breve di cronaca
Terzo settore in vetrina
Il Manifesto - 04-05-2002

Non profit è un marchio indelebile, che per molti versi ha anticipato perfino la critica alla globalizzazione. Da sette edizioni, infatti, rinnova la pacifica occupazione della Fiera con Civitas ovvero il crocevia della galassia del volontariato, del terzo settore, della cooperazione, dell'ecopacifismo e del servizio civile senza patria. A maggio, Padova diventa così la capitale di un mondo che quotidianamente valorizza le ragioni del cuore e produce ricchezza senza prezzo. Cittadini che non si accontentano dello stato di cose e che privatizzano soltanto la socialità. Uguali e diversi, fedeli ed eretici, tecnologici e francescani, conservano tutti almeno un buon motivo per rimettersi sempre in gioco sulle tracce di un'utopia che a Civitas trova la sua naturale condivisione.

E se Giulio Andreotti riempie la sala principale dialogando di «Giustizia e pace oggi» con il cardinal Van Thuan, non passa inosservata nei padiglioni Danielle Mitterand che nel pomeriggio è intervenuta al convegno sulla conferenza mondiale per lo sviluppo sostenibile di Johannesburg. Telecamere e ressa di giornalisti per i politici, come sempre. Francesco Rutelli si concede ecumenico e ineffabile, improvvisando una visita «presidenziale» agli stand con particolare attenzione a quelli che sfogliano la Margherita. Prima, insieme ad un Piero Fassino che a stento trattiene gli sbadigli, aveva elencato per un paio d'ore le buone ragioni dell'Ulivo replicando a distanza al ministro Rocco Buttiglione e all'esercito di «governatori» della Regione.

Ma Civitas con la sua «piazza» regala soprattutto la concretezza della società che fa guadagnare spazio alle idee condivise, insinuandosi fra i limiti del pubblico e la miopia del privato. Nei 25 mila metri quadri della Fiera di Padova espongono 330 realtà dell'universo di quel terzo settore che si è guadagnato un posto di rilievo nel listino della borsa che quota l'«altro mondo possibile» invece delle bolle dei profitti globali. Così si può investire in Ecor, che da San Vendemiano (Treviso) distribuisce prodotti biologici e biodinamici in tutta la penisola. Oppure calcolare con le Acli l'Ise, l'indicatore della situazione economica equivalente, quello che consente alle famiglie un accesso agevolato ai servizi di pubblica utilità. Ma anche sostenere il «progetto Asolo donna» dell'associazione Luca Passi che si preoccupa dei casi di anoressia e bulimia.

A Civitas il volontariato è anche di frontiera come con il gruppo di don Luigi Ciotti che «Libera» pezzi di Sud dalla mafia e ricicla nel territorio i beni confiscati ai boss. O con l'Osservatorio sui Balcani che da Rovereto non disperde il decennale patrimonio di legami e punta ad una «ricostruzione sostenibile» dell'economia dell'Est, al contrario delle 7.203 aziende venete che hanno preso d'assalto la Romania. O con il coordinamento delle cooperative calabro-campane che nella piana di Gioia Tauro come a Vietri sul Mare offre una preziosa attività nel settore sociale.

Certo, non mancano le istituzioni (dalle Università alla Presidenza del consiglio, dalla Chiesa ai loghi aziendali) con allestimenti scintillanti e materiale informativo in carta patinata. Tuttavia il movimento dei visitatori si concentra naturalmente dove più diretto è l'impegno civile. Banca Etica, da questo punto di vista, batte ogni concorrenza proprio perché ha saputo dimostrare che perfino il denaro ha un conto corrente in solidarietà trasparente. E da Padova scattano anche nuove campagne internazionali di civiltà: sull'acqua come bene comune; «Diamanti insanguinati»; la difesa della legge 185 «contro i mercanti di morte». Senza dimenticare l'impegno a favore di «Sbilanciamoci» nella spesa pubblica od il sostegno ad Amnesty International che invoca l'abolizione della tortura.

Stamattina Civitas riapre i battenti alle 9 con il convegno di «Libera» dedicato alla lotta alla mafia dal significativo titolo «Occhi aperti per costruire giustizia». Ma si discuterà anche di finanza etica, volontariato, donne e cooperazione, servizio civile. E gli operatori del terzo settore incontrano i parlamentari che intendono misurarsi con una «lobby democratica e popolare per lo sviluppo sociale». Nel pomeriggio, invece, l'atteso intervento di padre Alex Zanotelli al dibattito sulla trasformazione dei conflitti.

Domani cala il sipario con la tavola rotonda dedicata ai progetti di solidarietà nel territorio (con Tom Benetollo, presidente dell'Arci, Emanuele Alecci del Movi e Nicoletta Dentico di Medici senza frontiere), con la mobilitazione sul «caso Argentina» da parte delle onlus e con lo spettacolo di Marco Paolini «Racconto per Ustica» (alle 16 in sala Carraresi). L'edizione 2002 di Civitas si concluderà con due iniziative in sintonia con lo spirito del terzo settore: quella della «rete» del commercio equo e solidale in Palestina e la campagna per l'adozione internazionale dei figli dell'«altro mondo».

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 Rolando A. Borzetti    - 04-05-2002
dal notiziario speciale Civitas 2002:
- Un invito all’impegno, alla coerenza e al coraggio d’azione. È
risuonato forte l’accorato appello di questa mattina di don Luigi Ciotti,
presidente nazionale di Libera, intervenuto a “Occhi aperti per costruire
giustizia: temi e proposte per un impegno antimafia”, il convegno promosso
da Libera, l’associazione nata nel 1995 per la lotta alle mafie e per l’
educazione alla legalità e alla giustizia.
Un coordinamento quello di Libera di oltre mille associazioni appartenenti a
campi, aree e interventi sociali differenti e presenti in tutto il
territorio nazionale (proprio di questi giorni l’adesione delle 250
associazioni del CNCA). «Una realtà che cresce – ha sottolineato don
Ciotti -, consapevole e responsabile delle parole che usa per denunciare l’
illegalità, l’ingiustizia, l’usura, il traffico di persone e di denaro
sporco... un lungo elenco che fa capire come il termine “mafie” coinvolga
tutti, non solo i problemi di Sicilia o Calabria, di Campania o Sardegna.
Dal Nord al Sud “le mafie” sono le realtà incuranti della democrazia, della
partecipazione alla vita dello stato da aprte dei liberi cittadini».
Libera terra, Libera sport e Libera scuola sono organizzazioni nate per
operare nell’educazione alla legalità e alla giustizia, aiutando soprattutto
i giovani a scegliere i valori che contano, capaci di garantire a tutti pari
dignità. Nel 1999 fu siglato un protocollo d’intesa con il ministero della
pubblica istruzione per effettuare percorsi formativi nelle scuole tra gli
studenti. «Libera aveva chiesto al ministero anche la possibilità di
svolgere corsi di aggiornamento e formazione sulla giustizia per gli
insegnanti – ha spiegato don Ciotti -. E siamo felici di dire proprio a
Civitas che l’associazione è stata considerata idonea da parte della
commissione ministeriale per l’accreditamento ai corsi per gli
insegnanti».