Dio, mio!...Peccato?
Arturo Ghinelli - 03-03-2006
La mia collega mi assicura di aver assistito, non vista, a questo dialogo tra alcuni nostri alunni di quarta classe, durante la pausa dopo il pranzo.

M. (figlio di testimoni di Geova): "Arturo crede nel mio Dio"
H. (figlia di musulmani): "No, ti sbagli. Arturo crede nel mio Dio"
R.: "Ma tacete voi che non sapete niente!
Anch'io credevo che Arturo fosse musulmano come me. Allora gliel'ho chiesto e lui mi ha detto che non crede in nessun Dio."

Era giÓ capitato con la classe precedente, quella dell'11 settembre, che fossero venuti da me due alunni per dirimere la querelle che era sorta tra loro sul fatto se io ero musulmano o cattolico.
Qualcuno mi ha fatto notare che ho fatto male a dichiarare il mio ateismo.

Poi ho letto l'intervista a Zapatero che alla domanda: "Lei crede in Dio?" ha risposto: " Ritengo che questo tipo di convinzioni appartengano alla sfera privata, e sento un grande pudore nel manifestarle pubblicamente. Un governante deve tener conto solo dell'interesse generale e rispettare le credenze religiose di tutti, al di lÓ della proprie".
E mi sono chiesto: anche un insegnante deve tener conto solo dell'interesse generale e rispettare le credenze religiose di tutti,al di lÓ delle proprie?
Non mi piace il "politicamente corretto". Preferisco essere sinceramente me stesso sempre, anche coi miei alunni. Commetto peccato?

Arturo Ghinelli, maestro di scuola pubblica.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Virginia Mariani    - 04-03-2006
Non credo che il politicamente corretto sia assenza, asetticitÓ o laicitÓ disinfettante.
Anch'io, insegnante di Lettere in una media statale, parlo e pure tanto di religioni, di Dio, della mia fede evangelica stimolando in ogni alunno/a la conoscenza della propria fede un certo senso critico... e faccio anche politica!
Non Ŕ peccato. E non perchŔ lo faccio io ma perchŔ il dialogo e il pluralismo non hanno mai fatto male e, anzi, sono auspicabili come cura da ogni male sociale e civile. Secondo me e in base alla mia esperienza.

 alessandra bizzini    - 05-03-2006
Dice Pennac, parlando di libri: "Amare significa far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo". Con i dovuti aggiustamenti credo che questo si possa estendere ad ogni ambito della nostra vita. Io non nascondo di essere cattolica, non sarei quella che sono se non avessi fatto questo incontro, e stimo e rispetto tutti quelli che si mostrano il vero volto, nell'unitÓ della loro persona.

 Bruna Sferra - maestra elementare    - 05-03-2006
Insegno in una quarta elementare, i miei alunni sono bambini ma anche per me si Ŕ posto il problema se dichiarare il mio ateismo. L'altro giorno alcune compagne discutevano animatamente se fosse pi¨ importante la prima comunione o il matrimonio. Non ne venivano fuori e alla fine si sono rivolte a me. Considerata l'etÓ, non ho potuto argomentare le mie convinzioni personali sui sacramenti e sul matrimonio religioso o civile. Ho semplicemente risposto che non sapevo dare una scala di importanza ma che per quanto riguarda il matrimonio l'essenziale era che nella vita di coppia ci fosse amore e rispetto reciproco. Una risposta poco soddisfacente tanto che la sostenitrice della comunione mi ha detto che una sua conoscente non Ŕ sposata ma ha fatto la comunione e "sta bene"...
A quel punto non ho potuto far altro che ricordare che esistono altre religioni , come del resto sanno perfettamente vista ormai la numerosa frequenza di alunni stranieri, e persone di mezzo mondo che non hanno fatto e non faranno la comunione e non per questo stanno male. Ho dovuto sottolineare l'importanza del rispetto verso le sceltre altrui senza considerare le proprie migliori.
Alcuni giorni dopo ho raccontato l'episodio al papÓ di questa bambina, insegnante di religione cattolica in una scuola statale.
Beh, mi ha contestato.... Secondo lui non avrei dovuto equiparare i credi religiosi ma sostenere il cattolicesimo!
Io che sono estremamente convinta che la scuola statale deve essere laica e che ritengo sbagliato che vi si svolga l'insegnamento della religione cattolica, anche se facoltativo, non ho che avuto la conferma di questa mia convinzione.

 oliver    - 08-03-2006
Sono d'accordo con tutti coloro che ritengono che la sfera privata annovera anche i propri credi. Rifiuto le etichette e le separazioni gratuite che non esistono, al di lÓ delle proprie appartenenze ognuno di noi pu˛ esaltare le relazioni con tutti senza porsi il problema del credere.