Dopo la sentenza del Tar sul Portfolio
Vittorio Delmoro - 06-02-2006
Cari Capo, Criscuoli, Cosentino, e mo' come la mettiamo?

Perché interpretare il ruolo di alti dirigenti del ministero come puri sottoposti, va bene; va bene anche agire con la paura della spada di Damocle dello spoils system sulla testa (chi il coraggio non ce l'ha, non se lo può dare...); ma mi pare che voi siate andati un tantino più in là e il servizio di faq (novità appena inaugurata sul portfolio) ne costituisce palese dimostrazione.
In questi anni elementi concreti sul pasticcio legislativo riassunto sotto il nome di riforma Moratti erano emersi a bizzeffe : commi di legge in contrasto con la normativa vigente, forzature interpretative, contenzioso istituzionale fra Enti riconosciuti; il tutto in una corsa contro il tempo, che faceva strame della democrazia rappresentativa e rendeva la maggioranza al ruolo di maggiordomo del capo.
Contro tutto questo si era sollevata la voce del popolo della scuola, in difesa del ruolo pubblico e statale dell'istruzione, in difesa delle regole, in difesa della democrazia; ma al ministero avevano provveduto ad innalzare un muro contro questi concetti, così da rendersi impermeabili a garanzia di un pensiero unico e totalitario.
Nel frattempo le batterie ministeriali hanno sputato fuoco e fiamme : contro le bugie di fonte sindacale, contro le interpretazioni di parte, contro i pronunciamenti di Organi e pezzi di Stato come il CNPI; nel frattempo orde di funzionari con mandato ministeriale hanno imperversato per le scuole italiane, con l'intento di portare il verbo della nuova scuola fino nei Collegi più refrattari; hanno pontificato su leggi e rispetto delle leggi, su deontologia professionale e dovere di aggiornamento, sulla scuola europea e la carta di Lisbona; hanno minacciato sanzioni per i disobbedienti e promesso favori ai consenzienti.
Si sono distinti in questo lavoro ispettori e dirigenti regionali, un nome su tutti, Lucrezia Stellacci; hanno voluto mettersi in evidenza agli occhi del capo, mostrarsi devoti e riconoscenti (per il posto); hanno sposato una causa, come se non fossero sempre stati uomini e donne di scuola, come se prima d'ora non avessero affrontato le questioni a partire dalla quotidianità; si sono fatti trascinare dall'ideologia che tutto sovrasta, quando il capo impone il proprio potere.
Che ne sarà di voi, da oggi in poi?
So che ne avete viste tante e che avete fatto l'abitudine ai cambi di cavallo; qualcuno sarà pure diventato esperto in trasformismo, pronto ad ossequiare il nuovo capo, chiunque esso sia. Qualcuno si starà guardando in giro e preparerà le pratiche per la pensione; qualcun altro invece si darà forsennatamente alla campagna elettorale per mantenere la poltrona a tutti i costi.

Fischia il vento... Ancora pochi mesi...

In questi frangenti la voglia di vendetta sembra prendere il sopravvento; per quanto ci avete fatto soffrire; per i giorni e giorni passati a studiare le vostre nefandezze, nel tentativo di trovare elementi per resistere (e altroché se ne abbiamo trovati!); per le inimicizie, i contrasti, i conflitti che si sono creati fra colleghi, fra insegnanti e dirigenti, fra genitori e genitori; per il degrado in cui avete ridotto la scuola italiana, senza soldi, senza risorse, senza futuro.
Ci avete distolto dall'essenza del nostro lavoro, che è la quotidianità del rapporto con gli alunni; ci avete costretto ad uscire dalle aule e dalle scuole, ad urlare nelle piazze, a far giocare questo insolito gioco anche ai nostri alunni e ai loro genitori. Ci avete reso spettatori al limite dell'impotenza dello smantellamento pezzo a pezzo di quanto di buono avevamo costruito in carriere trentennali; avete tentato di produrre il danno più grande che un insegnante possa subire : farci odiare la scuola.
I giornali riportano la notizia del gran numero di pensionamenti fra i colleghi; di molti siete responsabili voi!
Qualcuno come me è rimasto, pur potendo andarsene; per provare ad opporsi, per consegnare ai futuri colleghi una scuola in cui sperare, per non lasciare solo macerie.
La sentenza del TAR che sospende la circolare sul portfolio è la prima bella notizia da quattro anni in qua : fa bene al morale, rafforza le motivazioni per resistere, restituisce valore al tanto impegno profuso e fa ben sperare per il futuro.
Un futuro che si vorrebbe privo di alti funzionari ministeriali con la scimitarra in pugno per separare i buoni dai cattivi; un futuro con ispettori e dirigenti rispettosi degli insegnanti e magari disponibili più ad ascoltare che a pontificare e minacciare; un futuro in cui la scuola possa disporre delle risorse finanziarie ed umane per tornare a svolgere il ruolo che le spetta.
Ma in questo frangente non posso evitare di prendere in considerazione i dirigenti delle scuole, quelli che forse hanno subito più di tutti la cosiddetta riforma Moratti. Siamo ai primi di febbraio, praticamente tutti hanno già stampato o stanno stampando le nuove schede di valutazione, schede con dentro il riquadro riservato alla religione cattolica, quella che la sentenza del TAR sanziona.
Che farete ora, poveri voi dirigenti, così ligi ai dettami ministeriali, così ossequiosi verso i capi del ministero, così preoccupati che le vostre schede rispondano ai bollini blu ministeriali anche nelle virgole?
Manderete al macero le schede stampate e vi affretterete alle modifiche, magari posticipandone per forza maggiore la consegna ai genitori?
Constaterete di non avere più il becco d'un quattrino per tornare indietro e lascerete le schede immodificate, ancorché illegali? Confiderete sul buon cuore delle vostre RSU e di qualche insegnante disobbediente presente nel vostro Collegio, affinché non vi denunci? Comincerete un frettoloso giro delle sette chiese per recuperare (magari con sponsor) i soldi necessari ad una nuova stampa?
Poveri voi dirigenti! Molti dei quali - devo dire - se lo meritano!
E' la giusta mercede per chi ha voluto imporsi al proprio Collegio, per chi ha minacciato, per chi ha ignorato ogni richiamo al buon senso, per chi ha messo l'ideologia e la scelta di campo a presidio del proprio ruolo.
Che soddisfazione per noi, additati fino ad ora con dispregio dai dirigenti di quasi tutta la provincia, per essere l'unica scuola in cui non s'applica la riforma (il portfolio); che soddisfazione per la nostra cara dirigente che, pur timorosa per le minacciate sanzioni, non ha mai cessato di attenersi alla volontà espressa dal Collegio Docenti e da un sempre più raro atteggiamento di ascolto.
Nelle prossime settimane abbiamo in programma alcuni incontri in cui discutere proprio del portfolio; grazie al TAR li trasformeremo in occasioni per approfondire questioni molto più pregnanti.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 elena    - 12-02-2006
e che dire di quello che succede nella maggior parte delle scuole dellla provincia di chieti i cui dirigenti non si sono posti nemmeno il problema di modificare la scheda?

 Gianfranco Scialpi    - 12-02-2006
Vittorio, ti sei fatto prendere dall' entusiasmo iconoclasta.
Il T.A.R. non ha sospeso un bel nulla!!!
Ha accolto il ricorso solo su due aspetti del Portfolio: l'inserimento della valutazione dell'IRC nel documento di valutazione e e la sezione C lettera b "consigliata ma non obbligatoria".
Come certamente sai il Portfolio consta di tre sezioni A e B ( obbligatorie) e C a ( autopresentazione) non toccate per nulla dal giudizio del T.A.R. del lazio e dalla
Ti faccio un promemoria delle parti del Portfolio contenute nella c.m. 84/05:

Sezione A ( obbligatoria a struttura predefinita e non modificabile)
[b]a.dati anagrafici
b.documento di valutazione
c.attestato di ammissione alla classe successiva
d.certificazione delle competenze
e.consiglio di orientamento[/b]

Sezione B ( obbligatoria a struttura libera)
[b]a.registrazione delle osservazioni sistematiche del bambino (scuola dell’infanzia)
b.documentazione significativa delle attività educative e didattiche svolte dall’alunno
c.documentazione dei processi di maturazione personale dell’alunno e osservazioni dei docenti
d.modalità di partecipazione/autovalutazione dell’alunno
e.modalità della cooperazione delle famiglie al processo educativo dell’alunno[/b]

Sezione C ( consigliata e a struttura libera )
a.autopresentazione e/o presentazione dell’alunno
b.biografia con narrazione delle esperienze significative dell’alunno. (
Trai tu le conclusioni dando un valore in percentuale alla parte rispetto al tutto.
Con la nota del 9 febbraio, Il Miur è stato costretto a ritirare il certificato delle competenze. E questo è avvenuto grazie a chi si è impegnato a capire e a depotenziare la Riforma dal di dentro. Queste persone impegnate dal di dentro hanno invaso i computer di Viale Trastevere con delle lettere di protesta, nelle quali si denunciava l'incompetenza degli estensori di quel documento che pensavano di "prendere in giro" le scuole con delle pseudocompetenze, accompagnate da criteri di valutazione assolutamente poco scientifici.