Lunga vita al cavaliere
Giuseppe Aragno - 25-03-2006
I brancaleone messi assieme dall'Unione, codini antichi e neo convertiti alla santità di Sacra Romana Chiesa, tengono un cero acceso e fanno voti, battendosi il petto, perché il cielo li ascolti e consenta vita lunghissima a Silvio Berlusconi: il giorno in cui dovesse mancare, sarebbe quello tristissimo da segnare col lapillo nero. Togliete Berlusconi, che ha ridotto ad un pericoloso covo di sovversivi perfino l'associazione degli industriali, e verrebbe il momento tragicomico di parlare alla gente di politica.
Ve l'immaginate?
Basta fendenti tirati all'aria cronometri alla mano, basta silenzi reciproci su un dato inoppugnabile: li abbiamo già mandati a casa, tutt'e due, ma candidati sono sempre loro. Meglio non c'è, direte, e stiamo freschi. Basta col gioco delle parti sui guai che ci portiamo appreso e ci fanno sempre più male, mentre due guitti si accusano a vicenda: siete stati voi, no voi, non è vero, mentite! Voi avete rovinato il Paese! Basta con la mezzora demenziale rubata all'interdetto spettatore da una conduttrice che incalza: parla! Parla! Ma parla sempre lei, così che il doppiopetto scandalizzato faccia la vittima e starnazzi: "vedete? Ecco i giornalisti di sinistra!" (ma chi è di sinistra, Lucia Annunziata?). Basta col sito amico di internet che ogni giorno offre il destro per una polemica nuova sul nulla: tu glielo hai detto a Bush di allarmare i viaggiatori americani! No, sei tu che hai messo in lista i picchiatori rossi e quelli hanno paura. Basta.
Lunga vita al cavaliere e una benedizione speciale con intercessione dell'amico Ruini presso il santo padre: Gesù mio, dagli vita. Lunga, lunghissima vita.
Pensante solo per un istante al centrosinistra senza il compare Berlusconi e ditemi se non c'è da ridere. Che direbbe Rutelli a Bertinotti? E chi li terrebbe in un dibattito vero Fisichella e Diliberto? Voi ve li immaginate su fronti contrapposti, senza il cavaliere, la Bonino e Mastella? Sceglietevi l'argomento, quale che volete. Poi, se siete capaci, evitate la rissa.
Noi dobbiamo mandarlo a casa Berlusconi. E' necessario. Solo così ci accorgeremo finalmente che Prodi, D'Alema, Fassino Rutelli vogliono regalare la TAV agli imprenditori - a quale prezzo? Quanto ci faranno sopra gli appaltatori? - vogliono lasciare in vita la legge di riforma Moratti, correggendola se mai con la Berlinguer, intendono lasciare collassare l'Università con una nuova legge Zecchino, vogliono tenere i nostri soldati in Irak per tutto il "tempo tecnico" che il governo fantoccio insediato dagli USA riterrà necessario e mettere mano alla Costituzione, dopo il Titolo V, la guerra in Serbia, le sortite storiche sui ragazzi di Salò, la pacificazione, la parificazione, il maggioritario "nuovo" come l'Italia di Crispi, le elezioni dirette che negli Enti locali hanno soffocato la democrazia.
Dobbiamo mandare a casa Berlusconi. Subito. Solo così potremo finalmente cominciare a fare i conti con i berlusconiani di sinistra.

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 Emanuela Cerutti    - 25-03-2006
Oppure potremo cercare di andare al fondo di un'anima persa, dentro l'agognato pluralismo. L'anima di una sinistra che metta il fatto sociale prima di quello economico o la giustizia prima dell'interesse. Anche se il problema, al fondo, rimane l'elettore e quello che vuole dalla vita e dalla politica. O, per dirla in altri termini, quanto del liberalismo, detto più radicalmente liberismo, sia trapassato dentro le fila dello schieramento sfidante. Ed è qui che mi fermo a pensare: il disaccordo è personalistico - contro Berlusconi - o strutturale - contro un'idea di mondo diversa? O, meglio ancora, per un'idea di mondo diversa? Per cui, a sinistra, non si debba sentir dire che i casseurs francesi sono semplicemente "racaille", riprendendo disinvoltamente la definizione sarkoziana, ma si tenti, per lo meno tenti, un'analisi sul disagio e la disuguaglianza che lo ingenera? Questo senza voler avanzare altre e più caramboliche ipotesi: ma davvero da romanzo criminale pare rivestrirsi a volte la storia.