Ad invadere il campo non Ú solo la Moratti
Gianni Gandola, Federico Niccoli - 07-02-2006
Ci Ŕ capitato in passato di parlare su scuolaoggi.org di "sconfinamenti sindacali" nel campo dell'autonomia. Ne abbiamo, purtroppo, un altro eloquente esempio nella nota che la Flc Cgil di Milano ha inviato alle RSU (e "per conoscenza" ai dirigenti scolastici...).
La Flc milanese, dopo aver illustrato l'ordinanza del TAR del 1 febbraio 2006 che sospende alcuni punti della CM 84/2005, nella nota, intitolata "Portfolio: come volevasi dimostrare", si chiede cosa devono fare ora i Collegi. E risponde senza indugi: 1) non compilare sulla scheda di valutazione la parte relativa alla religione cattolica ma predisporre un allegato aggiuntivo 2) sospendere ogni forma di utilizzo del portfolio e 3) ripristinare le modalitÓ di valutazione e di comunicazione con le famiglie deliberate nel POF. E fin qui nulla di strano, essendo coerenti queste indicazioni con quanto disposto dal TAR.
Ma subito dopo la Flc aggiunge: "Vi ricordiamo inoltre che, relativamente alla valutazione del "comportamento dell'alunno", come negli anni passati, Ŕ opportuno che sia esplicitato in maniera descrittiva nei quadri conclusivi del menzionato documento (rilevazione degli obiettivi formativi)."

Ora, si potrebbe discutere a lungo su dove e come valutare il comportamento degli alunni all'interno della scheda e se sia meglio la forma descrittivo-narrativa piuttosto che la definizione di alcuni indicatori, validi per tutti (ad es."rispetto degli altri, rispetto delle diversitÓ, rispetto dell'ambiente, rispetto delle regole della scuola, ecc."), ma prima ancora c'Ŕ una questione di metodo (il metodo Ŕ quasi sempre sostanza dell'agire!) che ci fa sembrare francamente non accettabile il suggerimento.
Riteniamo, infatti, che nessuno ha il diritto, se si vuole rispettare l'autonomia didattica e organizzativa delle scuole nei fatti e non solo a parole, di "spiegare" ai collegi dei docenti la presunta esatta modalitÓ di compilazione di documenti di valutazione, che Ŕ di competenza esclusiva ed inalienabile degli organi collegiali delle scuole.
L'autonomia Ŕ un "oggetto fragile" da maneggiare con cura. Non esiste un'autonomia a responsabilitÓ limitata. Tra l'altro l'indicazione sindacale non c'entra con quanto scritto e disposto nell'ordinanza del TAR (la sospensiva Ŕ limitata a due questioni precise: la tutela della privacy nel portfolio e la valutazione dell'IRC, non altro..!). Per noi "nessuno" significa che l'invasione non Ŕ consentita - nelle materie di esclusiva competenza degli organi collegiali di scuola - nÚ al Miur, nÚ ai Sindacati nÚ ai dirigenti scolastici : costi quel che costa !

In questa fase tutti quelli che, pur con diverse impostazioni, ritengono estremamente negativo per il mondo della scuola il dilettantismo e l'improvvisazione del Ministro e dei suoi consiglieri debbono battersi per allargare il fronte del dissenso e della proposta. Invece di promettere utopiche palingenesi purificatrici, si potrebbe, ad esempio, accogliere e sottoscrivere la sollecitazione del Forum Nazionale delle Associazioni scolastiche (che va dall'ADI al CIDI, all'ANDIS, all'UCIIM fino ai DIESSE e alla DISAL) che con un coraggioso comunicato segnalano "l'incapacitÓ del legislatore di produrre sugli organi collegiali territoriali e interni alle istituzioni scolastiche una normativa coerente con le innovazioni introdotte con l'autonomia e con i nuovi ordinamenti della scuola. Temi come quelli della partecipazione, della ripartizione dei poteri e delle responsabilitÓ e della governance del sistema educativo d'istruzione e formazione sono inseparabili da un disegno riformatore responsabile e costituiscono le condizioni di contesto necessarie per la sua attuazione"

Gianni Gandola, Federico Niccoli
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