breve di cronaca
Sperimentazione del 2° ciclo. Che cosa dice il decreto
Tuttoscuola - 31-01-2006
"Tuttoscuola" e' in grado di anticipare i contenuti del nuovo decreto ministeriale sulla sperimentazione del secondo ciclo che partira' tra 7 mesi. Il testo e' stato firmato dal ministro Moratti, come da lei stessa annunciato domenica 29 a margine della terza conferenza di Catania sullo spazio euromediterraneo, ed e' destinato a gettare olio sul fuoco delle polemiche tra il governo nazionale e le Regioni, che dopo aver chiesto e ottenuto lo spostamento della data d'avvio della riforma al 1° settembre 2007, vengono ora "by-passate" da questo provvedimento.
Ma vediamo cosa prevede il decreto ( la bozza in allegato ).

TIPO DI PROGETTO: si tratta di un "progetto, in ambito nazionale, concernente l'introduzione di innovazioni riguardanti gli ordinamenti liceali e l'articolazione dei relativi percorsi di studio, come previsti dal decreto lgs n. 226/2005". Da notare che il DM parla di "innovazioni", non di sperimentazione, e che esse possono essere anche parziali.

DESTINATARI: gli allievi delle prime classi delle attuali scuole secondarie superiori e quelli delle prime classi dei percorsi sperimentali di istruzione e formazione.

CONTENUTO: le innovazioni "si caratterizzano come laboratori di ricerca, di approfondimento e di analisi sugli aspetti connessi ai profili ordinamentali delle otto tipologie liceali" previste dal citato decreto, compresi i percorsi di "campus" (vedi sotto).

CONDIZIONI DI FATTIBILITA': sono necessari il consenso dei genitori, la delibera di adesione al progetto da parte del Collegio dei docenti, l'autorizzazione del Direttore Generale dell'ufficio scolastico regionale, l'inserimento del progetto nel Piano dell'Offerta Formativa della scuola. Le innovazioni possono essere anche parziali o limitate a "singoli profili ordinamentali". Gli istituti devono operare "nell'ambito delle risorse professionali, strumentali e finanziarie a disposizione", comprese le risorse acquisibili in ambito regionale e i finanziamenti mirati a livello nazionale, previsti in bilancio.

CAMPUS: "le istituzioni scolastiche impegnate nel progetto innovativo, in particolare quelle con percorsi liceali articolati in indirizzi, gli istituti professionali e le strutture accreditate dalle Regioni, ove sono attivati i citati percorsi di istruzione e formazione professionale, possono raccordarsi tra loro sul piano logistico ed organizzativo, costituendo insieme un centro polivalente denominato 'campus' o 'polo formativo'". Come si vede, sono esclusi i licei generalisti (classico, scientifico, linguistico, delle scienze umane e musicale-coreutico).

SUPPORTO: il progetto innovativo "e' sostenuto e assistito da strutture di supporto, consulenza e monitoraggio di livello locale e nazionale".


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 Anna Pizzuti    - 31-01-2006
"Sembra sempre che la democrazia debba
risorgere dalle ceneri
" (Silvio Berlusconi,
commentando la lettera del Presidente della
Repubblica sulla par condicio - riportata da
Gianluca Luzi, La Repubblica, 29 gennaio 2006)

La voce dal sen fuggita del cavaliere mi è venuta in mente fin dal primo dei “visto che precedono il decreto sul Progetto Nazionale di Innovazione . Ho comunque raccolto l’invito del Ministro e sono andata …. a vedere.


Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca



VISTOil D. Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, concernente il testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione relative alle scuole di ogni ordine e grado, dice il Ministro, dimenticando che molti dei punti essenziali di questo decreto, riguardanti l’Istruzione secondaria, sono stati abrogati dal suo, di decreto, sul secondo ciclo;

VISTO l’art.21 della Legge 15 marzo 1997, n. 59 e successive modificazioni: è l’articolo sull’autonomia scolastica, e mai come in questo decreto citazione fu più infelice, considerato che al comma 9 l’articolo stabilisce che “A tal fine, sulla base di quanto disposto dall'articolo 1, comma 71, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono definiti criteri per la determinazione degli organici funzionali di istituto (abrogati nel 2001), fermi restando il monte annuale orario complessivo previsto per ciascun curriculum e quello previsto per ciascuna delle discipline ed attività indicate come fondamentali di ciascun tipo o indirizzo di studi (proprio il contrario di ciò che il decreto vuole in qualche modo anticipare)”;

VISTO il regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, emanato con D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 , e, in particolare, l’art. 11(….): un visto piuttosto stiracchiato, perché le iniziative di cui parla l’articolo citato, sono, essenzialmente, quelle attuate in tutti questi anni, che già avevano innovato gran parte dell’istruzione secondaria e che il decreto sul secondo ciclo cancella del tutto (si pensi al corso per programmatori negli Istituti tecnici, ad esempio);

VISTA la Legge 10 marzo 2000, n. 62, recante “Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all’istruzione ”: è un evidente appello alle beneficiate del Miur che, a modo loro, e per gratitudine, faranno numero, tra gli istituti che – a dire del Ministro - anelano ardentemente all’innovazione;

VISTA la Legge 18 dicembre 1997, n. 440, riguardante l’istituzione del fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi: ancora una volta, è dal fondo di istituto – che ormai ha toccato, veramente, il fondo - che si vanno ad attingere i finanziamenti;

VISTA la Legge 28 marzo 2003, n. 53 , contenente delega al Governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale : una legge meglio nota come legge Moratti, dal nome del Ministro che, con questo decreto, ne smentisce clamorosamente l’articolo 1, comma 2, che recita: i decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, (….)sentita la Conferenza unificata;

VISTO il Decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59 , concernente la definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione ; e qui non si capisce proprio cosa bisogna andare a vedere; probabilmente questo visto serve a riempire il posto vuoto del “Visto il parere della conferenza unificata ” che non è stato proprio espresso;

VISTO il Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 : siamo all’umorismo involontario, considerato che il decreto richiamato è quello che specifica i compiti delle Regioni in tutte le materie, compresa la scuola;

VISTO il Decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 recante “norme generali ed i livelli essenziali delle prestazioni relative al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione a norma dell’art. 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53” (…): arriviamo al paradosso totale, VISTO che in quel decreto è scritto a chiare lettere che non si attueranno sperimentazioni;

CONSIDERATO che numerose istituzioni scolastiche nell’esercizio dell’autonomia loro riconosciuta si sono proposte per l’attuazione di percorsi di studio coerenti con le nuove previsioni ordinamentali dei licei e in grado di rispondere ai bisogni formativi emergenti, anche riferiti a contesti territoriali specifici : il Ministro si identifica con Vittorio Emanuele II, che non poteva essere “insensibile al grido di dolore….

RITENUTOche le richieste avanzate dalle scuole possano essere tradotte e trovare assetto sistematico attraverso un progetto di innovazione, in ambito nazionale; la chiave, sta tutta in quel “trovare assetto sistematico” che rivela il vero obiettivo di tutta l’operazione: fare il possibile (e l’impossibile) perché qualcosa di questo decreto resti; con la speranza (infondata?), magari, che gli antiabrogazionisti del centrosinistra diano poi il colpo di grazia

SENTITO il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, che ha espresso il proprio parere nella seduta del 15 settembre 2005: sentito, ma non ascoltato, considerato che il parere, anche quello della maggioranza del Consiglio – se pure in maniera ambigua - si concludeva con la richiesta di rinviare la sperimentazione;

VISTI i DD.MM. 28 dicembre 2005, con i quali, in applicazione del comma 1 lettere a, b e c dell’art. 27 del dlvo 17.10.2005, n. 226, sono stati definiti, rispettivamente, le tabelle di confluenza dei previgenti percorsi di istruzione secondaria superiore nei percorsi liceali previsti dal medesimo decreto legislativo; (….) nessun link a questi decreti è stato possibile, in quanto, oltre a non essere mai stati pubblicati, non hanno neanche un numero

CONSIDERATO , pertanto, che ricorrono le condizioni di cui al comma 4 dell’art. 27 del più volte citato decreto legislativo n. 226/2005 per l’attivazione delle innovazioni richieste dalle scuole nell’ambito della loro autonomia ……. Il Ministro Decreta


 dal sito del Miur    - 03-02-2006
Dipartimento per l'istruzione
Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici

Circolare n. 11
Prot. n. 848


Destinatari

Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali
LORO SEDI
Al Sovrintendente scolastico per la Provincia di
BOLZANO
All'Intendente scolastico per le Scuole in lingua tedesca
BOLZANO
All'Intendente scolastico per le Scuole delle località ladine
BOLZANO
Al Sovrintendente scolastico per la Provincia di
TRENTO
Al Sovrintendente agli Studi per la Regione autonoma della Valle d'Aosta
AOSTA
Ai Centri Servizi Amministrativi
LORO SEDI
e, p.c. Al Gabinetto del Ministro
SEDE
All' Ufficio Legislativo
SEDE


Roma, 1 febbraio 2006

Oggetto: Decreto di attuazione del progetto di innovazione, in ambito nazionale, ex art. 11 del D.P.R. n. 275/1999 - Istituti di istruzione secondaria superiore.

Si trasmette il D.M. 31 gennaio 2006, n. 775 con il quale, aderendo alle numerose richieste pervenute dalle scuole, è stato elaborato un progetto di innovazione, in ambito nazionale, ex art. 11 del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, rivolto agli istituti di istruzione secondaria superiore che volontariamente decidono di aderirvi.

Si trasmettono, altresì, i decreti ministeriali 28 dicembre 2005, concernenti le tabelle di confluenza dei percorsi di istruzione secondaria previsti dall'ordinamento previgente nei percorsi liceali di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 e di corrispondenza dei relativi titoli di studio in uscita, nonché l'incremento fino al 20% della quota dei piani di studio rimessa alle istituzioni scolastiche, nell'ambito degli indirizzi definiti dalle Regioni in coerenza con il profilo educativo, professionale e culturale dello studente in uscita dai percorsi liceali.

Le SS.LL. vorranno trasmettere i documenti sopra indicati alle istituzioni scolastiche, invitandole ad elaborare, su base volontaria, i propri progetti di innovazione da presentare a codesti Uffici scolastici regionali.

Si confida nello sperimentato spirito di collaborazione.

IL DIRETTORE GENERALE
- Silvio Criscuoli -

Allegati

Decreto ministeriale 28 dicembre 2005 relativo alla quota del 20%

Decreto ministeriale 28 dicembre 2005 relativo alle tabelle di confluenza dei percorsi

Tabelle di confluenza dei percorsi - Tabelle di corrispondenza dei titoli di studio

Decreto Ministeriale n. 775 del 31 gennaio 2006