Per l'approvazione della sperimentazione
Gennaro Capodanno - 06-03-2006
Proposta di ODG del prof. Capodanno Gennaro al collegio dei docenti dell'ITI " Striano" di Napoli per l'approvazione della sperimentazione ex DM 775/2006.

Il Collegio dei docenti dell'I.T.I. " Striano" di Napoli

P R E M E S S O

· che con il D.M. 775/2006 si è inteso dare una concreta risposta a specifiche e pressanti richieste di sperimentazione di nuovi modelli ordinamentali liceali provenienti dalle istituzioni scolastiche, dopo la pubblicazione del decreto legislativo 226/2005, relativo al 2° ciclo di istruzione e formazione;

· che l'articolato del documento fornisce ampie e motivate indicazioni sulle ragioni e sulle specificità del progetto, che viene presentato come strumento idoneo a " realizzare, pur con diverse modalità di attuazione, coerenti con l'autonomia scolastica, una approfondita e puntuale riflessione sui vari ambiti di praticabilità dell'azione riformatrice, una accurata stima dei fabbisogni delle scuole in termini di strutture, personale e finanziamenti, nonché l'elaborazione di modelli più efficaci di organizzazione didattico-metodologica ";

· che, ai sensi dell'art. 11 del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, il progetto si rivolge alle istituzioni scolastiche la cui adesione, del tutto libera e volontaria, è rimessa alla valutazione dei competenti organi collegiali;

· che il progetto di innovazione, proposto dal MIUR col decreto 775/2006, è cosa diversa dall'attuazione del Capo II e del Capo III del decreto legislativo 226/2005. E' fuor di dubbio, infatti, che l'avvio della riforma dall'anno 2007-2008 deve avvenire " nel quadro della programmazione della rete scolastica di cui all'articolo 138, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, finalizzata a far corrispondere l'offerta formativa complessiva alle esigenze formative del territorio di ciascuna Regione " (art. 27, comma 3);

· che con il progetto di innovazione proposto dal MIUR alle istituzioni scolastiche non viene posto in discussione l'assetto dell'offerta formativa territoriale, che resta quella programmata dalle Regioni per l'anno scolastico 2006-2007.

· che il progetto invece persegue scopi circoscritti e chiaramente indicati nell'art. 2, comma 1 del D.M. 775/2006, dal quale emerge la valenza didattico-pedagogica dell'impianto. In effetti le scuole che aderiscono al progetto assumono prioritariamente l'impegno di:

- articolare l'orario annuale delle lezioni in attività ed insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti, attività e insegnamenti obbligatori a scelta dello studente e attività e insegnamenti facoltativi;

- progettare Unità di apprendimento caratterizzate da obiettivi formativi adatti e significativi per i singoli allievi e volte a garantire la trasformazione delle capacità di ciascuno in reali e documentate competenze.

Si tratta dunque di innovazioni per un verso di tipo organizzativo e per un altro di natura metodologico-didattica, che le scuole possono realizzare secondo modalità definite nel quadro di regole certe ed in coerenza con il principio dell'autonomia. In sostanza, il decreto 775 non solo impone il rispetto della distribuzione territoriale dell'offerta formativa, ma definisce in ambiti precisi le innovazioni da introdurre. Le scuole possono aderire al progetto anche deliberando di introdurre solo parzialmente le innovazioni ordinamentali previste dal decreto legislativo 226/2005 e comunque nel rispetto delle tabelle di confluenza e corrispondenza previste dal D.M. 28 dicembre 2005;

· che il decreto 775/2006 non contrasta con l'art. 3 del D.P.R. 275/1999 e, in particolare, col comma 5 del medesimo articolo, il quale stabilisce che " il Piano dell'offerta formativa è reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all'atto dell'iscrizione ", osservando che la norma in questione risponde ad esigenze di carattere generale. Essa, infatti, intende tutelare l'interesse dello studente ad essere informato preventivamente in ordine alla progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa della scuola che intende frequentare;

· che la norma succitata non fa quindi divieto alle scuole di apportare, prima dell'inizio dell'anno scolastico di riferimento, eventuali modifiche al POF e di portarle a conoscenza degli alunni, i quali, per poter partecipare all'innovazione, debbono esprimere il proprio consenso, unitamente a quello delle rispettive famiglie;

· che il progetto di innovazione che si intende promuovere col D.M. 775/2006 trova piena consonanza con la sperimentazione di cui all'art. 27, comma 4 del D. Lgs. 226/2005, nonché con l'art. 11 del D.P.R. 275/1999 che, come è noto, consente al MIUR di promuovere "progetti in ambito nazionale, regionale e locale, volti ad esplorare possibili innovazioni riguardanti gli ordinamenti degli studi, la loro articolazione e durata, l'integrazione tra i sistemi formativi e i processi di continuità e orientamento";

· che in base al quadro normativo di riferimento le sperimentazioni parziali debbono rispondere ovviamente a criteri di coerenza e compiutezza sul piano didattico, pedagogico e strutturale;

· che tale apprezzamento non può che competere alle singole istituzioni scolastiche, che, nella propria autonomia, valutano quale estensione dare all'innovazione, tenuto conto del preminente interesse degli alunni e delle risorse disponibili;

· che, ai sensi dell'art. 5, comma 3 del decreto 775/2006, il Direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale assicura le risorse disponibili alle scuole che ne abbiano fatto richiesta, anche se spetta alle istituzioni scolastiche medesime valutare se le risorse disponibili siano sufficienti ad assicurare la realizzazione del progetto;

· che gli interventi necessari per corrispondere alle eventuali maggiori necessità di risorse umane e professionali saranno, ovviamente, definite in sede di determinazione dell'organico di fatto, così come, del resto, è già avvenuto per far fronte ai maggiori fabbisogni legati all'attivazione della riforma del primo ciclo di istruzione. A tali interventi andranno, poi, ad aggiungersi finanziamenti specifici desunti dalla legge 440 del 1997;

per le suesposte motivazioni, il Collegio dei docenti dell'I.T.I. " Striano " di Napoli

A P P R O V A

all'unanimità/a maggioranza,

la proposta di sperimentazione del LICEO TECNOLOGICO, previsto dal D.Lgs. n° 226/2005 e dal D.M. N° 775/2006, nel rispetto delle tabelle di confluenza e corrispondenza previste dal D.M. 28 dicembre 2005.

Napoli, 3 marzo 2006.

Il Proponente
( Prof. Ing. Gennaro Capodanno )



interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Pierangelo    - 06-03-2006
Come diceva Verdone in "Viaggi di nozze": Lo famo striano?

Da fonti sindacali so che il giorno 3.6 il collegio docenti dello "Striano" è stato aggiornato a data da destinarsi perché mancava il numero legale.

Bisogna vedere se riescono a riunirsi daccapo prima della scadenza posta dalla Direzione Regionale.

La cosa "striana" è che il prof. ing. Capodanno nel weekend tra il 4 ed il 5 marzo ha subissato tutti i siti che si occupano di scuola con la copia della sua mozione, senza chiarire se era passata oppure no. Non mi sembra un atteggiamento particolarmente corretto.

Ad ogni modo il suo è chiaramente un errore tattico, perché i suoi colleghi sapranno così regolarsi di conseguenza alla riconvocazione del collegio. Anche perché nel frattempo è un coro da tutta Italia di sonore bocciature. I colleghi dello "Striano", ed in particolare gli ITP, non vorranno certamente distinguersi rispetto a migliaia di scuole d'Italia nell'avventatezza e nell'avventurismo.

 Gennaro Capodanno    - 09-03-2006
La fonte sindacale non dice la verità. Nonostante la mancanza del numero legale, il DS ha ritenuto di porre in votazione la mia proposta che ha raccolto notevoli consensi ( poco meno del 50% dei votanati ). Il C.d.d. dell'ITI "Striano" , nel rispetto delel norme, si riunirà a breve per riesaminare la proposta, coinvolgendo anche le famiglie degli alunni, così come previsto dal DM 775/2006. Non vedo poi cosa avrei dovuto chiarire dal momento che la mia proposta rappresentava un contributo da offrire anche ad altri colleghi che volessero aderire al progetto nazionale d'innovazione al quale già hanno dato assenso alcune scuole come un istituto tecnico commerciale di Milano. Ritengo un grande pregio non accodarsi ai cori, slavaguardando la propria autonomia intellettuale che in certi ambienti si è persa da tempo.La verità è che il mio rappresenta, per quanto mi consta, l'unico ordine del giorno a favore del progetto, laddove su internet tutti gli altri, a partire da certi sindacati, si sono preoccupati di diffondere solo documenti a sfavore, con la stessa matrice politica. Ad alcuni la democrazia dà fastidio e questo sì che è scorretto. Specialmente nella scuola, occupata da sempre dalle sinistre, la riforma Moratti, approvata da un Governo di centordestra, ha confermato tangibilmente l'incapacità dei precedenti governi di centrosinistra di fare una proposta concreta su come riformare la scuola. L'auspicio è che il centrodestra vinca le prossime elezioni e che la riforma vada avanti, senza tornare nel pantano nel quale ci avevano portato i precedenti ministri. Quanto ai colleghi dell'ITI " Striano " hanno la capacità e l'intelligenza di decidere da soli, "distinguendosi" anche, se lo riterranno, sanza farsi imbeccare da chi, estraneo al collegio e non avendo una proposta alternativa, ma solo il rifiuto dell'innovazione, si limita a criticare, senza neppure apporre in calce il proprio nome e cognome e la scuola d'appartenenza, quella da me presentata, aggiungendo commenti astiosi e parlando di tatticismi che non appartengono alla mia cultura ma solo a certi furbetti che ad iosa scorrazzano nei plessi scolastici, vivendo delle briciole di un sindacalismo cieco ed ottuso che ha ridotto la scuola italiana nelle condizioni attuali, come testimoniano le indagini condotte da diversi istituti europei ed internazionali.

Prof. Ing. Gennaro Capodanno
Componente RSU
Componente G.E. e C.d.I.
ITI " Striano " Napoli



 Pierangelo    - 11-03-2006
Caro Gennaro,

far votare la mozione in assenza del numero legale è stata una forzatura del tuo D.S. e comunque tu stesso ci comunichi che la mozione non ha ricevuto la maggioranza dei consensi. Anche ripetendo la votazione nel nuovo collegio, pure se raggiungessi il 51%, otterresti un collegio spaccato a metà che a mio parere è un male per la tua scuola.

Ad ogni modo, oggi è 11.3, l'ultima data utile in Campania era il 10.3. Facci sapere tu come è andata.

Riguardo al cantare in coro o da solisti, non è che per non accodarsi ai cori poi si dà il colpo di grazia a gloriosi istituti tecnici, che hanno solo bisogno di essere lasciati in pace ed essere valorizzati nelle loro specificità. Tu auspichi che il centrodestra vinca le prossime elezioni e che la riforma vada avanti. Ammiro il tuo giocare a carte scoperte e mi rimangio l'accusa di tatticismo. Immagino però che, se la statistica è una scienza, con queste premesse ideologiche non sottintese, non potrai mai ottenere un consenso largo o l'unanimità intorno alle tue proposte all'interno del collegio dei docenti, che così facendo si spaccherà per forza in due, destra contro sinistra, scapoli contro ammogliati, ateniesi contro spartani.

Pierangelo Indolfi
Coordinamento Nazionale ITP
RSU FLC Cgil - ITIS Marconi - Bari

(di me su internet si sa pure la misura delle scarpe)

 Luigi    - 12-03-2006
...e brabvo Capodanno! Ti sei chiesto come mai il tuo è l'unico OdG presente sulla rete? Ti sei chiesto perchè non c'era il numero legale al tuo collegio? ti sei chiesto perchè hai raccolto meno del 50% dei consensi? Ti sei chiesto perchè la scuola riufiuta banali semplificazioni da manifesti elettorali: destra/sinistra? ti chiedi, a volte, il senso del tuo operare nella scuola? Io che, a prescindere come direbbe Totò, dalla appartenenza politica opero cercando di portare nel mio ITI la cultura, la riflessione e il confronto non i volantini elettorali. Le mie idee le esprimo e i miei auspici li conservo per altri consessi. Adesso ti saluto perchè devo correggere le bozze di un volume vche parla della mia scuola.
Luigi

 Gennaro Capodanno    - 12-03-2006
Non posso certamente rispondere io dei comportamenti del DS che ha deciso comunque, a mero scopo indicativo, dopo un confronto durato ore e dopo che qualcuno dei presenti aveva richiesto la verifica del numero legale, di passare alle votazioni. Quanto ai termini ordinatori indicati dalla direzione regionale scolastica, nelle conferenze di servizio tenute di recente con i DS è stato fatta rilevare la brevità dei tempi a disposizione per una scelta così complessa. E' stato in quella sede chiarito che si trattava di termini ordinatori, appunto, e che le eventuali deliberazioni potevano essere inoltrate anche successivamente. Per conto mio ho provveduto, nel rispetto delle norme, ad inoltrare nei giorni scorsi richiesta scritta di nuova convocazione del CdD al DS, partendo dal principio che la sospensione del precedente collegio per mancanza del numero legale, imponesse la nuova convocazione al fine di completare gli argomenti all'ODG , e avendo al riguardo assicurazioni verbali dallo stesso DS. Che la questione sia divenuta tema di scontro politico è un dato, che certamente non è dipeso da una mia scelta come dimostra il fuoco di fila di certe forze politiche contro la riforma. E comunque la democrazia è fatta di numeri ed è giusto che le scelte della maggioranza vadano portate avanti, anche se questo può comportare una "spaccatura", frutto di un sano confronto dialettico.A proposito di colpo di grazia. All'ITI Striano si perdono oramai da tre anin a questa parte, diverse classi ogni anno. L'organico di diritto di quest'anno prevede appena 27 classi, con ulteriore decremento. Tra poco scompariremo per sottodimensionamento. Credo che sia giusto cercare di lottare, anche per i lavoratori, per cercare di risalire la china. Io reputo che il proggeto d'innovazione possa servire a tanto, pronto a ricredermi se i fatti non mi daranno ragione. Ma prima che il glorioso già VI ITIS, oggi intitolato ad uno dei tanti docenti che vi hanno insegnato, lo scrittore Enzo Striano, scompaia, dobbiamo mettere in campo ogni valida iniziativa per tentare di salvarlo.


 Gennaro Capodanno    - 14-03-2006
E' bravo Piccinni!!!
Ma forse è meglio che continui a darti al cinema. viste le iniziative che realizzi a Pisa nel settore a favore dei ragazzi. Vedi il problema è che il collegio dei docenti va deserto già da tre sedutre e non certo per gli argomenti all'ODG ma semplicemente perchè i docenti non partecipano più a questi rituali, - tali sono - visto che servono soltanto a certi estremisti di sinistra a far perdere ore in inutili e pretestuose discussioni, per rimarcare il loro atteggiamento livoroso nei confronti della riforma Moratti. Poi, quando sono in difficoltà chiedono la verifica del numero legale. I soliti furbetti, insomma. Quanto alla mancanza di altri ODG a favore della riforma, la verità e che pochi docenti sanno scrivere un ordine del giorno, mancando ad essi le nozioni e le conoscenze giuridiche. Io sono stato pubblico amministratore per molti anni, venendo da una scuola politica come quella dei giovani DC, un partito che formava le nuove leve della classe politica all'interno delle sue strutture e che ha dato tanti illustri personaggi al mondo della politica. Nulla a che vedere con i tanti sconosciuti che oggi si avvicendano nelle aule parlamentari e che passano senza lasciare alcuna traccia del loro operato.

Gennaro Capodanno

 Franco Labella    - 14-03-2006
Credo che la iniziativa del collega Capodanno vada valutata per quella che è: una iniziativa di carattere preelettorale e non altro.
Il giudizio si basa, oltre che su quello che Capodanno stesso scrive quando parla di scontro politico sulla riforma, anche sulla semplice considerazione che avviare una iniziativa di sperimentazione basata su presupposti giuridici quanto meno dubbi non serva che a rafforzare il grado di confusione in cui versano le famiglie sottoposte ad un fuoco di fila di notizie contraddittorie e poco chiare
Questa volta parlo anche da genitore di un alunno che si iscrive, per l'anno prossimo, al primo anno delle superiori.
Il collega Capodanno parla di termini ordinatori e non perentori ma vorrei ricordare che le iscrizioni si sono chiuse da tempo e senza proroghe di termini.
Ed allora? Consultiamo le famiglie dicono all'unisono Moratti e Capodanno.
Benissimo, supponiamo che la scuola a cui ho iscritto mio figlio decida una sperimentazione che io come docente e come genitore non condivido.
Adesso, se tale sperimentazione divenisse operativa, quali possibilità avrei di scegliere liberamente l'indirizzo di studio desiderato?
Possibile che tutti questi liberali non capiscano un concetto così elementare?
Perchè Capodanno, così dovizioso di riferimenti normativi, non chiarisce che i decreti ministeriali che vorrebbero introdurre surrettiziamente una forma di anticipazione della riforme delle superiori (che un Ministro della Repubblica si era impegnata a non anticipare con un accordo istituzionale in Conferenza Stato-Regioni poi stracciato) sono stati emanati senza il prescritto parere delle Regioni?
Perchè non parla delle prese di posizione di Errani a nome dei presidenti delle regioni che chiedono il ritiro dei decreti?
Esperti fai da te? Mi ricorda la famosa pubblicità...
Sarei fortemente tentato di mettere su Fuoriregistro un modello di delibera come quello fatto approvare a scuola con cui si rifiuta ogni tentativo di sperimentalismo sulle pelle delle famiglie
P.s. non bisogna meravigliarsi di niente, ma con l'esempio che spesso, in questi 5 anni, è venuto dal Parlamento perchè dovrebbe essere strano deliberare senza numero legale?
Oppure leggere di una richiesta di convocazione del Collegio ad opera di un solo docente?
Regole, regole, queste orribili regole sono la rovina dell'Italia..

 Giuseppe Aragno    - 14-03-2006
Da un po' il prof. Capodanno ci fa scuola sulla scuola e occorre ringraziarlo per il garbo di cui siamo ammirati. A Piccinni - pensate un po' - ha dato un bravo e gli ha pure consigliato l'attività a cui dedicarsi. Gli piace il cinema e ci si dedichi! Sarebbe stato altrettanto cortese se avesse amato i cavalli: datti all'ippica gli avrebbe detto.
Grazie Capodanno, per le sue lezioni sul Collegio docenti che - non lo sapevamo - è un rituale utile "soltanto - cito testualmente - ai soliti estremisti di sinistra" che, ci spiega con chiarezza e dovizia di particolari - perdono tempo in chiacchiere e si attaccano a pretesti d'ogni genere. Birbanti livorosi! Ce l'hanno con quell'anima candida della Moratti e con la sua riforma: il meglio, insomma, del Governo Berlusconi!
Li perdoni, suvvia Capodanno, faccia il favore, li perdoni questi colleghi suoi igoranrti che non sanno scrivere un ordine del giorno e abbia pazienza, Lei che ha "le nozioni e le conoscenze giuridiche", Lei che è stato "pubblico amministratore per molti anni" e che, soprattutto, viene da una illustre scuola politica come quella dei giovani DC. Qui, a Napoli, più illustre che altrove.
Una domanda sola. La consente? Perché cita la scuola ed omette i maestri? E' giusto ricordarli: Gava, Scotti, Fantini, Vito, Cirino Pomicino. Non c'è dubbio, Capodanno: bella gente.



 Gennaro Capodanno    - 15-03-2006
Sì davvero ottimi, eccezionali maestri. Oggi a Napoli ed in provincia li rimpiangono in molti, al punto che molti di essi sono tornati alla politica attiva con risultati ecellenti. Criino Pomicino è parlamentare europeo, nonchè candidato alla carica di sindaco di Napoli, Scotti è capolista del terzo polo alle elezioni politiche, Vito è parlamentare uscente, ricandidato per Forza Italia, Fantini è segretario regionale dell'UDEUR. Solo di quel grande e fine oratore che è Antonio Gava non si ha traccia nelle aule parlamentari, in quanto affetto da tempo da una grave malattia. Molti di quelli che oggi sono al potere nella città di Napoli non sarebbero stati degni neppure di fare i loro portaborse. Napoli, quando esprimeva quela classe politica ai livelli più alti, ministri e presidenti di commissione, che poi non ha più avuto in tal numero nei governi dal 1993 in poi, aveva centri decisionali e di potere che contavano a livello nazionale ed internazionale. Negli ultimi tempi grazie alla politica scellerata delle sinistre, che sgovernano Regione, Provincia e Comune da quasi tre lustri, abbiamo perso tutto a partire dal Banco di Napoli. Non è decollato un solo progetto. Metro collinare, centro direzionale, tangenziale sono il frutto progettuale e politico delle amministrazioni di centro, a guida democristiana o socialista, che governarono Napoli nei decenni '60 e '70. Da tempo immemore si parla di Bagnoli e del suo rilancio turistico, un progetto che, nonostante i finanziamenti, resta sulla carta. Quanto alla città di Napoli basta andare a leggere l'articolo de L'Espresso " Napoli addio" o le cronache quotidiane per capire in che stato pietoso è ridotta la città, al più basso livello di vivibilità dal dopoguerra ad oggi. Ce li avessimo oggi a Napoli, tanti uomini poltici del calibro di Gava, Scotti, Pomicino, Vito e Fantini, quest'ultimo che ha gestito tutta la fase del dopoterremoto, creando a Napoli e provincia migliaia di alloggi ed infrastrutture, senza i quali molte famiglie oggi vivrebbero ancora nelle caverne.
Vorrei che mi venisse indicata una sola grande opera che hanno invece realizzato i governi di centrosinistra a Napoli ed in Campania. Basta! E' ora che gli elettori li mandino a casa.

Gennaro Capodanno

 Giuseppe Aragno    - 15-03-2006
Il nostro, ebbe a dire Sciascia, è un paese senza memoria e senza verità.
Sarò pertanto giocoforza incompleto.
Nel gennaio 2001 Paolo Cirino Pomicino, patteggiando, cioè dichiarandosi colpevole, chiuse con una pena complessiva di un anno e 10 mesi di carcere – la parte di processo che lo riguardava per i cosiddetti fondi neri Eni-Montedison. A tale condanna si aggiunse quella di due mesi di reclusione per l’accusa di illecito finanziamento dei partiti. All’epoca aveva ancora due processi pendenti e sperava ardentemente di riuscire a rimanere al di sotto dei tre anni di carcere per essere così affidato ai servizi sociali per la necessaria rieducazione.
Alfredo Vito, uomo di Antonio Gava, era conosciuto a Napoli come don Alfredo 'O Prevete, il prete, e diventò poi celebre come “Mister Centomila”: 100.000 erano i voti che riceveva al tempo delle tangenti. Fu il primo “parlamentare pentito” e aprì la breccia che dal cuore di Tangentopoli fece nascere Partenopoli: fu lui ad offrirsi ai giudici, quando sentì tintinnare le manette. Si dimise dalla Camera e confessò storie vergognose, dichiarando che, novello Saulo sulla via di Damasco, era stato folgorato dal fascino dell'onestà; avrebbe restituito il maltolto e rinunziato per sempre ad ogni carica pubblica. Aveva dissanguato aziende, raccolto miliardi per quel fiore di onestà che fu la DC napoletana. Ora la crisi di coscienza gli è passata. E’ vero, è tornato in Parlamento, ed ha avuto il coraggio di far parte della Commissione Telekom Serbia.
Di Antonio Fantini esistono tracce notevoli presso la Corte dei Conti. Fu accusato di aver pagato certi giocattoli per pulire il mare del Golfo di Napoli a prezzi d’affezione: si chiamavano Pelican, ci costarono 590 milioni di lire ognuno e sul mercato si trovavano facilmente a 400 milioni. In quegli anni poi la pulizia del mare era affidata peraltro al Ministero della Marina Mercantile. Fantini era Presidente della ragione Campania. Tra acquisto, spese di collaudo e organizzazione ce la cavammo bene: 20 miliardi. E’ vero, dopo una condanna ad un risarcimento di danni di 7 miliaridi, Fantini fu poi assolto in secondo grado. I 21 giocattoli di Fantini però non hanno mai pulito niente. Posso sbagliarmi, ma attualmente sono abbandonati a Salerno e la ruggine se li sta mangiando.
E’ vero. Cirino Pomicino ha uno slogan: “Le prove. Ci vogliono le prove”. E non sempre si trovano.


 Gennaro Capodanno    - 16-03-2006
Di prove per mettere sotto accusa l'attuale governo di Città e Regione ce ne sono invece a iosa. Avete sentito mai parlare dell'affare monnezza a Napoli e in Campania, con centinaia di milioni di euro spesi per portare i rifiuti solidi, che con il riciclaggio ed il compostaggio rappresentano una ricchezza, esportati a caro prezzo in Germania? E che dire delle migliaia di consulenze affidate, ogni anno, a parenti, amici di partito, sodali. C'è persino una commissione che studia l'imbottigliamento dell'aria di Napoli. Qualche mese fa fece scalpore la notizia pubblicata sui quotidiani partenopei della somma versata per un anno di attività ( sic! ) all'attuale presidente della Provincia di Napoli, un medico esponente dei verdi, che era stato anche assessore all'ambiente al Comune di Napoli, al quale il Governatore della Campania aveva affidato, agli inizi di questo milennio, l'incarico di commissario al subsuolo per il modico compenso di 400mila euro. Reazione stizzita del primo il qale precisava che in effetti per quell'anno di attività aveva percepito solo... 260mila euro, poco più di mezzo miliardo di vecchie lirette. Poverino... E' rimasto invece un mistero perchè per un incarico di carattere tecnico che richiedeva un ingegnere, fosse stato scelto un camice bianco. Forse per curare l'oscura malattia delle condotte che passano nel sottosuolo partenopeo che continuano a perdere acqua e liquami, facendo sì che nella città gruviera si aprano continue voragini, l'ultima delle quali, in via Cimarosa al Vomero, ha letteralmente inghiottito un collega dell'ex subcommissario ( vendetta postuma?), salvatosi da sicura morte per miracolo?
Quanto alle vicende di Tangentopoli, la maggior parte dei processi si sono chiusi con l'assoluzione degli imputati, cosiddetti eccellenti, perchè "il fatto non sussiste". Qualcuno prima o poi pubblicherà i dati delle centinaia di milioni versate a quegli amministratori incappati nelle maglie della legge, arrestati, e che poi sono stati risarciti per ingiusta detenzione. E diciamocela tutta, io da ingegnere se sbaglio un calcolo statico e un fabbricato da me progettato crolla, vado in galera e pago pure i danni, ma se un magistrato accusa e fa arrestare qualcuno e poi questo qualcuno, a seguito dei vari gradi di giudizio, risulta innocente, non paga il magistrato ma lo Stato, vale a dire i cittadini. Ha ragione Pomicino perchè troppo spesso, per il passato, quelle prove costruite a tavolino si sono rivelate dei castelli di carta, sono crollati al primo soffio. Risutlato: si è cancellata una classe dirigente di cui oggi rimpiangiamo la mancanza, sostituendola con un altra che sostanzialmente è la brutta copia di quella precedente.Una chicca: lo sapete chi ha governato il Comune di Napoli, negli ultimi cinque anni, la stessa persona che il centrosinistra a Napoli propone come futuro sindaco della Città,: un'arzilla signora settantenne ( classe 1936 ), democristiana, figlia di democristiano ex ministro con Alcide De Gasperi, che è stata essa stessa ministro nel parlamento nazionale, con a capo del governo due altri big del partito democristiano, tuttora ancora in auge, Giulio Andreotti ( vogliamo parlare di processi e assoluzioni?) e Ciriaco De Mita.
La Democrazia cristiana, quello sì che era un partito, fatto di tanti politici di razza e non da pupazzi manovrati dal puparo di turno.


 Franco Labella    - 16-03-2006
Il prof. ing. (avv.?) Capodanno scrive molto ma ha un vizietto: quello di non rispondere alle domande precise che gli vengono poste su questioni specifiche
Ripeto le mie: perchè non scrive che i decreti Moratti non hanno il prescritto parere delle Regioni?
Perchè non scrive che chi rappresenta i presidenti delle Regioni (Vasco Errani) ha chiesto il ritiro dei decreti?
Perchè non informa che la Regione Campania ha in animo di ricorrere alla Corte Costituzionale?
Perchè non mi dice se imporre una scelta alle famiglie dopo che le iscrizioni si sono chiuse è un atto (il)liberale?
Domande semplici, risposte semplici, altro che i fasti della peggiore DC campana
Insomma ingegnere, non vada fuori tema anche se siamo su Fuoriregistro
Franco Labella - Docente di discipline giuridiche ed economiche e basta

 Giuseppe Aragno    - 16-03-2006
Com'è costume di buona parte dei rappresentanti di una destra che ha dimenticato la lezione di Croce, Einaudi e De Nicola, lei, ing. Capodanno, si riempie la bocca di leggi e di diritto, però replica ai fatti con opinioni e chiacchiere che si ascoltano dal barbiere. Stiiamo discutendo di coloro che lei, non io, ha eletto a maestri. Non serve girarci attorno: le sentenze passate in giudicato sono fatti e gli imputati, rei confessi e condannati, sono deliquenti. Non c'è nulla da aggiungere.


 Gennaro Capodanno    - 17-03-2006
Non rispodo a domande ovvie su fatti che sono noti a tutti. Sappiamo bene chi governa le giunte regionali dove vi sono per lo più coalizioni di centro-sinistra a partire proprio dalla Campania. E' ovvia l'influenza del dato che la riforma della scuola l'ha fatta un governo di centro-destra. Peraltro non c'è stata riforma importante negli ultimi cinque anni, dove le regioni potevano mettere il becco, che non sia stata impugnata dalla Regione Campania, a partire dalla legge sul condono edilizio. Ci sono problemi di visibilità a livello nazionale da parte di un personaggio che dopo una breve parentesi al governo nazionale è stato rispedito ai luoghi d'origine e che aveva invece ben altre ambizioni. Un personaggio che attraverso i mass media ha creato l'imagine di una Napoli virtuale che non esiste, come sanno bene i napoletani. Oggi egli è inviso ai suoi stessi compagni di partito, che sacrifica per fare spazio ad amici e parenti. Ultima chicca: l'attuale moglie è candidata al Senato in posizione di assoluta certezza per essere eletta. Neppure i tanto vituperati democristiani osavano tanto. Quanto alle famiglie degli studenti smettiamola di usarle come specchietto per le allodole di turno. Quanti dirigenti scolastici, dopo l'avvio del progetto d'innovazione e le conferenze di servizio dei direttori generali degli uffici scolastici regionali hanno informato i genitori degli allievi iscritti al primo anno della possibilità di optare per la sperimentazione della riforma, già da settembre prossimo? E quanti collegi dei docenti sono stati messi in condizione di potersi democraticamente esprimere? Si parla tanto di centralità degli allievi e delle famiglie ma poi alla fine decidono sempre gli stessi, un manipolo di assessori di cento sinistra che hanno il solo obiettivo di affossare la riforma, presumiblmente senza neppure conoscerla e solo per obbedire ad ordini di scuderia.

Gennaro Capodanno

 Gennaro Capodanno    - 17-03-2006
Ho troppa stima dei barbieri e dei loro clienti, tra i quali mi annovero, per pensare che le opinioni e le chiacchiere che si ascoltano nelle barberie hanno meno valenza di quelle che si possono ascoltare nei corridoi di Montecitorio. Di grazia quali sarebbero le sentenze passate in giudicato? Me ne elenchi qualcuna che riguardi i personaggi citati, perchè a me risulta il contrario che le sentenze sono state tutte assolutorie e che nessuno dei cosiddetti "maestri" abbia attualmente pendenze con la giustizia. Chi sono gli imputati rei confessi, condannati, che sarebbero delinquenti? Di grazia faccia i nomi, assumendosi le sue responsabilità, anche ai sensi dell'art. 595 del codice penale.


Gennaro Capodanno

 Giuseppe Aragno    - 17-03-2006
Rispondo e chiudo, Capodanno. Questa è una rivista seria, su cui scrivono persone serie, che si occupano di problemi seri. E veri.
Che dirle? Che le ho già risposto e lei non se n'è accorto? Penserebbe che mi ha fatto paura con la sua voce grossa e il codice penale. Glielo dico di nuovo, che problema c'è? Paolo Cirino Pomicino e Alfredo Vito. Il primo ha avuto 1 anno e otto mesi per il finanziamento illecito Enimont e ha patteggiato due mesi per corruzione (fondi neri Eni). Il secondo se l'è cavata con due anni e cinque miliardi restituiti per ventidue episodi di corruzione a Napoli.
In quanto ai barbieri, mi creda, i capelli li taglio anch'io ma, con tutto il rispetto, distinguo tra il Parlamento della Repubblica e una bottega d'artigiano. E' questione di maestri. Lei si è scelti questi, provi a dare uno sguardo. Qui naturalmente chiudiamo, Capodanno.

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 Anna Pizzuti    - 17-03-2006
Prof. Ing. Gennaro Capodanno: Vedi il problema è che il collegio dei docenti va deserto già da tre sedutre e non certo per gli argomenti all'ODG ma semplicemente perchè i docenti non partecipano più a questi rituali, - tali sono - visto che servono soltanto a certi estremisti di sinistra a far perdere ore in inutili e pretestuose discussioni, per rimarcare il loro atteggiamento livoroso nei confronti della riforma Moratti.

Questa frase mi era rimasta impressa nella memoria: io non so come funzioni il collegio della scuola del prof. ing. Ma so che, il collegio dei docenti non è un’assemblea. Conosco qualche regola (se il prof.ing. si fida) per cui so che il collegio dei docenti è un organo collegiale, che se ci si assenta bisogna giustificarsi come quando ci si assenta dalle lezioni. Interessandomi, inoltre, di tutto quello che concerne la riforma delle superiori proposta dal ministro Moratti ormai da anni, so anche che ben pochi sono stati i collegi dei docenti in cui essa è stata discussa, per non dire criticata.

Prof.Ing. Gennaro Capodanno: Quanti dirigenti scolastici, dopo l'avvio del progetto d'innovazione e le conferenze di servizio dei direttori generali degli uffici scolastici regionali hanno informato i genitori degli allievi iscritti al primo anno della possibilità di optare per la sperimentazione della riforma, già da settembre prossimo? E quanti collegi dei docenti sono stati messi in condizione di potersi democraticamente esprimere?

Considero perfettamente legittimo il fatto che il prof.ing. presenti una proposta di delibera sulla sperimentazione; anche in due o tre altre scuole d’Italia è accaduto. Quello che contesto è il suo modo di interpretare il decreto sull’innovazione

E' scritto nel decreto: L’ adesione al progetto è deliberata dagli organi collegiali di istituto secondo la normativavigente, con particolare riferimento all.art. 3 del D.P.R. n. 275/99. Gli istituti interessati devono preventivamente acquisire l'assenso delle famiglie degli alunni destinatari del progetto innovativo.

Io qui leggo che prima il collegio delibera, poi le famiglie vengono informate ed esprimono il loro parere. Un dirigente che - avendo ascoltato solo il direttore generale - prima convoca le famiglie, lascia decidere loro e poi convoca il collegio, su qualsiasi argomento, anche il più giusto, attenterebbe profondamente alla libertà di insegnamento.

Prof. Ing. Gennaro Capodanno: Di grazia quali sarebbero le sentenze passate in giudicato? Me ne elenchi qualcuna che riguardi i personaggi citati, perchè a me risulta il contrario che le sentenze sono state tutte assolutorie e che nessuno dei cosiddetti "maestri" abbia attualmente pendenze con la giustizia. Chi sono gli imputati rei confessi, condannati, che sarebbero delinquenti? Di grazia faccia i nomi, assumendosi le sue responsabilità, anche ai sensi dell'art. 595 del codice penale.

Solo per Cirino Pomicino. Trovato in rete. E correndo con gioia i rischi che il prof. ing. minaccia.

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Vorrei che il prof. ing. confrontasse i risultati della mia ricerca con i risultati di quella che ha condotto lui. E poi, se si rende conto della differenza, vorrei che chiedesse scusa.

 Fuoriregistro    - 18-03-2006
Nel segnalare, per doveroso completamento, alcune notizie relative all'onorevole Alfredo Vito:

http://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_Vito
http://it.wikipedia.org/wiki/Discussione:Alfredo_Vito
http://www.corriere.it/speciali/elezioni/stella13aprile.shtml

chiudiamo qui un thread che rischia di degenerare in sterili polemiche personali.