro. È, insomma, un Istituto Tecnico Industriale nella forma e nella sostanza.
E di questa sua natura industriale il Peano ha fornito prova recente ed irrefutabile introducendo l'obbligo per gli studenti di sottoporre al controllo di 12 lettori ottici sistemati ai piani un badge o, per dirlo in italiano, un cartellino. Va detto che, in questo modo, ha cercato di passare dal veteroindustriale all'iperindustriale ma si è mosso sempre nello stile della fabbrica.
La ragione formale di questa scelta del poderoso dirigente scolastico è l'esigenza di ridurre i ritardi da parte degli studenti che risultano essere numerosissimi e persistenti.
Ragioni meno note e meno condivise dal buon popolo sono il fatto che chi ha curato il progetto badge è stato retribuito con il riconoscimento di un gran numero di ore di lavoro straordinario e la scuola ha ottenuto un finanziamento di 42.000 euro dalla Cassa di Risparmio Torinese. Come dire, la virtù è premio a se stessa ma se è retribuita non si adonta.
Fuor di celia, la scelta di introdurre il badge per gli studenti al Peano va letta come espressione di una deriva più larga e più di lungo periodo verso l'addomesticamento sociale ed il controllo ossessivo sulla vita quotidiana dei subalterni.
È di pochi giorni addietro la notizia che in una scuola del bergamasco sono state messe telecamere per un controllo a tappeto sugli studenti. Nella stessa Torino diverse scuole hanno adottato l'utilizzo di telecamere per controllare eventuali ladri o vandali.
Si tratta di operazioni che hanno una rilevanza sindacale se, come spesso avviene, rendono possibile un controllo a distanza sui lavoratori ma che, soprattutto, segnalano una tendenza al controllo sociale preoccupante perché - sarebbe sbagliato nasconderlo - gode di ampio consenso.
È un fatto che, a livello generale, l'insicurezza genera domanda d'ordine e, nel caso del controllo mediante lettori ottici nella scuola, la caduta di prestigio e di autorevolezza da parte degli insegnanti, il modificarsi delle caratteristiche sociali e culturali delle giovani generazioni di studenti che frequentano gli istituti tecnici e professionali producono un bisogno di restaurare in qualche modo la disciplina scolastica.
Paradossalmente, come da molti è stato notato, il badge delegittima l'insegnante che, con la sua introduzione, non ha più il compito di controllare e valutare i ritardi e non a caso gran parte degli insegnanti è contro la sua introduzione in nome della relazione non burocratica - anche se certamente autoritaria - che deve esservi fra docente e studente.
Dal nostro punto di vista, non si tratta di scegliere fra scuola del controllo a distanza e scuola del controllo diretto ed "umano" né fra scuola circo equestre e scuola caserma ma di ragionare su di un fenomeno diffuso e complesso rispetto al quale è necessaria la massima attenzione e capacità di denuncia e d'iniziativa.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 CUB Scuola    - 14-05-2006
Continua l’agitazione degli studenti contro le 200 sospensioni a coloro che rifiutano di timbrare il cartellino

La CUB Scuola sostiene la mobilitazione

Domani, lunedì 15 maggio, gli studenti dell’Itis Peano ai quali è stata rifiutata dal Dirigente Scolastico Alfonso Lupo la possibilità di riunirsi in assemblea per discutere delle sanzioni imposte a chi ha rifiutato di timbrare il cartellino, entreranno in sciopero ed organizzeranno un presidio di fronte alla scuola in Corso Venezia 29.

Una scelta discutibile quale quella di introdurre la timbratrice, contestata sin dall’inizio dagli studenti e dagli insegnanti dell’Itis Peano, determina tensioni che danneggiano i rapporti fra studenti ed istituzione scolastica.

La CUB Scuola ritiene necessario:

Ritirare le sanzioni
Ridiscutere le modalità di verifica della presenza a scuola
Investire risorse per garantire la qualità della scuola pubblica e non per introdurre meccanismi di controllo costosi, inutili, vessatori
Per queste ragioni, la CUB Scuola sosterrà in tutte le sedi la mobilitazione degli studenti e dei colleghi dell’Itis Peano.

Difendere la libertà ovunque

Per la CUB Scuola
Il Coordinatore Provinciale
Cosimo Scarinzi



 Cub Scuola    - 15-05-2006
Itis Peano di Torino – riuscita la mobilitazione degli studenti contro le sospensioni a coloro che hanno rifiutato di timbrare il cartellino

Mercoledì si riunisce la Commissione di Disciplina per deliberare nel merito delle sospensioni


Stamattina gli studenti dell’Itis Peano ai quali è stata rifiutata dal Dirigente Scolastico Alfonso Lupo la possibilità di riunirsi in assemblea per discutere delle sanzioni imposte a chi ha rifiutato di timbrare il cartellino, sono entrati in sciopero ed hanno organizzato un presidio di fronte alla scuola in Corso Venezia 29.

Le classi erano quasi tutte semivuote grazie alla robusta partecipazione alla mobilitazione contro le sospensioni.

Gli studenti hanno esposto striscioni contro l’introduzione della timbratrice e animato il presidio grazie alla disponibilità di un impianto acustico.

Si conferma il fatto che la scelta di introdurre la timbratrice, contestata sin dall’inizio dagli studenti e dagli insegnanti dell’Itis Peano, determina tensioni che danneggiano i rapporti fra studenti ed istituzione scolastica.

Mercoledì si riunirà la Commissione di Disciplina con la presenza degli insegnanti Coordinatori dei Consigli di Classe.

In quell’occasione si confronteranno la pretesa della dirigenza di imporre sanzioni inaudite agli studenti colpevoli solo di opporsi ad una scelta inaccettabile e i molti colleghi che hanno manifestato la loro solidarietà agli studenti visto che la pretesa di introdurre strumenti di controllo elettronico danneggia in pari misura insegnati e studenti..

Ribadiamo che è necessario:

Ritirare le sanzioni
Ridiscutere le modalità di verifica della presenza a scuola
Investire risorse per garantire la qualità della scuola pubblica e non per introdurre meccanismi di controllo costosi, inutili, vessatori
Per queste ragioni, la CUB Scuola sosterrà in tutte le sedi la mobilitazione degli studenti e dei colleghi dell’Itis Peano.

Difendere la libertà ovunque

Per la CUB Scuola
Il Coordinatore Provinciale
Cosimo Scarinzi