breve di cronaca
Allagata una scuola, sospetti di boicottaggio
Il Nuovo - 06-05-2002
ROMA - Non era facile provocare un danno così ingente. Tre piani allagati, impianto elettrico in panne, registri distrutti. Resterà chiuso per almeno una settimana uno dei tre plessi dell'istituto statale "Antonietti" di San Paolo. Cinquecento studenti saranno costretti a rifugiarsi nelle altre due sedi e a fare lezione nel pomeriggio, in un momento cruciale dell'anno scolastico. Colpa dei soliti balordi che speravano di usufruire di qualche giorno di vacanza supplementare? Potrebbe essere, ma le modalità dell'irruzione e della devastazione hanno fatto sorgere il sospetto che dietro il raid ci possano essere altri interessi.

Quando il bidello ha aperto la scuola, si è messo le mani nei capelli. Tutto allagato, tre piani invasi dall'acqua. I balordi avevano aperto i bocchettoni d'emergenza e svuotato tutto il serbatoio. Avevano preso gli estintori e versato la schiuma in aule e corridoi. Avevano puntato il getto contro le centraline e mandato in tilt l'impianto elettrico. Un lavoro da professionisti: per fare irruzione nella scuola erano saliti dalle scale antincendio e avevano forzato le uscite di sicurezza. Sono intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti del commissariato San Paolo. Il preside ha avvisato la Provincia e incaricato una ditta per riparare il danno: ci vorranno almeno cinque giorni per rendere agibile la scuola. Il plesso di via della Vigne ospita 500 alunni dell'istituto per periti aziendali e corrispondenti linguistici e del liceo linguistico. Gli studenti saranno costretti a fare lezione negli altri due plessi, sede di altri 460 alunni.

"Siamo obbligati a fare il doppio turno - spiega la preside, Elena Lancia - Bisognerà arrangiarsi, ma ho ricevuto la massima collaborazione da docenti e alunni". E' la prima volta che l'istituto, uno dei più grandi di San Paolo, si trova ad affrontare una emergenza del genere: anche la sala professori è stata allagata e i registri di classe sono inutilizzabili. All'inizio dell'anno, qualcuno aveva sparso a terra i vermi, ma quella volta nel giro di poche ore la situazione era tornata alla normalità. "Questa volta il danno è molto più ingente - sostiene la preside - Allora fu una bravata degli alunni. Provammo a scoprire il colpevole: una multa di 5 mila lire a testa, se non saltava fuori il responsabile. Nessuno degli studenti volle collaborare".

Allora furono i ragazzi, questa volta qualche dubbio c'è. "Questa è stata una devastazione cruenta, è difficile credere che siano stati gli alunni - sostiene la presede - Anche la squadra della ditta di manutenzione, che ha una certa esperienza, mi ha detto che, secondo loro, non sono stati i ragazzi". Il sospetto è che si tratti di un'azione di boicottaggio da parte di qualche istituto privato, compiuta in un momento cruciale dell'anno scolastico. "Io non sono nelle condizioni di accusare nessuno - spiega la preside - ma denuncio un clima di destabilizzazione della scuola pubblica. I licei linguistici statali sono ancora pochi e danno sicuramente fastidio a qualcuno. Sono preside di questa scuola da 18 anni e, soprattutto negli ultimi anni, sono costretta a combattere contro un clima di sospetto. Qualche anno fa, ad esempio, un liceo privato della zona mandò una lettera al provveditore nella quale contestava il fatto che una scuola pubblica potesse usare la denominazione di liceo linguistico. E' assurdo".

Chiunque sia il colpevole, è ormai raro che i week-end passino senza episodi di devastazione. Lunedì scorso toccò alla preside di una scuola dei Parioli mandare tutti a casa. Prima ancora a scuole di Axa e Casalpalocco. "Soprattutto gli istituti più grandi avrebbero bisogno di sistemi di allarme adeguati - afferma Lancia - Noi abbiamo lo abbiamo chiesto alla Provincia da due anni e mezzo. Senza risultato".




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