breve di cronaca
Neanche una lira alle scuole private
Liberazione - 09-05-2002


Per la scuola pubblica come unica garanzia del diritto allo studio per tutte e tutti. Questo è il titolo del quesito referendario presentato alla Cassazione dal Comitato promotore composto dal Prc, dai Cobas, dalla Cub/RdB e da "Cambiare rotta" Cgil/Scuola.
Il quesito referendario, che fa parte del pacchetto di referendum sociali presentati o sostenuti dal Prc, è volto all'abrogazione parziale dei commi 1, 5, 9 e 15 e all'abrogazione dell'intero comma 13 della legge n. 62 del 10 marzo 2000, titolata "Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione", meglio conosciuta come legge di parità.

Con il quesito proposto viene chiesto di escludere le scuole paritarie private dal sistema nazionale di istruzione, che verrebbe così composto soltanto dalle scuole statali e da quelle degli enti locali. Le altre proposte di abrogazione intervengono su tutte quelle facilitazioni che la legge di parità prevede per le scuole private, dalla possibilità data loro di utilizzare il 25% del personale tramite prestazioni volontarie dei docenti, all'introduzione dei buoni scuola previsti nel comma 9 per finire con la richiesta di abrogazione della parte relativa ai contributi, erogati dallo Stato, per le scuole elementari parificate e la partecipazione, sempre con contributi pubblici, alla spesa per la realizzazione del sistema della scuola dell'infanzia privata.

Un quesito, quello presentato, all'apparenza molto tecnico ma che in realtà vuole soltanto ristabilire il rispetto della disposizione contenuta nell'articolo 33, III Comma della Costituzione e che può essere semplificato con lo slogan: neanche una lira alle scuole private sotto nessuna forma! Sta ora all'intero corpo del partito mobilitarsi per il raggiungimento delle 500mila firme necessarie per lo svolgimento del referendum e poi per l'abrogazione dei quesiti suddetti, i quali compongono il mosaico di quella che da sempre abbiamo definito la madre di tutte le controriforme intervenute nella legislazione scolastica e che ha aperto la strada al ministro Moratti, permettendole di sfondare ulteriormente rispetto alla privatizzazione e aziendalizzazione della scuola pubblica.


Walter Mancini




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