Strategie intelligenti e scatole cinesi
Giuseppe Aragno - 23-01-2006
Gli ispettori scolastici, sostenitori della scuola paritaria di berlingueriana memoria, si danno da fare. Maurizio Tiriticco, ad esempio, sembra essere ora il nuovo portavoce dei DS e si prende su serio, com'è storica tradizione degli ex comunisti poi cosisti uno e due, pidiessini e diessini, aspiranti unioninisti, presi da palpiti centristi e segrete tentazioni papiste.
Gli tocca - glielo impone il ruolo - dimostare equilibrio, dote sopra tutte plecara se fai l'eco a un partito che per anni ha cercato di accreditarsi quale forza di maggioranza, anche a costo di mostrare una debolezza estrema nel far l'opposizione. Non sarebbe, a ben vedere, una facile impresa, ma le cose vanno bene, dacché la forza reale della maggioranza in carica incarna una debolezza tanto grave e palese, che anche la più debole opposizione può apparire una forza di governo grande e matura.
S'usa di questi tempi puntare molto, o tutto, sull'immagine - che è la moderna maniera di vendere fumo - e su questo terreno la sfida è reale, sicché va dato a Cesare ciò che a Cesare tocca. Al portavoce, in questo caso, tocca riconoscere che, se ha fumo da vendere, lo vende bene. Ha una scuola che ha contribuito a sfasciare - con la sua parte politica s'intende - eppure non si direbbe. Le chiacchiere, vendute bene, producono dividendi da favola e non venitemi a dire che anche questa è finanza arrischiata.
E' vero, unico è il Signore, ma il verbo nuovo al momento è a sinistra e gli ex comunisti, poi cosisti presi da tentazioni papiste, hanno tra i loro iscritti i quattro evangelisti. Di regola si va per assiomi e l'ispettore è maestro: ciò che dico è vero perché è evidente e quindi indiscutibile. Sta alla base della dimostrazione e non importa se la base della dimostrazione è ciò che occorrerebbe dimostare.
E' nato così il nuovo decalogo, le leggi delle tavole dettate per la scuola italiana.
Primo. Berlinguer è il signore Dio tuo. Non avrai altro Dio all'infuori di lui e la riforma Moratti non è una riforma ma una cosiddetta riforma.
Secondo. Cancellare sostanzialmente la legge delega 53 e tutti i decreti delegati che ne sono seguiti, circolari applicative e documenti allegati. Riscriveranno poi tutto seguendo la stessa filosofia, gli ex comunisti poi cosisti uno e due, pidiessini e diessini, aspiranti unioninisti., presi da palpiti centristi e segrete tentazioni papiste. La legge di Dio è la Bolkestein
Terzo. E' verità di fede: la Moratti non ha fatto scelte personali. Ha solo messo in piedi un dispositivo che prima era seduto e riposava in una società complessa.
Quarto. E' evidente che il Parlamento con le leggi non c'entra niente. Di leggi nelle società complesse si occupa tutt'al più il Governo.
Quinto. Qualunque governo, di destra o di sinistra, voglia adottare oggi una qualche iniziativa legislativa, non può che procedere secondo le ferree regole delle approssimazioni successive che si completano e si definiscono strada facendo una dopo l'altra.
Sesto: A coloro che domandano quante siano le approssimazioni successive che occorrono per mettere in piedi un dispositivo che sta seduto e riposa in una società complessa e, soprattutto quanto tempo occorra, siano impartite diecimila lezioni sullo spirito delle leggi di Montesquieu, da cui deriva la saggezza politica degli ex comunisti poi cosisti uno e due, pidiessini e diessini, aspiranti unioninisti., presi da palpiti centristi e segrete tentazioni papiste.
Sesto. Un governo non è obbligato a presentare un programma ma una strategia. La strategia sarà intelligente per definizione. L'elettore deve sapere che il mondo d'oggi è un insieme di scatole cinesi. Andiamo incontro ad una seria minaccia gialla.
Settimo. E' nata una fenomenologia nuova rispetto alla nostra tradizione legislativa e il nuovo titolo V della Costituzione è il precedente da cui partire per riscrivere la Costituzione. Se lo dicono le destre bisogna gridare allo scandalo e far balenare lo spettro del colpo di Stato. Se lo dicono gli ex comunisti aspiranti unioninisti., presi da palpiti centristi, e segrete tentazioni papiste, occorre adunarsi in piazza, formare folle oceaniche e dire che questa è la nuova democrazia.
Ottavo. Di governance e di government è fatta la Scuola Nuova. Chi non lo capisca sia trattato come Giordano Bruno.
Nono. Poiché tutti i giorni dell'anno, senza remissione di peccato, si devono confrontare più decisori, sotto il profilo istituzionale, politico, amministrativo, i tavoli decisionali si succederanno a iosa e la stessa materia oggetto di riforma di fatto verrà disaggregata in più submaterie. Ciò non riguarderà solo l'istruzione, ma anche il lavoro, la giustizia, la sanità, i lavori pubblici.
Decimo. Quello dei tavoli sarà un lavoro immane e andrà riconosciuto. I tavoli, sono il futuro della democrazia avanzata Ogni tavolo una partita, ogni partita un interesse, ogni interesse un accordo. Tutti gli accordi sono sottoposti ai tavoli. Si possono sostituire i tavoli. Le leggi mai.


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 Enrico    - 29-01-2006
Evviva la tua intelligenza,
Questi signori vorrebbero che tutti portassimo il cervello all'ammasso.
La tua sintesi è significativa. La sintesi di questi signori si chiama contorsionismo (basta guardare le loro facce e il loro passato).Sono buoni per tutte le stagioni.
Enrico