La riforma che uccide la Costituzione
Comitato Unitario Pistoiese - 30-03-2006
Riceviamo e pubblichiamo - Red

Cos'è, chi l'ha voluta, perché votare NO al referendum confermativo.

A cura del
" Comitato Unitario Pistoiese per la Difesa della Costituzione"
Per altre informazioni:
www.toscanaperlacostituzione.it
www.salviamolacostituzione.it


NON UNA "RIFORMA" MA UNO STRAVOLGIMENTO DELLA COSTITUZIONE

La Costituzione italiana è stata promulgata nel 1948 e porta tre firme che rappresentano l'intero arco politico democratico: De Nicola (Presidente della Repubblica e liberale), De Gasperi (Presidente del Consiglio e cattolico), Terracini (Presidente della Costituente e marxista). Ossia tutte quelle forze politiche che il fascismo aveva escluso per vent'anni dalla vita pubblica e che, seppur molto diverse fra loro, si riconoscevano in un comune progetto democratico: nella Costituzione si ritrova l'Italia liberata, repubblicana e anti-fascista. Si può dire che lo spirito della Costituzione è stato, per unità e condivisione, uno dei miracoli della storia italiana. Anche per questo, a tutt'oggi, la Costituzione italiana del '48 viene considerata una delle più moderne ed avanzate del mondo.
Al tavolo della costituente lavorarono, per 18 mesi, 556 parlamentari e giuristi democraticamente eletti e rappresentanti di tutte le culture.
Oggi, una maggioranza parlamentare eletta nel 2001 solo dal 38% dei cittadini, ha affidato a solo 4 persone (i "saggi" Calderoli, Nania, D'onofrio e Pastore) l'incarico di scrivere un disegno di legge che scardina la Costituzione con la modifica di ben 53 articoli su 138! Per questo motivo è sbagliato parlare di "riforma" (cosa tra l'altro prevista dall'art. 138 ma per semplici aggiornamenti). Si tratta infatti di un totale stravolgimento del testo costituzionale tale da configurarsi come una Nuova Costituzione, del tutto diversa dalla precedente. Durante i vari passaggi parlamentari non c'è stato nessun confronto con l'opposizione (ossia con i rappresentanti di più della metà del popolo italiano). La riforma è stata imposta a colpi di maggioranza sotto i continui ricatti della Lega Nord. Un'operazione di mercanteggiamento tutta interna alla destra: la devolution per la Lega, il premierato per AN, il parlamento debole per Forza Italia.
Pensare di riscrivere il testo base della convivenza civile di un Paese senza tenere in minimo conto le ragioni delle altre forze politiche e basandosi solo sulla forza dei propri numeri è un'operazione sciagurata che non potrà certo garantire stabilità e serenità alla futura vita politica italiana.
Per questo è necessario impegnarsi tutti perché questa "riforma" venga bocciata, firmando la richiesta di referendum e poi votando NO alla conferma della riforma.

Il Coordinamento Nazionale 'SALVIAMO LA COSTITUZIONE' è presieduto dal Senatore a vita OSCAR LUIGI SCALFARO e da: Franco Bassanini (ASTRID), Sandra Bonsanti (Libertà e Giustizia), Maurizio Serofilli (Comitati Dossetti) Coordina il Comitato Scientifico: Prof. Leopoldo Elia Al Comitato aderiscono (in ordine alfabetico): ACLI nazionale, ANPI, Aprile per la Sinistra, ARCI, ARIS, ASTRID, Carovana per la Costituzione, Centro Riforme dello Stato, CGIL, CISL, Città dell'uomo, Cittadini per l'Ulivo, Comitati Dossetti per la Costituzione, Comitato Emergenza legalità, Communitas 2002, Comunisti Italiani, DS, Giovani per la Costituzione, Girotondi per la Democrazia - Palermo, Giuristi Democratici, Il Campo, Il secolo della rete, Italia dei Valori, Libertà e Giustizia, Legalità e Democrazia, Margherita, Movimento difesa del cittadino, Polis Duemila, Presidio per la difesa della Costituzione, Rifondazione Comunista, UIL, Unione Donne Italiane i comitati locali di: Alessandria, Alghero, Andria,Bari, Bologna, Bolzano, Bra, Brindisi, Cagliari, Caserta, Chieti, Como, Crevalcore, Crotone, Ferrara, Frosinone, Gemona del Friuli, Genova, Imola, Lecce, Lecco, Milano, Modena, Montecosaro, Montemarciano, Napoli, Novara, Padova, Parma, Piemonte- Vald'Aosta, Pinerolo, Ravenna, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Roma, Salerno, Sciacca, Sondrio, Sulmona, Udine, Vercelli/Valsesia, Varese, e il coordinamento regionale Toscano, comprendente i comitati di: Arezzo, Empoli, Fiesole, Firenze. Follonica, Grosseto, Lastra a Signa, Livorno, Lucca, Massa, Piombino, Pisa, Pistoia, Poggibonsi, Prato, Sesto F.no, Siena, Versilia.

IN COSA CONSISTE LA COSIDDETTA "RIFORMA"

• Forma di governo e superpremier

Diviene automaticamente Primo Ministro il capo del partito che ottiene la maggioranza, anche relativa, alle elezioni della Camera. Il primo ministro nomina e revoca i ministri, determina (e non più dirige) la politica generale del governo e l'attività dei ministri. Si tratta di un primo ministro "assoluto" con immensi poteri: è legittimato di fatto da un'elezione diretta, può sciogliere la Camera a suo piacimento (o può chiedere che lo faccia il Presidente della Repubblica senza che questo possa negarglielo), non ha più bisogno della fiducia del Parlamento per insediarsi, determina la politica del governo, il Capo dello Stato deve affidargli automaticamente la formazione del governo.
Il governo, e quindi il suo capo, finirà per assumere anche il potere legislativo, oltre a quello esecutivo, perchè deciderà su quali provvedimenti riterrà indispensabili e su di essi potrà chiedere la fiducia.
Se non l'otterrà potrà sciogliere la Camera. È facile comprendere che questo rifiuto sarà molto improbabile.
Questa figura è unica in Europa perchè ai poteri del primo ministro non si accompagnano contrappesi adeguati né un rafforzamento delle figure di garanzia. Non esiste in nessun paese europeo l'elezione diretta del primo ministro. Il premier all'italiana sommerà i poteri del presidente degli Stati Uniti, del cancelliere tedesco e del primo ministro britannico ma non incontrerà nessuno dei limiti e dei contrappesi che rendono accettabili il presidenzialismo americano, il cancellierato tedesco e il premierato inglese.
La Camera può, in teoria, votare la sfiducia al governo a patto però di aver già individuato, ma solo nell'ambito della stessa maggioranza, un nuovo premier.
Il Senato diventa "federale" ma i rappresentati delle Regioni partecipano alla sua attività senza avere diritto di voto. Il Senato federale si occupa solo delle leggi regionali. Il singolo parlamentare così, a dispetto di quello che dice l'articolo 67 della Costituzione, non è più il rappresentante di tutta la Nazione e vede limitarsi la capacità di incidere nella dialettica politica.

• Istituzioni di garanzia
Tutte le istituzioni di garanzia (Presidenza della Repubblica, Corte Costituzionale, Consiglio Superiore della Magistratura e il Parlamento stesso) risultano indebolite. In particolare: - Presidente della Repubblica: diventa una figura puramente rappresentativa, perde infatti il potere di sciogliere le Camere, di dare l'incarico di formare il governo, di autorizzare la presentazione dei disegni di legge governativi. Il Presidente Oscar Luigi Scalfaro sostiene che con questa riforma il Presidente della Repubblica "viene lasciato in canottiera".
Il Capo dello Stato diventa un semplice notaio che mette le firme sotto le richieste del primo ministro. Nel testo della riforma è scritto che egli è il garante dell'unità federale dello Stato, ma senza dire in che modi e con quali poteri.
- Consiglio Superiore della Magistratura (CSM): metà dei giudici saranno eletti dal Parlamento ma mentre la Costituzione del '48 prevede che possano essere eletti solo professori universitari di materie giuridiche o avvocati con almeno 15 anni di esercizio, il testo della riforma non specifica nulla. Ciò significa che si potranno eleggere al CSM anche politici "puri" senza competenza giuridica, col forte di rischio di legare l'organo di autogoverno della magistratura alla maggioranza di governo, facendogli perdere indipendenza ed autonomia.
- Corte Costituzionale: anche qui aumenta il controllo del governo sull'Alta Corte. Nella Costituzione del '48, infatti, i 15 alti magistrati erano eletti 5 dal Presidente della Repubblica, 5 dalla magistratura, e 5 dal Parlamento. Adesso invece la riforma prevede che i magistrati di nomina politica aumentino da 5 a 7. La Corte subirà così le pressioni e gli indirizzi imposti dal premier e dal suo governo.

• Iter legislativo
Il percorso di formazione delle leggi diventerà caotico e causerà spesso lo stallo dell'attività legislativa. Si passa infatti a un bicameralismo differenziato. Ci saranno leggi di competenza della Camera (legislazione esclusiva dello stato), altre del Senato federale (legislazione concorrente) e altre ancora bicamerali. Non si sa ancora chi avrà l'ultima parola su leggi che riguardino più materie. In caso di conflitto di competenza fra Camera e Senato la decisione passa ai presidenti di Camera e Senato. Se entrambi però non saranno d'accordo allora si nominerà una "commissione paritetica" che funzionerà come una terza camera. Le leggi approvate dal Senato sono soggette a una limitazione: il governo può modificarle se lo ritiene opportuno ma se il Senato respinge queste modifiche allora si nominerà un'altra commissione paritetica.

• Competenza delle Regioni detta "devolution"
Con questo orrendo termine (che però sa tanto di moderno) si definisce il federalismo di stampo leghista. Le regioni avranno potestà legislativa esclusiva in materia di sanità, scuola (gestione degli istituti e dei programmi scolastici a interesse regionale), polizia e ogni altra materia non riservata allo Stato. Questa impostazione comporta una confusione di ruoli e competenze con un inevitabile aumento dei conflitti fra istituzioni locali e centrali. Ma soprattutto smantellerà l'unitarietà e l'universalità dei diritti fondamentali che non saranno più uguali per tutti i cittadini, ma diversi da regione a regione, esasperando le differenze fra zone ricche e zone povere.

COSA CI RACCONTERANNO

In occasione della campagna referendaria le forze politiche che hanno promosso lo stravolgimento della Costituzione porteranno a sostegno del SI argomenti che possono trarre in inganno sulla reale portata della riforma.

• I cittadini avranno più potere perché decideranno direttamente chi li governerà In realtà i cittadini conteranno qualcosa solo il giorno del voto, e sappiamo bene come funzionano le campagne elettorali fatte di promesse che non saranno mantenute. Questo è ancora più pericoloso in un Paese in cui una sola persona, Berlusconi, è padrone di più della metà di tutti i mezzi di comunicazione: TV, editoria, giornali e radio.
Anche Mussolini e Hitler andarono al potere col favore del popolo ingannato. Solo un efficace sistema di controlli democratici e contrappesi istituzionali garantisce la democrazia.
• Con la nuova Costituzione ci saranno meno parlamentari da pagare E' già stato calcolato che la moltiplicazione delle strutture amministrative dovuta alla cosiddetta 'devolution' comporterà una crescita enorme delle spese, ben superiore al 'risparmio' di qualche indennità parlamentare. Inoltre ai Senatori dovranno essere aggiunti i membri 'senza voto' del Senato.
• Ci sarà stabilità e mai più ribaltoni Il governo Berlusconi ha visto avvicendarsi sette responsabili di ministeri importanti; questa è stabilità? Se per stabilità si intende che il Primo Ministro fa ciò che vuole, servirà solo a far passare, come è già accaduto, leggi 'ad personam' che favoriscono pochi a danno di tutti. E magari anche leggi che fanno arricchire il Primo Ministro e le sue aziende. E' questa la 'stabilità' che vogliamo?
• Col federalismo, ogni regione paga per sè e così finisce l'assistenzialismo Lo spezzettamento delle competenze fra le Regioni in materie fondamentali come la salute, l'assistenza, la scuola e la polizia locale rischia non solo di creare grandi discriminazioni fra i cittadini, ma anche molti contenziosi e una generale caduta del livello dei servizi.
Cosa accadrà a un cittadino che subisce un infortunio in una regione diversa da quella di residenza? Potrà godere dell'assistenza gratuita?
E i titoli di studio rilasciati da una regione saranno accettati in regioni diverse, con piani di studio diversi?
Il federalismo è storicamente lo stadio intermedio per la costituzione di stati unitari a partire da più strutture indipendenti; per la prima volta servirà invece a dividere uno Stato faticosamente unificato.
• La sinistra ha già fatto la sua riforma costituzionale con pochi voti di scarto e sul finire della legislatura, quindi che titolo ha per contrastare la nostra?
La riforma del Titolo V della Costituzione attuata dal governo di centrosinistra era di portata molto minore perchè riguardava solo una quindicina di articoli e un singolo aspetto istituzionale (il decentramento dei poteri alle regioni). Non modificava un terzo dell'intera Costituzione come invece fa questa riforma della destra. Inoltre la riforma del centro-sinistra nasceva da due anni di confronto nella bicamerale con i partiti del centro-destra.
Confronto che invece è stato del tutto assente in questa riforma voluta, scritta e imposta solamente dalla destra.
• La riforma tocca solo la parte seconda della Costituzione Anche questo non è vero: modificando gli equilibri fra i poteri e la composizione di organismi come la Corte Costituzionale e il CSM essa incide sulla concreta possibilità di far valere i Principi Fondamentali che costituiscono la Parte Prima. Basti un esempio: nella prima parte il diritto alla salute è riconosciuto a tutti gli italiani, ma con la devolution ci saranno 20 sistemi sanitari diversi e le regioni povere non potranno garantirlo. Stesso discorso per il diritto all'istruzione, con un dilemma in più: i titoli di studio di una regione saranno riconosciuti nelle altre?

HANNO DETTO...

Le modifiche costituzionali introdotte prefigurano una Repubblica di tipo bonapartista e riecheggiano per certi aspetti le Leggi Fascistissime del 1925
Carla Voltolina, vedova Pertini

Quello che accade, accade non tanto perché una minoranza vuole che accada, quanto piuttosto perché la gran parte dei cittadini ha rinunciato alle sue responsabilità e ha lasciato che le cose accadessero
Antonio Gramsci

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei lager dove furono sterminati.
Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì col pensiero, perchè lì è nata la nostra Costituzione.
Piero Calamandrei

La Costituzione è il fondamento della Repubblica democratica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal Governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà.
Don Luigi Sturzo, Discorso al Senato del 27 giugno 1957

Dobbiamo impedire ad una maggioranza che non ha ricevuto alcun mandato al riguardo, di mutare la nostra Costituzione: si arrogherebbe un compito che solo una nuova Assemblea Costituente, programmaticamente eletta per questo, e a sistema proporzionale, potrebbe assolvere come veramente rappresentative di tutto il nostro popolo. Altrimenti sarebbe un autentico colpo di stato.
Giuseppe Dossetti

La riforma della destra prevede il premierato assoluto in una Costituzione incostituzionale, nel senso che si daranno poteri assoluti ad un premier eletto direttamente, distruggendo il sistema dei freni e dei contrappesi che è la ragion d'essere di una Costituzione.
Giovanni Sartori

L'Italia diventerebbe un sistema in cui il popolo è libero solo il giorno in cui vota mentre è schiavo tutti gli altri giorni. Siamo impiccati al voto di un giorno. Per il resto potremmo andare al mare, tanto c'è un uomo solo al comando. Una presa di potere, non una riforma. Una concentrazione di poteri inedita, se non si fa riferimento al ventennio fascista. Un caso unico in Europa. Altro che presidenzialismo o semi-presidenzialismo!
Leopoldo Elia

Un allontanamento tout court dalla forma democratica.
Umberto Allegretti

Oggi se il Parlamento vota la sfiducia al governo, va a casa il governo.
Con questa riforma se il Parlamento vota la sfiducia al governo, va a casa il Parlamento!
Sergio Mattarella

Il sogno autoritario di avere un'assemblea legislativa solo per approvare, asservita e ridotta all'ubbidiente esecuzione della volontà del premier.
Lorenza Carlassare

Torna alla memoria quel monito di Dossetti che cercava di metterci in guardia da un nuovo fascismo, inteso come il consolidamento di un potere esecutivo che non accetta alcun limite, né il controllo di legalità, né il pluralismo dell'informazione, né la sovranità del Parlamento, né le prerogative del Presidente della Repubblica. Le riforme della Costituzione devono essere compatibili col patto costituzionale. E il patto costituzionale si può riassumere in un concetto: la necessità di sottoporre il potere a limiti e regole. Se invece si vuole uscire dallo Stato di Diritto lo si dica.
Franco Monaco

Una delega totalitaria al primo ministro. C'è il rischio di un'involuzione autoritaria nella riforma della casa delle libertà, non tanto perchè mirano a rafforzare il Primo Ministro e la sua maggioranza, quanto perchè, per farlo, erodono lo spazio dei poteri bilancianti e negano spazio alla democrazia partecipativa.
Giuliano Amato

La dittatura elettiva di un uomo solo non è una forma di democrazia, ne è la negazione. Specie se a quest'uomo, insieme a tutto il potere esecutivo, si dà il potere di condizionare chi fa le leggi [con il continuo ricatto dello scioglimento delle Camere n.d.r]. Gli si dà il potere di decidere sulle regole democratiche, sui diritti e le libertà dei cittadini, sul sistema dell'informazione, sull'indipendenza della magistratura.
Franco Bassanini

Questa riforma costituzionale è una merce di scambio fra le varie componenti del centro-destra.
Rosy Bindi

La devolution è inaccettabile secondo quel modello di federalismo cooperativo e solidale in cui crediamo. C'è il rischio di sperequazioni territoriali fra nord e sud nel godimento di diritto fondamentali che dovrebbero invece essere di tutti.
Epifani, Pezzotta, Angeletti

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