Favole per bambini
Aldo Ettore Quagliozzi - 03-04-2006
C'erano una volta, in un paese lontano lontano, degli uomini cattivi cattivi che pur di fare tanti soldini soldini riuscivano, senza rimpianti e problemi, a portar via dalla sua casa piccola e lustra un bambino proprio bambino e poi... riuscivano poi a scioglierlo nell'acido sino a farlo scomparire del tutto, del tutto.
In quel paese lontano lontano, dove abitava un cavaliere cavaliere con una grande grande villa che però non si interessava, lui ricco e potente e che poteva tutto, affatto di quei bambini bambini disciolti nell'acido, accadeva pure che con i corpi delle persone ci si potesse fare del sapone sapone per lavarsi meglio.
E una volta disciolti i bambini bambini nell'acido e fatte bollire le persone nel pentolone per farci il sapone sapone per levare via tutte le sozzure, in quel paese lontano e spensieratamente giulivo si tornava beati e ben puliti agli affari propri quotidiani, senza sentire nell'aria le lamentevoli voci di quelle sventurate creature.

Dell'affabulare. Da "Il Cavaliere e la strega cattiva " di Gad Lerner sul quotidiano la Repubblica.

" Può darsi che i bambini bolliti facciano anche parte di quella specie di museo degli orrori che è la storia dell'umanità. Ma di certo esistono, eccome se esistono, dentro l'immaginario primordiale di ciascuno di noi. Quei pentoloni fumanti da cui spunta un braccino riverso nei disegni dei libri per l'infanzia; la gabbia in cui è rinchiuso Hansel e la strega ingannata da Gretel che invano tenta d'ingrassarlo prima di cuocerlo al forno; l'orco affamato pronto a rosicchiare Pollicino e i suoi fratelli; le vignette sugli esploratori a bagnomaria preda dei cannibali... Ma come non averci pensato prima?
( ... ) Ce lo siamo forse dimenticati quel che Silvio Berlusconi raccomanda sempre agli attivisti del suo movimento? Parlate facile, ripetete due o tre volte i concetti, considerate di avere di fronte a voi delle persone semplici come bambini della seconda media.
( ... ) Così gli è venuto naturale riprodurre, attualizzandolo, l'incantesimo spaventevole dei fratelli Grimm, di Hans Christian Andersen, di Charles Perrault: - Nella Cina di Mao i comunisti non mangiavano i bambini, ma li bollivano per concimare i campi. ( ... ) -.
Ho tra le mani un delizioso libretto del mio figlio ultimogenito: - C'era una volta una strega terribile che passava il suo tempo a mangiare bambini. Li faceva bollire in un enorme pentolone con dentro un po' di timo, due foglie d'alloro, qualche cipollina... Una volta all'anno veniva davanti a scuola con il suo cesto della spesa e se ne portava via quattro, cinque, dodici, ventitré, a seconda della stagione... Io cuciuo solo prodotti freschi, era solita dire, e senza additivi chimici -.
( ... ) Tra le illustrazioni, oltre al classico pentolone, vediamo in casa della strega pure un moderno frigorifero dove la megera ha stipato ignude le sue giovani prede. Le favole devono aggiornarsi per ripetere in noi sempre le medesime emozioni.
Ecco, con i suoi bambini bolliti dai comunisti cinesi, il premier ha voluto che tornassimo bambini pure noi. A inorridire e guardarci in faccia spaventati, prima del sorriso liberatorio da lui stesso propiziato.
Perché non ci sono solo orchi cattivi come i comunisti, a questo mondo, ci sono anche i caimani buoni: - Sono io il caimano, e li mangerò tutti!-, scherzava Berlusconi rassicurando il popolo ( ... ) . Il caimano buono che mangia i comunisti cattivi. ( ... ) Cosa potremmo chiedere di più a una campagna elettorale?
( ... ) E' importante il dettaglio macabro della bollitura, con o senza spargimento dei poveri resti sui campi cinesi da fertilizzare. In effetti nelle fiabe il pentolone dell'acqua bollente si alternava spesso con un altrettanto terribile forno. Ma negli ultimi sessant'anni è più difficile trovare qualcuno che racconti volentieri favole in cui i bambini finiscono nei forni.
Perché è successo davvero, e per giunta qui vicino in Europa, ai tempi in cui anche Berlusconi era un bambino: un milione e mezzo di bambini ebrei uccisi e inceneriti nei forni. Per esempio ad Auschwitz, dove il premier aveva promesso solennemente di accompagnare in pellegrinaggio i suoi figli ( ma poi non ne ha trovato il tempo ).
Il guaio è proprio questo. Capita di continuo nel conflitto politico che la storia venga adoperata come una favola. Per suggestionarci, per gettare discredito sull'avversario, per rivendicare fedi e radici inautentiche.
( ... ) Temo che il premier dispensatore di sogni e di fiabe non desiderasse farci il regalo di un ritorno all'infanzia. Non ci vuole bambini, ci preferisce ignoranti e, all'occorrenza, giù giù sempre peggiori.
"

Post scriptum. Dalla rubrica " L'amaca " di Michele Serra sul quotidiano la Repubblica.

" E' un vero peccato che questa cosa dei cinesi che mettono a bollire i bambini debba finire nel mucchio delle tante parole a vanvera, delle infinite vaccate già dette e già dimenticate.
E', infatti, una vaccata speciale, superlativa, inimitabile, direi la Vaccata perfetta, il capolavoro che incorona una legislatura intera, il do-di-petto prima del finale.
Concentra in pochissime parole tutti o quasi gli ingredienti del pensiero 'gnorante: la diceria impressionante che diventa verità; l'esotismo che incrementa ( a causa della gran distanza ) l'efferatezza del racconto, come in Tartarino di Tarascona; il pregiudizio che ingigantisce la malvagità del Nemico fino ad atterrire la platea e costringerla a deglutire per lo spavento; l'assenza di cultura che smette di essere un problema e diventa, al contrario, ragione di incredibile orgoglio, e affratella oratore e uditorio in un liberatorio approdo al mondo 'gnorante, laddove si dice pane al pane senza tante storie, e anche l'ultimo dei cretini ( o il primo dei cretini ) può lecitamente dire la sua anche se non ne sa una mazza.
Segue grossolano incidente diplomatico con grossolana rappacificazione: ambasciatore cinese ricevuto a pacche sulle spalle, e il Berlusca, per metterlo a suo agio, che gli dirà cin-ciun-cen fingendo di parlare cinese ma solo per ridere.
"

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