Chi finanzia cosa?
Anna Pizzuti - 30-03-2006
A proprosito di una nota di Italia Oggi

"Alternanza scuola-lavoro, arrivano 205 milioni di euro": titola così Italia Oggi una sua nota, riportata dalla rassegna stampa della Flccgil, e spiega "Sono pari a 204.709.570,00 euro le risorse del 2005 destinate alla formazione nell'alternanza scuola lavoro. Lo stabilisce il decreto 27 febbraio 2006 del ministero del lavoro, pubblicato sulla G.U. n. 69/2006 con la ripartizione tra regioni e province autonome".

Insegno in un Istituto Professionale nel quale tirocini e stage formativi sono all'ordine del giorno. Il sull'alternanza l'ho letto più volte attentamente e credevo di aver capito (art. 11, comma 1 e 2) che "Fino all'emanazione dei decreti legislativi di cui all'articolo 2, comma 1, lettera g), della legge 28 marzo 2003, n. 53, i percorsi in alternanza di cui all'articolo 1 possono essere realizzati negli istituti di istruzione secondaria superiore secondo l'ordinamento vigente." Confermata in questo anche dall'incertezza totale in cui versa l'attuazione del decreto sul secondo ciclo in generale e quella del secondo canale in particolare.

Italia Oggi è una delle agenzie, se non l'agenzia, più precisa ed affidabile: il titolo ed l'incipit della nota, quindi, mi hanno un po' sopreso. Come la lettura di tutto il testo.

"Le risorse sono finalizzate a realizzare parte del nuovo percorso scuola-lavoro disegnato dalla legge n. 53/2003 (riforma Moratti) e attuato l'anno scorso con i dlgs n. 76 e 77. Il sistema educativo che ne è derivato vede, tra l'altro, la promozione dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita e il diritto/dovere all'istruzione e formazione per almeno 12 anni e comunque fino al conseguimento di un titolo entro i 18"
La capacità di sintesi non manca , certo, all'autore. In poche righe tutta la riforma, passando per Lisbona, o poco meno. O meglio, tutta la "filosofia" della riforma, che, appunto, disegna il "nuovo percorso-scuola lavoro" attuato (?)con i dlgs n. 76 sul diritto/dovere e 77 sull'alternanza.
" I giovani che hanno compiuto i 15 anni, in pratica - prosegue la nota - possono chiedere l'attivazione dell'alternanza (fermo restando la possibilità del contratto di apprendistato), cioè possono chiedere di svolgere l'intera formazione dai 15 ai 18 anni o parte di essa mediante (appunto) alternanza tra periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell'istituzione
scolastica o formativa di riferimento che provvede, altresì, alla progettazione, attuazione, verifica e valutazione dei percorsi medesimi
".

Questo il "cuore" dell'articolo ed è evidente che batte tutto dalla parte dell'alternanza. Oggetto di decreto specifico. E, invece, la conclusione è la seguente:
"Le risorse.
Con il dm 27 febbraio 2006, il ministero del lavoro fissa le risorse dell'annualità 2005 destinate al finanziamento delle iniziative per l'esercizio del diritto-dovere all'istruzione e alla formazione pari a euro 204.709.570,00, secondo la ripartizione fra regioni e province autonome riportata in tabella
"

All'inizio ho pensato che, visto che le elezioni sono ormai prossime, qualcuno avesse aperto i cordoni della borsa e finanziato due decreti, invece di uno. Ma la perfetta coincidenza della cifra ha fatto cadere questa supposizione. Poi ho pensato che i due decreti - ed il loro finanziamento - in base ad una certa affinità (la loro vacuità) fossero stati, in qualche modo, sovrapposti, intrecciati.

Per chiarirmi le idee sono andata a controllare il testo del decreto 27 febbraio 2006 del ministero del lavoro, citato nella nota.

E qui mi sono arresa. O meglio, persa nella giungla dei VISTO. Che richiamano tutte le norme possibili, come l'articolo 68 della legge 144, sull'obbligo formativo, che il decreto sul diritto dovere e quello sul secondo ciclo hanno, di fatto, cancellato, se non nella parte relativa ai finanziamenti, ma non l'alternanza.
Per cui cosa vadano a finanziare i milioni di euro stanziati è abbastanza difficile comprendere.
La fonte (Ministero del Lavoro e delle politiche sociali) ed il riferimento continuo alle regioni, sembrerebbero escludere l'ipotesi più ovvia, che cioè vadano a coprire l'abolizione delle tasse scolastiche prevista dal decreto sul diritto/dovere, abolizione che la sfrenata politica di tagli alla scuola rende del tutto impraticabile e demagogica. A meno che essi non siano destinati ai percorsi integrati di "istruzione e formazione professionale" che quest'anno, di finanziamenti, non ne avevano visto nemmeno l'ombra. E i VISTO sembrebbero confermare questa ipotesi.

Se questo è vero, come è vero che fin dall'anno scorso le scuole sono state escluse da questi percorsi - se non per la loro progettazione - e che tutta la loro gestione è affidata alla formazione professionale, siamo di fronte all'ennesimo (si spera ultimo) imbroglio.

Mi piacerebbe essere smentita.

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