Milano città prefetta
Luigi Piotti - 08-04-2006
di ritorno da Milano
sulle sospensioni al liceo Parini


"La questione non è di sapere
perché c'è gente che lancia pietre
contro la polizia, ma piuttosto
perché ce n'è così poca
"
Wilhelm Reich


Milano è una città che scorre, Calvino la definirebbe una città continua: sopra e sotto terra Milano scorre e non conosce tregua: sopra scorrono le merci e le auto blu, sotto lo Stige ferrato delle anime metropolitane condannate al pendolarismo.
Sopra e sotto terra Milano scorre e non conosce riposo nella sua piena continua, fino a notte quando in pochi lavorano ancora.
Milano è decisamente una città moderna : affollata da gente che sembra sapere precisamente cosa deve fare e percorre con determinazione il fiume di quella città affollata da gente che sembra avere sempre qualcosa di preciso da fare e, sospinta o sospingente, alimenta la corrente di quel fiume in piena che è Milano. Fiume in piena che arriva fino alla periferia, là non c'è proprio un cazzo da fare! In periferia si raccolgono i detriti di questo fiume, i rifiuti di questa città, la spazzatura della modernità. Sì, Milano è decisamente una città moderna.


Il futuro è una palla di cannone accesa e noi lo stiamo quasi raggiungendo

La modernità per Zygmunt Bauman non ha valore intrinseco, ma acquisisce significato come processo di continua modernizzazione. In altre parole la modernità è l'ideologia, il progetto totale di una società del futuro base di quel continuo processo di innovazione e ottimizzazione del reale che tende a reggiungere il futuro reificando se stessa.
Milano è già quell'"emblema del futuro" che sogna il candidato sindaco ex prefetto Ferrante e come la Leonia di Calvino «rifà se stessa tutti i giorni [...] più che dalle cose che ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, l'opulenza di Leonia si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove. Tanto che ci si chiede se la vera passione di Leonia sia davvero come dicono il godere delle cose nuove e diverse, o non piuttosto l'espellere, l'allontanare da sé, il mondarsi d'una ricorrente impurità».


Milano città prefetta

Per un progetto perfetto occorre un'applicazione perfetta, totale, sicura, ogni componente del progetto deve essere funzionante, precisa e ben oliata, le parti difettose o superflue vano espulse e raccolte in apposite discariche sicchè la puzza non sia di fastidio.
Le fasi di applicazione del progetto sono due: individuazione ed eliminazione degli scarti e produzione di nuove componenti sempre più perfezionate e affidabili. È così che si tirano delle righe sulla mappa della città e si inventa una "zona rossa" (in vigore a Milano dal 2004): qui sei dentro, lì sei fuori, il centro diventa per definizione e volontà politica sano, bello, pulito, sereno, il resto è dormitorio grigio e discarica puzzolente dove viene arginato tutto ciò che è superfluo o controproducente per il progetto, manifestazioni studentesche comprese .
Che sia questione di efficienza o di ordine pubblico lo scarto è il vero frutto della modernità e perfezione di applicazione e opulenza del progetto si misurano dalla capacità di mondarsi da una sempre più particolare impurità.
Se la prima fase è meccanica , grezza e non occorre che l'applicatore sia perfetto quanto invece prefetto, la seconda è più subdola e chirurgica: non si tratta più di dividere i buoni dai cattivi sparacchiando denunce qua e là, ma di creare, formare -meglio- educare nuovi cittadini per questa nuova città dividendo il buono e il cattivo che sta dentro gli individui. Nella seconda fase occorre individuare ed eliminare lo scarto che è dentro ognuno così da non trovarsi un giorno a dover combattere nemici in campo aperto, ma poter tranquillamente delegare all'individuo la repressione di se stesso, del se stesso inopportuno,inadatto.


A scuola di modernità

È in questo ordine di discorsi che si iscrive la scuola italiana e segnatamente il Liceo Parini di Milano. Tutti tesi all'educazione degli alunni anziché a far sì che tutti in egual misura abbiano gli strumenti per essere cittadini consapevoli, il collegio docenti e il preside Pedretti con gli ultimi provvedimenti disciplinari non hanno fatto altro che espellere (anche se temporaneamente) dal loro progetto il fastidioso elemento della politica studentesca. Certo con "intento educativo", tanto per far assaggiare il sapore della dicarica a chi lo rischia bene o male anche nol più ampio progetto cittadino e perché no globale.
Questo è il Parini e tutta la scuola italiana: efficiente, moderna e produttrice di rifiuti, che segna lo scarto e lo scartato col gessetto rosso della legalità.


«...io madame Giustizia? Mi permetto di dissentire! È stata la sua infedeltà a spingermi tra le braccia di un'altra. Ah ah! Questo l'ha sorpresa vero? Pensava che io non sapessi del suo piccolo flirt. Ma lo so, io so tutto. Non sono rimasto sorpreso quando l'ho scoperto. Lei ha sempre avuto un debole per gli uomini in uniforme. [...] Allora? Ha perduto la lingua? È quanto pensavo. Molto bene. Alla fine lei è svelata. Non è più la mia giustizia. È la sua giustizia ora»
V for vendetta di Alan Moore e David Lloyd

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