Un'altra storia emblematica
Maria Teresa De Nardis - 28-03-2006
A seguito dell'articolo Insegnanti, cronache da 5 anni di umiliazioni.

Maria Teresa De Nardis è una docente fuori ruolo utilizzata in biblioteca. Fino a 7 anni fa era un'apprezzata docente di Scienze naturali nelle Scuole superiori; poi le ripetute assenze dovute alle sue condizioni di salute le hanno fatto compiere la scelta, per rispetto nei confronti dei suoi alunni, di chiedere di essere messa fuori ruolo e utilizzata in biblioteca, ritenendo di poter essere ancora utile alla scuola e alla società.
Ancora per rispetto della sua utenza, si è formata al nuovo lavoro con l'autoaggiornamento e seguendo un Master ministeriale.
Ma l'art.35 della Finanziaria 2003, voluto da Tremonti e accettato dalla Moratti, ha decretato che se ne deve andare: mobilità o pensionamento (secondo una sentenza recente della Corte Costituzionale, abbastanza ottusa...).
Maria Teresa De Nardis se ne andrà in pensione il 31.12.2007: non morirà di fame, col suo stipendio decurtato di un terzo, perchè - per fortuna - è abituata alla vita modesta e senza pretese dell'insegnante e poi lei ha "goduto" dello stipendio da Scuola superiore (altri,in maggioranza maestri elementari, non possono dire altrettanto....). Chi ci perderà sarà la sua scuola, che non avrà più una biblioteca aperta 36 ore settimanali e una bibliotecaria esperta e capace di rispondere alle mille richieste sempre più complesse di una utenza composita ed esigente. Chi ci perderà sarà la società tutta che si vedrà privata di uno strumento formativo, la biblioteca scolastica, insostituibile in un mondo che vede diminuire sempre più la lettura e le capacità dialettiche.

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 Sergio Pennacchietti    - 02-04-2006
Condivido appieno le amare considerazioni di MariaTeresa De Nardis. Anche al liceo Vittorini di Milano la biblioteca è stata praticamente messa in piedi da due insegnanti fuori ruolo, che in questi anni hanno maturato un’esperienza e una preparazione insostituibili, arricchendo il liceo non solo con l’apertura a tempo pieno della biblioteca d’istituto e con l’organizzazione dei cataloghi elettronici; ma anche con proposte di attività che si sono intrecciate con quelle dei docenti e, in molti casi, sono state da stimolo per studenti e insegnanti (corsi sul “piacere di leggere”, sulla ricerca di informazioni in internet…). L’anno scorso una delle due insegnanti, stretta dalla minaccia del licenziamento, è riuscita a trovare un altro lavoro fuori dalla scuola, l’altra dovrà presto adeguarsi alla scelta obbligata di Maria Teresa De Nardis.
E tutto ciò avviene proprio adesso, quando grazie all’attività di questi docenti, le biblioteche scolastiche hanno cominciato ad affrontare i problemi della messa in rete dei cataloghi (tra l’altro sulla base delle indicazioni ministeriali) e le sfide dei nuovi compiti che una biblioteca scolastica sta assumendo. Così tutto rischia di sgretolarsi: non c’è dubbio infatti che una biblioteca può funzionare solo con la presenza costante e a tempo pieno di un docente preparato. Ci troviamo quindi di fronte, ancora una volta, ad un comportamento schizoide da parte del ministero: si riempiono pagine di “grandi” progetti, e poi non si dà la possibilità reale di affrontarli con le risorse, soprattutto umane, che essi richiederebbero. Certamente un altro capitolo della storia di come si affossa la scuola pubblica.