La sindacalista e la maestra
Maurizio Balsamo - 09-02-2006
Sandra Coronella ha scritto: "Ho letto in rete la lettera di Patrizia Tanda, che diverse persone fanno circolare, evidentemente condividendola.
E' una cosa che mi stupisce e che non capisco."



Sono tra coloro che condividono il contenuto di quella lettera e trovo assolutamente inaudito che una sindacalista (Sandra Coronella) si scagli contro un'insegnante piuttosto che tentare di comprenderne le buone ragioni.
Patrizia, come molti di noi, è stata tra quelli che hanno creduto che le primarie fossero un esperimento di democrazia partecipativa e non uno strumento impropriamente utilizzato per legittimare il leader della coalizione di centrosinistra.
Patrizia, come molti di noi, ha creduto che la Fabbrica del Programma fosse anche un tentativo di e-democracy attraverso i dibattiti e i contributi on line. Ma, ahimè, anche lì in alcuni casi i messaggi vengono filtrati. Il sito di Prodi si è guardato bene dal pubblicare la sua lettera...
Patrizia è una maestra, Sandra una sindacalista. Sarebbe logico pensare che Sandra, piuttosto che stupirsi di ciò che scrive Patrizia, dovrebbe cercare di interpretare e di tradurre in azione sindacale il disagio degli insegnanti che in questi anni hanno subìto minacce ministeriali e prevaricazioni dirigenziali . Eppure...(questo sì che stupisce e molto!) la nota sindacalista "bacchetta" la maestra con un intervento che sembra più da politico che da sindacato, etichettandola sostanzialmente come un'intransigente radicale.
Io francamente trovo del tutto legittime e giustificate, per nulla estremiste, le richieste contenute nella lettera di Patrizia.
Cosa c'è di strano se una maestra vuol sapere se l'anno prossimo, in caso di vittoria dell'Unione, ci sarà o meno il tutor o il portfolio o se saranno ripristinati i Programmi preesistenti?
Cosa c'è si strano se un insegnante si sente raggirato da chi propone solo interventi correttivi della legge 53 senza prevederne l'abrogazione e senza nemmeno spiegare chiaramente di quali interventi si tratta ?
Cosa c'è di strano se non è affatto convincente la cosiddetta gradualità dettata dalla necessità di evitare un vuoto legislativo?
Semmai è vero il contrario:
Ammesso che venissero abrogati i decreti attuativi, mantenendo in vita la legge 53, avremmo una "legge scheletro" che ha già prodotto effetti (in primis la cancellazione del consolidato modello scolastico pre-esistente), senza operatività alcuna. Questo sì che determinerebbe il paventato vuoto legislativo!
Un'ultima considerazione...sulla quale invito i lettori a riflettere:
come mai in questi giorni abbiamo letto interventi in favore della linea emendativa della Riforma  per lo più da parte di dirigenti e ispettori ministeriali, mentre da parte degli insegnanti si registra una diffusa esigenza di partecipazione democratica alle scelte che riguardano la scuola, testimoniata dalla fervida attività del Movimento che ha  prodotto la Legge di iniziativa popolare per una buona scuola della Repubblica ?
Come mai si moltiplicano in questi giorni iniziative a favore dell'abrogazione che vedono cinvolti oltre a numerosi cittadini e cittadine, anche autorevoli esponenti del mondo della cultura e della società civile? Cito a titolo di esempio la proposta di legge del comitato di Firenze fermiamo la Moratti o l'appello online per l'abrogazione promosso dal Foruminsegnanti.it .
La risposta sta proprio nella lettera di Patrizia, che ha ragione ad indignarsi nel leggere i Programmi dei partiti, i quali sembrano ispirati più che a dar voce, o quantomeno ad ascoltare il mondo della scuola , ad imporre il punto di vista della classe dirigente politica, sempre più distante da chi la scuola la fa.
E il sindacato da che parte sta?
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