Jack e il filtro dell'invisibilità
Silvia Malavolta - 03-04-2006
Quando Jack vide il cartello con scritto CERCASI ASSISTENTE PER LAVORO PART-TIME pensò subito a se stesso, ma ci rifletté sopra e raggiunse la conclusione che ci sarebbero state decine di persone più specializzate di lui disponibili per quel lavoro, ma visto che tentare non costava nulla decise di candidarsi.
Jack era sicurissimo che non lo avrebbero scelto e dimenticò presto l'accaduto. Ma qualche settimana dopo ricevette una lettera che diceva :"Sei stato scelto come assistente del professor Plummer. Per il primo giorno di lavoro recati in via dei Gigli 4 il 3 giugno alle ore 16:30".
Jack appoggiò pigramente la lettera sul tavolo, ancora incredulo dell'accaduto. Poi improvvisamente un pensiero gli balenò in testa: "Ma oggi è il 3 giugno ! E sono la 16:00! Ho 30 minuti per andare dall'altra parte della città!"
Si infilò di corsa la giacca e si precipitò all'auto che si accese con un rombo.
Guidava in fretta e non si accorse che stava commettendo un sacco si infrazioni. Quando arrivò, trovò il professore alla porta che disse: "Non sei in anticipo come speravo, ma sei abbastanza puntuale. Vieni, ti mostro il laboratorio".

Jack e il professore si incamminarono in un ampio corridoio illuminato da lampade ed in fondo ad esso c'era una piccola porta di legno e lì entrarono.
Jack si immaginava il laboratorio pieno di microscopi e provette, ma quando ci entrò vide una stanza tutta disordinata, con provette rotte per terra e un vecchio microscopio che sembrava uscito da una pattumiera. Ma soprattutto notò una grande quantità di bottigliette con liquidi sospetti: ce n'erano di tutti i colori, dal giallo al nero. Il professore interruppe lo stordimento del momento dicendo: "Il tuo compito è quello di pulire il laboratorio da cima a fondo, ma soprattutto non si tocca niente".Così dicendo se ne andò. Jack prese una scopa e cominciò a pulire: ma quanta polvere! Sembrava che non avessero pulito da anni, in quel posto. Quando ebbe finito, aveva la fronte sudata e una gran sete. Una delle bottiglie attirò la sua attenzione: era un liquido color arancione intenso, sembrava aranciata. A Jack pareva che gli dicesse "Bevimi, bevimi"
Così, senza esitare, ne buttò giù un sorso, ma poi si ricordò di quello che gli aveva detto il professor Plummer. Ma quel liquido sembrava aranciata, anche nel sapore! Visto che il professore non si vedeva decise di tornare a casa.

Proprio quando era partito sentì il professor Plummer urlare:" Chi ha bevuto il Filtro dell'invisibilità? Forse è stato quel ragazzo delle pulizie, Jack! Devo avvertirlo subito, potrà ritornare visibile solo se entro 4 ore berrà l'antidoto, sennò rimarrà invisibile per tutta la vita!"
Jack non fece in tempo a tornare indietro, che si era imbucato nella trafficatissima tangenziale. Tutti gli automobilisti lo guardavano spaventatissimi. Lui all'inizio non capiva perché, ma si ricordò che era invisibile. Allora pensò di parcheggiare una volta uscito dalla tangenziale e per non allarmare la gente
avrebbe preso l'autobus per tornare al laboratorio.
E così fece, ma appena salito sull'autobus una signora corpulenta si sedette sopra di lui e si sentì mancare il fiato, ma con uno sforzo sovrumano riuscì a togliersi da sotto le gambe della signora. Finalmente la fermata per il laboratorio. Scese e si mise ad aspettare il professore perché aveva lasciato un biglietto con scritto TORNO TRA 5 MINUTI
Mancava ancora un' ora allo scadere del tempo previsto e Jack era preoccupatissimo.
Aspettava, aspettava, ma niente. Jack pensava che sarebbe rimasto invisibile per il resto della sua vita, ma ecco che comparve il professor Plummer. Jack urla: "Professore! Proprio lei cercavo! Deve trovare il modo di farmi tornare visibile!"
Il prof. Rispose: "Si, ma non conosco l'antidoto." "Ma allora come farò a tornare come prima? Ormai il tempo è poco!" rispose il ragazzo preoccupato." Dai, su un modo lo troveremo" disse lo scienziato entrando nel laboratorio. Mancava solo un minuto allo scadere delle quattro ore e non avevano ancora trovato l'antidoto. Jack si mise a piangere e scoprì che stava tornando visibile. Il professore gli gettò addosso un secchio d'acqua e Jack tornò com'era prima.
"Vedi, a volte l'antidoto può essere qualcosa di semplice come l'acqua e non molto complicato" disse il professore.
E così Jack continuò a lavorare per il professore, ma non si azzardò più a toccare una bottiglietta


Il tema di Silvia,11 anni e mezzo, è stato ispirato dalla lettura di un fumetto su Topolino - Red

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf