Si vota. Se il regime consente.
Giuseppe Aragno - 16-02-2006
Giriamoci attorno come vogliamo, demonizziamo il dissenso e ripetiamolo ogni volta che serve: così tu dai una mano a Berlusconi! Si può, tanto non costa nulla, e vincere si deve. Ad ogni costo.
Il dramma politico al quale assistiamo - spettatori impotenti sebbene ancora illusi di giocare ruoli da protagonisti - assume le sue reali dimensioni se, per vederci chiaro, uno si domanda: si vince, d'accordo, ma chi vince?
Fassino e Bertinotti hanno opinioni profondamente diverse sulla Tav. Mastella e Diliberto sono agli antipodi sulla politica estera e l'Irak li contrappone. Prodi e la Bonino sono su opposte trincee se si discute dei Pacs. Di Pietro e Pecoraro Scanio hanno idee diverse sulla Costituzione europea e in quanto alla scuola c'è chi corregge e chi abolisce, c'è chi come Boselli non vuol dare soldi al privato e c'è Rutelli che aprirebbe un conto intestato direttamente a Ruini.
Si vince, d'accordo. Ma chi vince?
Prodi insiste con accanimento: siamo tutti d'accordo. E gli si legge in viso ciò che pensa: non è vero, ma lo dico lo stesso, perché sono in una botte di ferro e se non volete correre il rischio di un regime, dovete affidarvi per forza alla mia armata Brancaleone.
E' questa la risposta alla domanda.
Chi vince? Ma è chiaro come la luce del sole: la democrazia!
La democrazia.
Se ciò che tiene insieme il centrosinistra è questo spauracchio di un nuovo fascismo - guardate che a destra c'è la reazione! - diciamolo allora: Prodi, Fassino, Bertinotti, Mastella, Diliberto, la Bonino, Di Pietro, Pecoraro Scanio, Boselli e Rutelli hanno posizioni contrapposte sulla Costituzione europea, sulla scuola, sulla Tav, sull'Irak, sui Pacs, su tutto, ma sono d'accordo sulla democrazia!
Se le cose stessero così, non sarebbe cosa da poco. E la domanda viene spontanea: ma come stanno realmente le cose?
Il centrosinistra, a differenza di Berlusconi, Fini e compagnia cantante, non ha uno che decide per tutti. No. Il centrosinistra fa assemblee, si riunisce nei teatri, distribuisce volumi di un programma nel quale non c'è accordo su niente, ma discute. Alla fine, si sa, se non trova l'accordo, decidono i segretari dei partiti.
E quando decidono?
Dopo le elezioni.
E se uno non ci sta?
Dipende. Se uno ragiona più o meno come Marco Ferrando ed esprime un'opinione che molti a sinistra condividono, ma non piace né a Prodi, né a Berlusconi, allora si capisce - viva la democrazia! - decidono Prodi e Berlusconi assieme: Marco Ferrando deve tacere!
D'altro canto, c'è un limite a tutto e, su temi marginali, la reazione raccolta attorno a Berlusconi può anche essere perfettamente d'accordo con la democrazia raccolta attorno a Prodi. Così accade da tempo su inezie come la resistenza armata di un popolo aggredito: quello è terrorismo. E si faccia silenzio. Reazione e democrazia cantano in coro sulla questione palestinese: chiunque critichi il sionismo è antisemita. Sui soldi alla scuole private c'è poco da dire, il mondo è cambiato, e in quanto alla Tav, è chiaro che va fatta: si tratta solo di decidere se pestare le popolazioni che si oppongono, se usare la diplomazia oppure, come suggerisce Bertinotti, trovare una terza via, che potrebbe anche essere quella equanime e bipartizan di pestare oggi e ricorrere domani alla diplomazia. Della Costituzione Europea non serve parlare: quella che abbiamo è certamente migliore di quella immaginata da Altiero Spinelli che ebbe vergognosi trascorsi comunisti.
Ora mi pare chiaro e si capisce. In questo quadro di forte contrapposizione, non si può esagerare. Quattrocchi è un eroe nazionale e tutti quelli che la pensano come Marco Ferrando sono complici dei terroristi assassini, sicché, per una evidente conseguenza logica, sono a loro volta "assassini".
Fini l'ha detto nobilmente e a chiare lettere, Berlusconi non ha esitato a dichiarasi d'accordo, Prodi s'è addirittura infuriato e Bertinotti non ci ha pensato due volte: sia immediatamente depennato dalle liste dei candidati.
Due schieramenti alternativi ma complementari. La maggiominoranza o, se volete, la nuova democrazia: un regime, ma bipolare.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Maria Raiola    - 16-02-2006
Si capisce benissimo che tu sei di destra. Non dico che questo sia un reato, però non capisco perché ti nascondi. Non sarebbe più onesto dichiararlo apertamente?

 Emanuela Cerutti    - 17-02-2006
Purtroppo quello che sostiene Aragno è una verità che fa male: la coalizione prodiana, dunque il ventaglio del centrosinistra, è un mare vasto dentro il quale è difficile riconoscere la propria parte, per via della mediazione, o dell'obbedienza, che si è resa necessaria. Difficile soprattutto per chi pensa che l'obbedienza non sia necessariamente una virtù e che la democrazia debba essere innanzitutto convivenza vera tra parti e non gioco di comodo. Che è quello che, secondo me, accade dentro l'Unione per esempio a proposito della Tav, che non sta nel programma, dice Bertinotti, e ha ragione, io non l'ho trovata. E se Prodi affermava ieri "faremo la Tav doalogando con i cittadini" non sta esattamente obbedendo al suo stesso programma, lo sta interpretando. E va bene che lui è il capo, pugno d'acciaio in guanti di velluto, ma non è valido lo stesso. Certo, anche Bertinotti si trova con gatte da pelare non indifferenti: le anime diverse e la capacità di permettere la loro pubblica esistenza. E certo che se non si fosse stati in campagna elettorale forse la polemica con Ferrando non avrebbe avuto gli stessi toni. Sta di fatto che da una parte c'è la coerenza con gli ideali di un partito che non ha vita facile perchè propone sfide alte, dall'altra il bisogno di poter essere dentro un eventuale governo per permettere la presenza di una voce alternativa, dalla terza, terzo innegabile incomodo, la libertà di opinione. Un'opinione che in molti, appunto, condividono ed un'opinione che si fa in fretta a mistificare per evitare di fare i conti col suo senso profondo: ma che ci stiamo a fare in Iraq? Per quanto riguarda la Palestina consiglio un film a sua volta bipartizan ma illuminante: Private, di Saverio Costanzo. Per capire come in effetti sia difficile trovare vie d'uscita: e solo il non rinunciare, il non cedere ad un ricatto, potrebbe essere forse la soluzione.

 Grazia Perrone    - 17-02-2006
Si vede che sei di destra scrive Maria Raiola e non posso fare a meno di ricordare - la Storia, per chi non la conosce, è destinata a ripetersi ... ahimé! - che quest'accusa costituiva l'elemento principe usato dagli stalinisti - nella Spagna del 1936 - per criminalizzare prima ed eliminare (fisicamente!) dopo gli oppositori politici.

Il tutto con la fattiva "collaborazione" di Togliatti e Longo (tanto per rimanere in casa nostra e per citare personaggi noti al ... grande pubblico) che - dalle retrovie - guidavano le "squadracce" - cosiddette - rosse incaricate di liquidare - con un colpo alla nuca - gli oppositori e i dissidenti politici.

Oppositori e dissidenti politici - è opportuno rammentarlo - che erano stati "preventivamente" e ripetutamente calunniati (senza diritto di replica) sui "giornaletti" di partito

Anarchici della CNT, trotzchisti del POUM e socialisti rivoluzionari come - un nome fra tutti - George Orwell.

Tutta "gente di destra" ... secondo l'acuta analisi politica di Raiola Maria.


 Antonio Monarca    - 20-02-2006
Io nella vita sto sempre all'opposizione, faccio parte sempre di una minoranza. Tuttavia preferisco più una maggiominoranza, che è comunque espressione di una democrazia, anzichè una oligarchia, cioè, governo di pochi. Mandiamo a casa Berlusconi, e poi ne discutiamo.

 ilaria ricciotti    - 21-02-2006
condivido ogni parola di Monarca.
Basta con un simile governo, non ne possiamo più! E' ora che si respiri un'altra aria, meno pesante e più frizzantina. E' ora che mettiamo da parte diatribe e ci uniamo per raggiungere questo obiettivo. E' un'occasione che non possiamo perdere.

 Pirandello    - 21-02-2006
«Ma se è tutto qui il male! Nelle parole! Abbiamo tutti dentro un mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non c’intendiamo mai!»

 oliver    - 21-02-2006
Esimio scrivente Lei è il solito autolesionista, la sinistra ne annovera milioni. Abbiamo bisogno di cose concrete non di sogni. Immagina di non poter votare per cambiare questa situazione ammesso che succederà, prova a pensare alla violenza e alla demagogia messa in campo da chi ci ... Prodi è una persona vera che nella peggiora delle ipotesi ridarà all'Italia un minimo di dignità. Sii più possibilista. Oliver

 ilaria ricciotti    - 21-02-2006
Dal libro PRIMARIE DE L'UNIONE
prove tecniche di comunicazione
(Mediamonitor Europa)
si legge il seguente titolo:
"Io partecipo, io scelgo, io governo".
"Questo, come è scritto, è stato il motivo conduttore della campagna di comunicazione dell'Unione per le Primarie 2005.
Lo slogan è stato proposto e discusso in numerosi incontri dal gruppo di ricerca universitario Mediamonitor, composto da studenti e studiosi di eterogenea appartenenza politica".
Penso che questi preliminari non siano assolutamente comuni alla destra, così come penso anche che essere cittadini oggi, più di ieri, voglia dire criticare per costruire e modificare, e non criticare per distruggere, o peggio ancora per fare di un' erba un fascio. La destra non è uguale al centro sinistra e penso non potrà mai confondersi con essa. Se ciò dovesse accadere vorrebbe dire che la Democrazia e con essa la Libertà verrebbero cancellate da un governo dittatoriale.

 Isa    - 23-02-2006
Se si accetta la critica, bisogna anche accettare che qualcosa si deve distruggere.
Vorrei chiedere a Oliver quali sono i suoi sogni, e cosa, nelle parole scritte da Aragno, ritiene non sia vero.
Io penso che da quando ci sono in campo due schieramenti politici, le ripettive politiche non cambino di molto.
Credo che il passaggio di eminenti personaggi da uno schieramento all'altro lo dimostri chiaramente, e che la gente faccia fatica a capire bene cosa distingue, dal punto di vista programmatico, la destra dalla sinistra.
Se nemmeno esistesse una sinistra più radicale, spiegatemi quale differenza potrei trovare tra Casini e Rutelli, tra Tabacci e Bersani.
Ho sempre pensato che non avrei voluto morire da democristiana, intendendo con quel termine quel modo di fare sempre colluso al potere, di protezione del proprio posto, di manovre, di mediazioni al ribasso, di ipocrisie, di centroindistinto che significa andare bene a tutti, ben sapendo che se si va bene a tutti c'è qualcosa che tocca.. eppure proprio da sinistra ci stanno ri-trasportando proprio lì, nel magma del centro, facendo alleanze con politici che dicono tutto e niente.. dov'è un programma progressista chiaramente alternativo a quello di destra? dove ?
Che significato ha l'arrivo di Fisichella al centrosinistra?
Non è lui, un uomo di destra?
Non ha fondato An dalle spoglie del Msi?
Non sarà mai un uomo di sinistra o di centrosinistra.
I suoi problemi di relazione e di contenuti di programmi li doveva far nascere dalla sua parte.
Accettare Fisichella nel cs significa forse che le nostre politiche sono ANCHE di destra?
Lo capite lo sconcerto e la sensazione di sentirsi franare un poco la terra sotto i piedi della base?
Con tutto il rispetto per Fisichella .. ma è nella sua casa di destra che deve stare, lui è di destra.

E' vero anche abbiamo personaggi che sono meno degni di rispetto di Fisichella, qua a sinistra.. eccerto, a forza di prendere dentro tutti siamo diventati un gruppo che non sa che politica fare.. Mastella che dice che appena saranno approvati i pacs farà saltare il governo, dietro lui andranno personaggi della sua stirpe.. della scuola pubblica non ne parliamo, della Riforma Moratti nemmeno, della revisione del Concordato con conseguente rivalsa di uno stato laico, chissà..
i nostri programmi potrebbero essere controfirmati anche dal centrodestra .

Ma non voglio rinunciare a partecipare alla cacciata di Berlusconi , anche se ancora non so bene quale partito della coalizione del centrosinistra voterò..
Non mi sembra di avere mai vissuto un momento così difficile e pericoloso per la democrazia e per i diritti... basta questo, per ora.. anche se avrei voluto che mi chiedessero il voto per tutte le indicazioni del post precedente di Aragno, di cui condivido sempre il dolore e la rabbia nel dover esternare cose difficili da dire, perchè rivolte alla propria parte politica..

Chiedetemelo il voto, se volete, ma non perché state cercando l'accordo con i popolari per annacquare la Bolkestein e la liberalizzazione dei servizi. No, chiedetemelo perché siete convinti che vada abolita. Chiedetemi il voto perché, figli della Resistenza, riconoscete come partigiano chi combatte contro popoli aggressori e, tornati alla Costituzione, ripudiate la guerra, vi impegnate a non finanziare in alcun modo le scuole private che vi siete inventate pubbliche e paritarie. Chiedetemi il voto perché siete disgustati della privatizzazione dell'acqua, perché abolirete non solo la Bossi Fini, ma la Turco Napolitano, perché siete convinti che non c'è una finanza rossa ma il capitalismo che sfrutta e semina disperazione e morte. Non mi chiedete il voto mentre siete realisticamente seduti sul treno della Tav e vi accingete a ripetere l'impresa del Titolo V.

Caro Aragno, nulla è più complicato della sincerità..

Isa


 Silvana Strazzera    - 23-02-2006
Caro Giuseppe, condivido in gran parte i tuoi disincanti verso il mondo della politica, ma voto sinistra da quando "ho avuto l'età" per votare e credo fermamente che l'Italia abbia un futuro solo a sinistra; perciò invito TUTTI a stringerci intorno a Prodi (l'unico che possa attirare anche i voti dei centristi) ed evitare le polemiche. Mostrare agli elettori una coalizione divisa e lacerata all'interno è puro autolesionismo! Ci sarà modo e tempo di trovare accordi sensati e condivisi più tardi, quando avremo vinto le elezioni! e poi... lo dico sottovoce... "i panni sporchi si lavano in famiglia". Ciao, Silvana

 Gennaro Capodanno    - 16-03-2006
Il mio auspicio è invece che Berlusconi vinca queste elezioni. Sappiamo tutti che Prodi non rappresenta affatto i moderati e che dietro di lui, che alla fine, come per il passato, verrebbe, in caso di vittoria, impallinato, c'è tutta la vecchia nomenclatura dell'ex partito comunista pronta ad assumere la guida del Paese. Diffidate gente, diffidate...Una signora polacca mi raccontava cosa è successo da loro quando i comunisti sono andati al potere e, peraltro, chi conosce la storia queste cose le sa bene. Garantiamo a noi stessi ed a nostri figli la possibilità di vivere in un paese veramente democratico e non ripetiamo l'errore di mandare al potere quei partiti che dopo anni di oppressione sono stati cacciati dagli stessi paesi dell'est europeo, dove hanno creato guasti inenarrabili.

Gennaro Capodanno

 Isa    - 19-03-2006
Ricevuto via mail :

"Il tuo cuore è libero, abbi il coraggio di seguirlo".

( Braveheart - cuore impavido)
..

Li abbiamo tollerati per cinque anni.

Per la prima volta in Italia, dai tempi della Costituzione, un governo e' rimasto in carica per tanto tempo assicurando - purtroppo - al Paese una sciagurata "stabilità".

Il danno arrecato è grave: danno economico,
politico, istituzionale, etico e di costume.

Abbiamo tollerato per cinque anni l'urto della tracotanza, l'onta dell'insipienza, lo sfoggio volgare della ricchezza e l'abuso spudorato del potere.

Abbiamo tollerato per cinque anni il saccheggio del patrimonio di famiglia, lo sconquasso dei conti pubblici, lo sfascio della giustizia, il sopruso e l'onta delle leggi fai per te.

Mentre l'economia languiva, la competitività rovinava, il potere d'acquisto di molta parte delle famiglie si tramutava in necessità di rinuncia, ebbene il capo del governo inalberava un imbelle ottimismo di maniera per darla a bere ai gonzi.

La legislatura, finalmente, è giunta al termine.
Basta tollerare.
Ora si tratta di batterli.
Non un errore. Nessuna ingenuità.
Colpo su colpo. Nessun compromesso. Nessuna esitazione. Non una crepa.
Basta con 'autolesionismo e con gli intrighi di bottega.

Voglio ricominciare a vivere libero, in un Paese libero e solidale, non più in una giungla di sgomitanti e di furbastri.

Voglio parole con accenti sinceri, non lusinghe o velate minacce.

Voglio sorrisi aperti e franchi, non smorfie melliflue su facce di cartone.

Non un errore.

....................................................................

Per Capodanno .

..p.s. in un Paese libero e democratico l'informazione deve essere libera e indipendente.
In questi ultimi giorni si è visto chiaramente com'è l'informazione dell'era berlusconiana.
Vergogna.. e lo denuncia anche il cdr di rai1.
Io non vorrei mai vivere in un paese in cui mi si nasconde la verità.
Invece mi ci ritrovo.
Faccia lei, e ora dichiari che siamo in un Paese libero.
Per avere la garanzia di vivere in un paese veramente democratico bisogna dire BASTA a chi mette il bavaglio all'informazione..