Za- Za
Ilaria Ricciotti - 28-02-2006
L'ho incontrata, come quasi ogni giorno, nella piazza che d'inverno è deserta ed affollata soltanto la domenica.
Za Za ha più di ottant'anni, ma a vederla non si direbbe proprio.
Occhi celesti. Capelli grigio chiaro. Viso sereno e da attenta osservatrice. Lei che è rimasta da diversi anni sola, cammina spesso per le strade del suo paesino, fermandosi qualche volta a scrutare il cielo, gli alberi, i fiori, le case, guardando per terra e scansando via qualche sasso, mentre è immersa nei suoi pensieri.
Più di una volta ho avuto l'onore di parlare con lei dei suoi tempi e di questi nostri tempi.

- Quante differenze! -esclama quasi con un po' di rammarico, quando ricorda il costo del pane, della carne, di tanti altri alimenti e soprattutto di come la vita ai suoi tempi veniva vissuta.

I prepotenti c'erano anche allora, ma avevano un ideale, più o meno consapevole, da sbatterti in faccia. Oggi l' ideale più gettonato è acquisire potere per se stessi.

- Non lo sento mio questo tempo! - afferma Za Za con delusione, ma anche con timore.

Sì è preoccupata di come stanno andando le cose . E' preoccupata per tutti quei giovani che non hanno lavoro, sogni, speranze ed ideali.
E' preoccupata per i pensionati come lei che stentano ad arrivare alla fine del mese.
E' preoccupata per le donne e gli uomini disoccupato o in cassa integrazione
E' preoccupata per i popoli di questo pianeta che ancora sperimentano sulla propria pelle la guerra, con i suoi drammi e le sue violenze.
La politica di un tal governo non piace proprio a Za Za che, pur non leggendo i giornali, si informa ascoltando la TV e soprattutto colloquiando con coloro che reputa persone più acculturate di lei, che ha frequentato soltanto la terza elementare.

- Che ne sarà di noi ? - mi chiede.

Iniziamo a parlare, a riflettere, a discutere e ad immaginare un eventuale ritorno di chi non ci piace.

- Se le cose continueranno ad andare avanti così, io emigrerò lontano - mi dice convinta. Pur pensando istintivamente la stessa cosa, preferisco rassicurarla, affermandole che gli errori insegnano e che sarebbe da stolti ripeterli.

- Ma i sondaggi affermano, dichiarano che ci sarà nuovamente un grande trionfo!

- E' una tattica - le dico.

Za Za sembra credere a ciò, e subito, per rafforzare questa tesi, mi dice che dobbiamo darci da fare, parlare con la gente e farle capire che, vista la situazione in cui ci troviamo, il cambiamento è necessario e fisiologico.

-Io non voglio lasciare questo mondo senza potermi ricordare che ci sarà una nuova primavera, dove potremo ricostruire una società più giusta, fondata sul lavoro, sul rispetto e sulla fratellanza tra i popoli!

Za Za crede fermamente a ciò che dice e le sue parole mi fanno tanta tenerezza, ma mi spronano anche ad agire in nome di quei valori che lei ha incontrato e per i quali ha lottato e che oggi facciamo fatica a vedere, a riesumare, a perseguire, a praticarli.
Za Za è una compagna che ha molto da insegnare a quanti ostentano saggezza, giustizia, onestà, ad personam.
Lei nella sua vita non ha perseguito interessi personali ma il bene, per gli altri, quelli meno coraggiosi di lei che hanno alzato la bandiera bianca dichiarandosi "vinti".
Za Za ha lottato e continua, come può a farlo. Lei non ha paura dei potenti, né di coloro che li seguono e che , da "bravi servi", per una manciata di denari in più, sono disposti anche a vendere la loro anima.
Grazie Za Za di esistere ancora, di essere d'esempio a quanti sono delusi, confusi, ma che non vogliono lasciarsi risucchiare dalle sabbie mobili dell'indifferenza e della clonazione!


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