Il pavone
Ilaria Ricciotti - 16-03-2006
C'era una volta un pavone,
che bussava ad ogni portone.

Voleva a tutti i costi far carriera,
voleva che la sua vita fosse meno nera.

Attirato dai bottini di una gazza,
a lungo la osservò dalla sua terrazza.

Dopo parecchi mesi apprese la lezione,
non si disse più che era un povero pavone.

Nel recinto del pollaio, lui era il preferito,
faceva la ruota e sfoggiava il suo vestito.

Iniziò così la sua frettolosa carriera:
petto in fuori, faccia tirata e testa nera.

Quanto fascino emanava il suo portamento!
Da ignorante qual era divenne un talento!

Andò mattina e sera da bravi maestri a lezione,
per imparare a dimenticare che era un pavone.

Un tempo ci riuscì ad ingannare i suoi coinquilini,
ma in seguito, non gli credettero più neanche i pulcini.

Ed allora il nostro bel pavone, dall'ampia ruota,
si accorse di quanto la sua vita fosse triste e vuota.

Ma, oramai era talmente preso da quell'ingranaggio,
che non poteva fare a meno di continuare l'arrembaggio:

di scontrarsi con chi rispetto a lui era meno arrogante,
con chi rispetto a lui era rimasto, per scelta, un vero ruspante.


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Gennaro Capodanno    - 16-03-2006
Meglio un pavone oggi che un coniglio domani.
A buon intenditor...

 ilaria ricciotti    - 17-03-2006
Il coniglio ed il pavone

E' meglio un pavone o un coniglio?
Molti a riguardo danno più di un consiglio.

Il pavone pavoneggia, è sicuro ed impettito!
Il coniglio si rannicchia, per fermarsi impaurito!

Ma, la storia ci ha insegnanto a più riprese:
il pavone è quello che prima o poi ne farà le spese!

Lui che ama far fesse più di una volta le persone,
col tempo si sgonfierà come un pallone!

Il coniglio, apparentemente insicuro e timoroso,
se dovrà gareggiare, non andrà certo a ritroso!

Correrà verso il traguardo con determinazione,
lasciando indietro:
il gradasso, il prepotente e il fanfarone.

 Gennaro Capodanno    - 18-03-2006
Staremo a vedere con risultati dopo il 9 aprile.
E' evidente che io parteggio per il pavone.
L'unico coniglio che si apprezza dalle mie parti è quello in salmì, all'ischitana. Davvero delizioso, lo consiglio ai suoi estimatori. Da il meglio di se quanto è morto, un po come la...mortadella.

 Isa    - 19-03-2006
Bravo, Capodanno, si tenga il bel pavone e lasci a noi coniglio e mortadella :-)

Poi mi sappia anche dire , gastronomicamente, com'è, ad esempio, un cotechino di pavone, o tortellini con ripieno di pavone... o costolette di pavone grigliate, o mortadella con carne di pavone.. son curiosa, sa.

Si goda il suo pavone, la voce melodiosa, il volo così affascinante, il suo riflettersi su se stesso, il considerare tutto il resto del pollaio come fosse alle sue dipendenze..

E quando muore rimiri le sue penne in un bel vaso, sa che soddisfazione?


 ilaria ricciotti    - 19-03-2006
Risposta a Gennaro

Signor Gennaro, son contenta!
Qualcuno i mie scritti commenta!

La discussione si fa interessante,
per questo le rispondo all’istante.

I due animali sono tra loro molto distanti:
il pavone appartiene ai cavalieri,
il coniglio agli opliti-fanti.

Se il coniglio - come lei informa - si può gustare in salmì all’ischitana,
qui il pavone serve, come statua-kich, per ornare un cancello o una fontana.

Come vede, se dovessimo sopravvivere ad una calamità,
soltanto il coniglio o la mortadella ci potrebbero salvar.

L’altro, un pezzo di pietra, con funzione ornamentale,
se lo mangiassimo ci farebbe molto, ma molto male.

Dopo il 9 aprile, signor Gennaro, comunque vadano le cose,
i club del coniglio esisteranno ancora e sbocceranno come le rose.

Il coniglio e la sua multicolore schiera non hanno mai manifestato e di fatto avuto ambizioni di sorta,
il pavone, al contrario, non può fare a meno di primeggiare con comari, compari, amici e ruote di scorta.

Termino, augurando, ora e nei giorni che verranno, a lei e ad altri cittadini,
che dopo il 9 aprile si riesumi il rispetto e si facciano lievitare i nostri soldini!

 Pierangelo    - 21-03-2006
Si pavoneggia e mostra la sua ruota
spesso chi dentro è privo di concetti,
chi per i soldi fa men degli affetti
ha il cuore duro e pur la testa vuota.

Facciam perciò l'elogio del coniglio
che ammette sua paura e debolezza,
compensa con un po' di tenerezza
l'insicurezza di color vermiglio.

Perciò, piuttosto che capitolare
dinanzi all'ansia della prestazione,
il nostro eroe compensa a profusione
nell'arte ripetuta dell'amare.

Vedo un pavone autoreferenziale
onanisticamente come il Duce,
vedo il coniglio che si riproduce
così come fa il bene contro il male.