Uno stato forte con i deboli e debole con i forti
Lucio Garofalo - 15-03-2006
Semplicemente uno stato fascista!

Premetto che non sono tra quanti, un pò qualunquisticamente, pensano che non esista alcuna differenza tra centrodestra e centrosinistra, essendo entrambi gli schieramenti funzionali ad una politica antioperaia e neoliberista.
Non mi preoccupo certo delle forze tradizionali del centrosinistra che già conosciamo essere da sempre vicine agli interessi del capitalismo bancario e della Confindustria, che non a caso sostiene Prodi & soci alle prossime elezioni politiche.
Mi preoccupa invece la piega presa dal P.R.C., il cui gruppo dirigente sembra sempre più appiattito ed omologato su posizioni quantomeno ambigue ed incerte, ossia su una linea che appare priva di una sicura identità di classe.
Effettivamente mi inquieta il silenzio mostrato dai dirigenti nazionali del P.R.C. di fronte agli arresti e alla repressione poliziesca dell'11 Marzo a Milano. Mi sconcerta ancor più l'atteggiamento di inerzia e passività assunto da Rifondazione comunista di fronte alla manifestazione neofascista dello stesso giorno, indetta con finalità chiaramente provocatorie e destabilizzanti (ovviamente per " stabilizzare "), che non a caso ha goduto di appoggi e di protezioni politiche ed istituzionali ad altissimo livello.
Giudico davvero sconcertanti le posizioni assunte dal P.R.C. negli ultimi tempi, evidentemente troppo condizionat o e preoccupat o dall'esito elettorale, una posizione che di fatto sta dividendo e lacerando il movimento antagonista, persino l'area assai eterogenea e multiforme dei centri sociali.
Basti pensare, ad esempio, che il Leoncavallo (vicino, non a caso, a Rifondazione) ha deciso di non aderire alla manifestazione antifascista dell'11 Marzo, assumendosi non poche responsabilità rispetto a quanto poi è accaduto, nella misura in cui, ad esempio, un servizio d'ordine allestito con la presenza dei leoncavallini avrebbe probabilmente potuto impedire che si arrivasse a quel tipo di scontro frontale con la polizia in assetto antisommossa, già pronta alla repressione più brutale.
Personalmente nutro un profondo senso di rabbia e di nausea di fronte alla violenza inutile e sciocca di chi, magari, intende " giocare " alla rivoluzione.
Il ribellismo e l'estremismo politico sono forme infantili e controproducenti di lotta, che non servono affatto alla causa antifascista e anticapitalista, ma al contrario giovano soltanto a chi ha interesse ad inasprire lo scontro di classe e a mettere in moto meccanismi repressivi, evocando spauracchi quali il terrorismo e altro, per invocare svolte politico-elettorali in senso reazionario e autoritario.
Nel contempo il disgusto e lo sdegno sono molto più forti ed incontenibili di fronte allo sciacallaggio politico, ossia rispetto all'uso scellerato e strumentale che viene compiuto, in questo caso dal centrodestra (un tempo lo faceva la Democrazia cristiana), per ottenere una vittoria alle elezioni politiche.
Così come sono notevolmente indignato e nauseato di fronte ad uno Stato di polizia che fa un ricorso esagerato e sistematico alla forza repressiva, ad esempio, per sfrattare di casa quelle famiglie già misere e sventurate che vivono l'emergenza abitativa e altre drammatiche emergenze della nostra società, mentre non adotta affatto la stessa "energia" per fronteggiare, ad esempio, fenomeni criminali ben più gravi come mafia e camorra, oppure per contrastare iniziative eversive e destabilizzanti di matrice neofascista, oppure (cosa ancora più inaccettabile e scandalosa) per combattere e perseguire comportamenti estremamente illegali ed antisociali quali l'evasione fiscale, comportamenti che invece vengono incoraggiati, condonati e depenalizzati!
Francamente, di fronte a tutto ciò io provo un sentimento di stizza e fastidio che non ha limiti, ma che non mi induce certo a forme irrazionali, istintive ed infantili di ribellione e di rivolta che, al contrario, rischiano di fare il gioco dell'avversario di classe e di quelle forze politico-istituzionali che stanno sfasciando la Costituzione e tutte quelle già fragili tutele sociali che sono state conquistate dal movimento dei lavoratori attraverso decenni di dure e sanguinose lotte, segnate anche da reazioni violentissime da parte dei padroni e dei loro servi.
Basti pensare allo stillicidio delle stragi neofasciste, a quelle " stragi di stato " che hanno insanguinato la storia italiana del dopoguerra da Piazza Fontana nel 1969 in poi e che fanno capo alla cosiddetta " strategia della tensione ", una strategia che mi pare sia stata riesumata, semmai fosse stata sepolta.
Ebbene, voglio rammentare la natura visceralmente reazionaria, classista, sovversiva e antidemocratica del centrodestra che negli ultimi 5 anni ha cercato di sfasciare le istituzioni democratiche, i diritti e le garanzie costituzionali. Altro che sfasciare una vetrina del McDonald's!
Pertanto, io ritengo che il pericolo rappresentato dal " fascismo " al potere, ossia da quelle forze di centrodestra che hanno governato l'Italia negli ultimi 5 anni, sia molto maggiore che nel passato, soprattutto se si tiene presente il mix micidiale di fascismo, populismo e neoliberismo sfrenato che caratterizza questo blocco politico-sociale.
Ebbene, senza farmi facili e sciocche illusioni, riconosco che tale pericolo possa essere in parte scongiurato anche contribuendo a votare e sostenere quel fronte della sinistra più radicale e antifascista che è collocato nell'Unione, malgrado tutte le riserve, i dubbi e le perplessità prima enunciate.
Rammento una celebre e storica citazione di Pier Paolo Pasolini che diceva: " Il fascismo potrà risorgere a condizione che si chiami antifascimo ". Mi sembra che la frase rispecchi perfettamente il quadro storico-politico in cui si è compiuta la "metamorfosi" di Alleanza nazionale e della destra neofascista (ex MSI) per assurgere al governo della nazione, sdoganata e traghettata dal populismo berlusconiano.
Per quanto concerne il rischio che un ipotetico, futuro governo di centrosinistra possa adottare e praticare una politica contro le masse operaie e popolari, magari utilizzando la presenza e il ruolo del P.R.C. per addormentare e neutralizzare l'antagonismo sociale e l'opposizione di classe, credo che la risposta, per quanto sia ora prematura e sempre suscettibile di analisi e di riflessione critica, debba essere quella di organizzare nel tempo un blocco sociale antagonista capace di non farsi " neutralizzare " o " narcotizzare " da nessun governo.

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