Grave violazione del diritto allo studio!
Antonio - 21-04-2006
Salve a tutti,
Mi chiamo Antonio, sono uno studente di 22 anni e vi scrivo per esporvi un problema molto serio. Ad essere messo in discussione è il diritto allo studio, a mio parere inviolabile in una società civile, quale la nostra dovrebbe essere.
Ma procediamo con ordine. Sono iscritto da tre anni ad un corso serale, quello ospitato dall'Istituto "Margherita di Savoia", un liceo statale a più indirizzi (scientifico, linguistico, delle scienze sociali) situato a Napoli, precisamente in Salita Pontecorvo 72. La peculiarità di questo corso consiste proprio nell'offrire ai suoi studenti la possibilità di conseguire il diploma negli indirizzi liceali poc'anzi menzionati. Ed è l'unico corso serale statale ad indirizzo liceale dell'intera Campania. E soprattutto uno tra i rarissimi del nostro paese.
Io rappresento uno degli iscritti all'indirizzo linguistico. Che l'anno prossimo, insieme ai colleghi dell'indirizzo scientifico, saranno costretti ad abbandonare la scuola. Il dirigente scolastico, difatti, ha annunciato che l'anno venturo, a fronte di un numero di iscrizioni in questi indirizzi basso, il corso serale manterrà esclusivamente l'indirizzo di scienze sociali.

Pertanto, se entro il 25 maggio, termine ultimo per le iscrizioni, non vi sarà un numero sufficiente di nuovi iscritti, QUANTI FREQUENTANO LE CLASSI 2a, 3a E 4a ED HANNO AVUTO LA SFORTUNA DI AVER SCELTO L'INDIRIZZO LINGUISTICO O QUELLO SCIENTIFICO SARANNO COSTRETTI A TRASFERIRSI IN UN CORSO DIURNO!

E questo è davvero uno scandalo!!! Il nostro corso, infatti, è unico nel suo genere, perché permette la frequenza anche a persone che di mattina lavorano, e pertanto la sua soppressione risulterebbe oltremodo biasimevole, poiché non sarebbe data la possibilità materiale agli iscritti di trasferirsi in altro istituto serale pubblico affine (se non spostandosi in un'altra regione italiana!). Questo determinerebbe l'ennesimo abbandono degli studi da parte degli studenti lavoratori, i quali sarebbero inevitabilmente costretti a preferire il lavoro a scapito della scuola. E questo vanificherebbe tutti gli sforzi da loro compiuti fino a questo momento per conseguire il diploma!

Le motivazioni? Controverse e non del tutto chiare. Ufficialmente, dopo aver premesso che quest'anno il ministero dell'istruzione ha ridotto del 40 % i fondi destinati alla scuola pubblica (?), il dirigente scolastico ha affermato che, secondo quanto stabilito dalla normativa, le classi articolate (quelle cioè a più indirizzi che, nell'istituto sono complessivamente 5: 3 al corso serale e 2 a quello diurno) devono avere un numero di iscritti pari a 28: 12 nell'indirizzo che registra meno iscritti, 16 nell'altro (?). Condizione purtroppo disattesa nel corso serale. Nella mia classe, ad esempio, sono iscritte 20 persone, 5 delle quali non frequentanti l'indirizzo di scienze sociali bensì quello linguistico. Pertanto "il provveditorato non può nominare 10 professori per formare classi di 4-5 persone". Anche se, in realtà, le cose non stanno proprio così. Il fatto che gli iscritti all'indirizzo linguistico ed a quello scientifico siano pochi non costituisce certo una novità, ma è una condizione che si protrae da anni. E non è ben chiaro perché solamente adesso il CSA di Napoli, a cui i corsi serali forse non risultano particolarmente graditi (basti pensare che all'interno del suo sito non viene fatta la benché minima menzione di quelli esistenti nella nostra città, contrariamente a quanto accade, ad esempio, nel sito del CSA di Firenze, dove è riportato un lunghissimo elenco di istituti che organizzano corsi pomeridiani, tra cui figura addirittura un liceo artistico), abbia esortato la dirigenza dell'istituto a liquidare di punto in bianco gli iscritti di questi indirizzi. I quali, e questo gradirei veramente sottolinearlo, non godono affatto dell'insegnamento di 10 docenti "privati". Le classi "miste", infatti, si separano solo nelle materie "caratterizzanti" (lo spagnolo, il francese, il latino per il linguistico, la matematica e la fisica, sotto forma di ore aggiuntive, ed il latino per lo scientifico), restando unite invece in tutte le altre. Altro che sperpero!
Dall'altro lato si fanno largo anche spiegazioni "ufficiose": oltre alla presunta "inimicizia" del provveditorato agli studi (come si era soliti chiamarlo un tempo), che sembrerebbe quasi mirare allo scioglimento di tutto il nostro corso (con sommo giubilo dei compagni di scienze sociali), forse convinto che "la plebaglia dei fuori corso" come noi debba acquistare il diploma in qualche istituto privato senza far spendere soldi allo Stato, poiché priva delle necessarie doti intellettuali per conseguire un regolare diploma liceale e realizzarsi professionalmente, il serale dovrebbe combattere anche contro una direttiva ministeriale, che imporrebbe il perentorio scioglimento delle classi articolate. Personalmente non sono in grado di stabilire il livello di veridicità di quest'indiscrezione (che, anzi, parrebbe infondata), tuttavia posso dirVi con certezza che, qualunque siano le motivazioni, vere o presunte tali, la situazione è piuttosto drammatica.
Ed è palese che la soluzione del problema risieda principalmente nell'incremento delle iscrizioni. Ma, vedete, il problema del nostro serale è proprio questo: LA GENTE NON SA CHE ESISTE! Non ve ne è traccia nel sito del CSA di Napoli (e trovo che questo sia abbastanza sintomatico). Nessuna menzione nelle pagine gialle. Neanche l'ombra di una campagna iscrizioni. Il nulla.
Ci sentiamo come Davide contro Golia, lottiamo contro qualcosa che è più grande e più potente di noi....per quanto a scuola studenti e docenti abbiano intenzione di combattere fino alla fine, il mio timore è che senza una visibilità rilevante la situazione a livello delle iscrizioni continuerà comunque a restare precaria. E purtroppo se non si supera questo problema, ogni protesta, ogni sciopero, rischia di essere vano. Io ed i miei compagni di classe abbiamo pensato di mandare in tipografia un manifesto di "propaganda" per affiggerlo per le strade della città. Ed abbiamo ritenuto opportuno di pubblicare questa sorta di "pubblicità del serale" su Internet, nel sito digilander.libero.it/salvailserale/. Al suo interno ci sono informazioni sul corso e in più sono indicati i vari recapiti della scuola. Qualcuno ci ha addirittura suggerito di fare una petizione. Tutto questo vi sembra giusto? Io direi proprio di no! Quello che per noi dovrebbe rappresentare un vanto da preservare e valorizzare, quasi un inno alla cultura, rischia di scomparire per sempre. E questo mi fa estremamente male. Per anni tantissimi giovani e persone adulte, che avevano lasciato gli studi per i motivi più disparati (lavoro, salute, famiglia), e che poi avevano deciso, con grande forza e dignità morale, di ritornare sui banchi di scuola, si sono diplomati in questo corso serale, dimostrando, in tal modo, che il pregiudizio sociale, secondo il quale quanti hanno abbandonato la scuola sono reietti che non potranno mai realizzarsi professionalmente, è assolutamente infondato. Molti di loro si sono iscritti all'università. Ottenendo risultati più che lusinghieri. Anche nel mio caso il percorso che mi ha portato all'interruzione degli studi è stato abbastanza sofferto. A 15 anni ho avuto problemi di salute, a cui si sono aggiunti anche problemi familiari abbastanza seri. E da quel momento sono entrato in crisi. Poi tre anni fa ho scoperto l'esistenza di questo corso. E con il supporto di una mia cara amica, che mi ha dimostrato chiaramente che nella vita bisogna avere il coraggio di andare avanti e di combattere per realizzare i propri sogni, mi sono iscritto. Anche i miei compagni l'hanno fatto. E ciascuno di noi merita il diritto di studiare. Perché se non fossimo sospinti dall'amore verso lo studio non avremmo scelto di intraprendere un percorso liceale. Avremmo "acquistato il pezzo di carta", come si suol dire popolarmente. Perché sappiamo bene che esistono istituti scolastici in cui è possibile farlo. Ma la cultura è un'altra cosa. Quella, per fortuna, non si può comprare.

PS. Il mio indirizzo email è salvailserale@libero.it

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