breve di cronaca
«Genitori, tenetevi pronti».

ELEMENTARI E MATERNE, L’ANNUNCIO DEL MINISTRO SCATENA LE POLEMICHE


Non c’è ancora una data precisa ma potrebbero presto riaprirsi i termini per le iscrizioni, al primo anno di scuola materna e alla prima elementare, per i bambini di cinque anni e mezzo e di due anni e mezzo. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti, parlando ieri in commissione cultura al Senato dove è in corso l’esame del disegno di legge - confermando la sua intenzione di far partire la riforma della scuola già dal prossimo settembre. «I lavori parlamentari - ha detto la Moratti - procedono e sono molto fiduciosa che si possa arrivare ad una approvazione che consenta di dare una positiva risposta a migliaia di famiglie che attendono di sapere se possono iscrivere anticipatamente i propri figli a scuola già da settembre, se vogliono».
L’annuncio della Moratti ha scatenato non poche polemiche.
Per Enrico Panini, responsabile della Cgil-Scuola, riaprire le preiscrizioni sarebbe un «errore grave per i bambini e per il funzionamento della scuola». Si tratta, secondo il leader sindacale, di «una scelta esclusivamente di immagine, che si riverserà pesantemente sulla scuola costretta, per l’ennesima volta, ad improvvisare soluzioni per decisioni che non tengono in considerazione nè i tempi nè le aspettative della scuola».
Durissimo anche il giudizio di Luigi Berlinguer: «È un’avventura. Non si possono mettere in agitazione o illudere i genitori italiani solo per propaganda». Secondo l’ex ministro dell’istruzione, infatti, mancano i tempi tecnici perché la riforma possa partire già dal prossimo settembre, ed è quindi impossibile la riapertura a breve delle pre-iscrizioni per l’ingresso anticipato alla scuola elementare e alla materna. «Come si fa a partire con la riforma già dal primo settembre - ha commentato Berlinguer - e come si fa a dire alle famiglie che si riapriranno le iscrizioni senza avere una legge approvata? E come si fa - ha proseguito - a chiedere ai comuni di approntare le aule necessarie all’ingresso di tanti bambini in più in tempi così ridotti?». Per Berlinguer, infine, dal ministro non sarebbe avvenuta alcuna apertuta alla discussione. «Restiamo contrari all’anticipo dell’ingresso alle scuole elementari e alle materne. Anche il presidente della commissione istruzione Asciutti - ha concluso - si è dichiarato contrario e c’è una parte interessante della maggioranza che non è favorevole».

Il ministro, al Senato, ha anche annunciato l’intenzione, in futuro, di diminuire il numero delle materie dai programmi delle scuole superiori. «I raffronti con l’Europa - ha detto la Moratti - indicano in Italia un numero di discipline superiore, mentre i livelli di apprendimento dei nostri ragazzi nella lingua, nella matematica e nelle scienze sono molto al di sotto della media UE». L’obiettivo è di consentire ai ragazzi approfondimenti maggiori nelle «discipline essenziali».

I migliori livelli dell’istruzione professionale, inoltre, resteranno allo Stato e non passeranno alle Regioni: ha precisato il ministro, ha aggiungendo che l'avvio della riforma dipenderà dall’iter della legge.





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 Claudio    - 19-05-2002
Non ha smesso di sperare che i "nostri ministri" dell'istruzione la smettano di usare la scuola come SPOT PUBBLICITARIO.
E' molto importante che i docenti possano lavorare con regole certe dall'inizio dell'anno. Le informazioni dovrebbero passare per tempo nelle scuole e non dovere leggere sui giornali ora queste ora quelle possibili variazioni. Si richiede una programmazione iniziale e poi durante il corso dell'anno arrivano decine di circolari, decine proposte di lavori da svolgere con i ragazzi.