Brescia, studenti denunciati per l'occupazione
redazione scintilla - 27-01-2006
Tredici studenti del liceo classico "Arnaldo" di Brescia sono stati denunciati dalla vicepreside e da due genitori per aver occupato la scuola (insieme ad altri trecento) lo scorso ottobre, nel contesto della mobilitazione studentesca nazionale contro la "riforma Moratti" e il ddl sullo status giuridico dei docenti universitari. Gli studenti del collettivo politico sono accusati di invasione e occupazione di suolo pubblico, violenza privata, interruzione di pubblico servizio con l'aggravante per aver commesso il fatto in più di dieci persone. È la seconda volta in tre anni che la vicepreside del liceo, offuscata da un irrefrenabile astio nei confronti della componente studentesca, denuncia alla polizia gli studenti che si mobilitano contro la gestione autoritaria e indecente della scuola. La prof. Fumagalli non sembra preoccuparsi di avere un ruolo istituzionale e scavalca le decisioni del Collegio mettendo in difficoltà il Preside - di cui dovrebbe essere collaboratrice e vicaria - che al contrario non ha mai pensato di sporgere denuncia. Due anni fa la risposta della magistratura era stata più che chiara: nella sentenza di archiviazione del gip si precisava che i fatti denunciati non costituivano reato. Ciononostante per la seconda volta gli studenti si sono visti recapitare gli avvisi di garanzia per gli stessi capi d'imputazione rispetto ai quali erano stati assolti da neanche un anno.
La vicenda si sta sviluppando a livello politico, anche per la presenza, nella lista dei querelanti, di nomi che riportano la memoria collettiva alla strage di Brescia (28 maggio 1974), strage in cui, tra le otto vittime, non possiamo non ricordare una delle insegnanti del liceo, cofondatrice della CGIL Scuola.
Le Rsu di CGIL e CISL della scuola si sono schierate contro le denunce - tra l'altro questa occupazione ha visto la partecipazione e l'appoggio di molti insegnanti e dei sindacati - pubblicando questo documento:





Studenti, genitori e alcuni insegnanti si stanno muovendo e stanno interpellando il mondo politico, i sindacati, i giornali, per evitare che denunciare i propri studenti mentre esercitano il sacrosanto diritto all'azione politica possa diventare una prassi che si ritiene in qualche modo educativa. Intanto il collettivo politico degli studenti sta richiedendo a gran voce che la vicepreside venga sollevata dall'incarico.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 prof. Stosolobbedendoagliordini    - 27-01-2006
Hanno fatto bene a denunciarli! Questi sfaticati non hanno proprio niente di meglio da fare che occupare e stare a bivaccare nelle nostre scuole! Ma noi insegnanti dobbiamo andare avanti col programma, noi siamo lavoratori, abbiamo una laurea, non siamo qui a perdere tempo! Il mondo del lavoro aspetta persone qualificate e di buon senso che sappiano rispettare i ruoli e le regole...e poi, scusate dove la mettiamo la LEGALITA'? E' importante, dobbiamo insegnare la legalità, se serve con le cattive.
Ma sì, in fondo chi se li caga quattro scalmanati che magari non vanno neppure bene a scuola? Pensare che alcuni di loro "hanno già avuto esperienze negative in altri istituti della città..." altri sono pure minorenni...a scuola! a studiare! Altro che la politica...che poi anche noi insegnanti siamo contro questa riforma, anche il sindacato, ma l'occupazione, no no no no, ragazzi, non c'era proprio bisogno di questa forma di protesta così violenta, così sanguinaria...per non parlare degli anni scorsi quando addirittura occupavate contro il Collegio Docenti! tz tz tz , non sta bene! Cosa avevamo fatto di male? Ma sì, in fondo quello che abbiamo sempre fatto, i porci comodi nostri. Io non ho mica tempo di studiare, come dite voi, io devo lavorare. Noi non abbiamo tempo di aggiornarci, di rifelttere sul perchè delle bocciature, di ascoltare i documenti degli studenti, di dialogare con il mondo di fuori, teniamo famiglia, teniamo figli! Diventerete anche voi adulti...

(emanuela aiuto! perchè nessuno commenta e nessuno dice niente? significa che la nostra collaborazione è proprio un fallimento?)

 Giuseppe Aragno    - 28-01-2006
Non sono Emanuela, ma penso di poterlo dire: il silenzio è spesso un commento. Di silenzio si cerca di far morire da sempre le belle intelligenze critiche e dissenzienti con idee alternative. Se ci pensate, ci sono silenzi terribilmente eloquenti. Si tace talvolta sperando di indurre al silenzio: non abboccate all'amo e non misurate dai commenti la qualità della vostra collaborazione. Non entro nel merito, ma credo di capirvi e sto dalla vostra parte. Questo però conta poco. Importa che date battaglia per cose in cui credete: è un evento sempre più raro. Bene, quindi. State in linea, tenete la posizione e, se potete, guardatevi le spalle. E' di là che tante volte giunge il colpo più pericoloso.

 Emanuela Cerutti    - 28-01-2006
E' il diventerete adulti la chiave: non è facile crescere mantenendo da una parte intatti i sogni e dall'altra coerente il senso di realtà. Ed il trucco, credo, sta nella comunicazione da non interrompere: voi ci aiutate in questo, perchè siete quello che non siamo (più) noi e viveversa. E poi la lettera della RSU che ci avete regalato è un documento prezioso, una delle cose più belle che io abbia letto negli ultimi tempi. Un pò come il rimettere ordine nella scala dei significati e delle prospettive di un mestiere difficile.
Il messaggio più importante che ci date è possiamo insieme costruire una scuola che sia di tutti e di ciascuno. E, aggiungo io, prima che sia tardi, prima che, come accade non lontano dall'Italia, si debbano fare i conti le proprie responsabilità educative. Non credo che le denunce possano costruire relazioni diverse: se ne possono sporgere kilometri senza toccare il cuore del problema, dunque indurre cambiamenti. E' sul cambiamento che proponete, ma che dentro la scuola, oggi, chiede a gran voce spazio, che occorre scommettere e lasciarsi interrogare. Quindi nessun timore, concordo con Aragno. E fateci sapere gli sviluppi della situazione, parti politiche e sindacali comprese.

 ilaria ricciotti    - 29-01-2006
Condivido quanto scritto dalle Rsu CGIL e CISL dell'Istituto scolastico, soprattutto quando esse sostengono che "la scuola che vogliamo è una scuola che rischia e scommette". Questo pensiero dovrebbe essere un obiettivo di tutte le scuole italiane da trascrivere come titolo nel POF .
A questo punto vorrei fare una proposta da estendere ai vari insegnanti, genitori, studenti e dirigenti che leggono questa rivista:
dichiaramo e facciamo pervenire ai vari leader dei due schieramenti politici l'esigenza di raggiungere questo traguardo.
A voi ragazzi auguro di continuare ad amare il sapere, la libertà e di fare in modo di non essere mai strumenti a servizio di nessuno!


 francodore    - 29-01-2006
neanche io sono Emanuela, ma condivido del tutto le considerazioni svolte nel commento di Giuseppe Aragno; non credo necessario il "repetita" ma, se indispensabile, aggiungerei l' esortazione che fece il Presidente Ciampi ai giornalisti tempo fa ed estendibile anche a tutti coloro che sono docenti per vocazione : "...... tirate su la schiena !! ..... " da rammentare in ogni momento. Mi spiace per la brutta esperienza subita dagli alunni e per il cattivo esempio che spesso danno gli adulti in materia di intolleranza; coraggio, purtroppo talvolta la vita ci porta davanti al giudice anche se non colpevoli, il peggio passerà senza perdere il diritto alle proprie idee !!!

 Roberto.    - 09-02-2006
Innanzitutto vorrei fare i complimenti a prof. Stosolobbedendoagliordini: ottimo intervento, in perfetto stile da professore di liceo frustrato e ignorante (e magari dell'Arnaldo, eh?? mi sembra di notare l'endemica stizzosità). Vorrei solo dire che fra quegli "sclamanti", che "nessuno li caga" (però, ha studiato a Oxford?) e "magari non vanno neanche bene a scuola" non troppo tempo fa c'ero anch'io, e rispondo pienamente all'identikit. Ora, all'università, ho la media del 29 e sono stato 3 anni in uno dei collegi d'eccellenza del MIUR. All'università ho potuto rendermi conto dell'ingnoranza becera di tanti professori avuti al liceo (non tutti, ne ho avuto uno straordinario), che non capiscono niente di chi gli sta davanti e godono nel tiranneggiare (con quel poco di patetico potere che hanno) ragazzini di 14 anni, che non hanno gli strumenti per difendersi. E' la gente come lei che fa fallire la scuola italiana, complimenti.

 come il cristo anch'io    - 14-02-2006
Beh, va bene tutto, va bene che l'occupazione, che la politica, che gli studenti, che invece i professori, va bene anche che i presidi da parte loro... beh! Ma si arriva a certi punti che... ah, proprio no! si va a finire male qui! Pensate che al Parini gli occupanti si sono presi pure a spintoni con gli studenti che volevano FARE SCUOLA! Ma dico io, ma dove siamo finiti?! a Montecitorio!!?
Comitato-Moderatamente-per-la-Pace-e-la-Serenità-di-Concentrazione-nelle-Scuole-non-Confessionali-Ma-Però-Rispettose-di-Certe-Cose-EH!

 riccardo fenizia    - 29-10-2006
Ritengo importante impegnarsi e agire per il bene comune, avere il coraggio di rischiare di sbagliare, meglio che essere ignavi. E' giusto far sentire ai ragazzi che si desidera un mondo migliore lottando insieme a loro, ma è altrettanto giusto rispettare gli altri e le altre opinioni per cui penso che l'occupazione di un edificio pubblico sia un caso davvero estremo perchè viola i diritti di genitori, di altri cittadini, di altri studenti e docenti della scuola e non a cui pure appartiene quel bene. Perciò è doveroso che ciascuno si assuma con coraggio le sue responsabilità...fino in fondo. Infatti, se commetto un reato per compiere un gesto dimostrativo e poi vengo protetto come un bambino irresponsabile e giocherellone da magistrati e genitori compiacenti e mammoni, senza fare neanche un giorno di carcere significa vanificare il gesto dell'occupante quasi come se nulla fosse accaduto, come il capriccio di un bambino incapace. Penso che ciascuno di noi sia libero e responsabile ed è bene che agli atti seguano le consenguenti responsabilità indipendentemente dalle opinioni politiche. Non è giusto che magistrati e docenti comunisti si facciano scudo degli studenti per far protestare contro ciò contro cui essi dovrebbero protestare e...alla fine nessuno ha fatto nulla perchè il docente ha preso lo stipendio, il magistrato se ne è lavato le mani con una scontata e banale archiviazione azzeccagarbugli di manzoniana memoria, il bambino viziato è stato graziato...e tutto a posto come se niente fosse accaduto....nessuno è responsabile di nulla...tutti contenti. Così non vi può essere alcun progresso umano nè sociale nè civile nè di consapevolezza. Vorrei aprire un dibattito costruttivo in un campo complesso...ci vuole lealtà anche nella lotta politica tra avversari. Questa è una riflessione...che intende proseguire con umiltà davanti a problemi difficili, non vorrei offendere nessuno perchè ho stima anche di chi pensa diversamente.