Cari amici di Tuttoscuola,
Maurizio Tiriticco - 21-01-2006

leggo sul vostro sempre informatissimo focus 131/228 una informazione che non corrisponde pienamente al vero. Trascrivo il vostro periodo tratto da Verso le elezioni -1:
"Il non facile compito che attende Romano Prodi è quello di operare una sintesi tra due strategie che appaiono al momento contrapposte: la prima, pure assai critica nei confronti della riforma Moratti, è orientata a procedere per via emendativa, tramite una serie di correzioni e aggiustamenti della legge n. 53/2003 sui principali punti di dissenso (per es. tutor, obbligo scolastico a 16 anni, impianto unitario del secondo ciclo), la seconda è per l'abrogazione secca dell'intera legislazione Moratti e per una nuova riforma generale che riparta dalla situazione antecedente non solo la riforma Moratti ma anche, secondo qualcuno, quella Berlinguer (legge n. 30/2000)"
. La prima strategia sarebbe quella "moderata e pragmatica sostenuta dai due partiti maggiori della coalizione, i Democratici di Sinistra e la Margherita".
Non mi sembra che le cose stiano veramente così, almeno per quello che riguarda la posizione dei DS. L'atteggiamento dei DS nei confronti della cosiddetta riforma Moratti non è affatto moderata, ma è assolutamente negativa: pertanto, sia la legge delega 53 che tutti i decreti delegati che ne sono seguiti, circolari applicative e documenti allegati vanno cancellati, sostanzialmente!
Detto questo, il problema è, appunto, di strategia, come voi stessi dite. Ma una strategia intelligente deve tener conto del fatto che ci troviamo di fronte ad una situazione molto complessa, sotto il profilo istituzionale e normativo. E la complessità è data dal fatto che tutto il dispositivo messo in piedi dalla Moratti non deriva tanto da una sua personale scelta, ma soprattutto dal fatto che in una società complessa, oggi, qualsiasi iniziativa legislativa si voglia assumere ed adottare, qualunque sia il governo in carica, questa non può che procedere per approssimazioni successive - se si può dir così - che si completano e si definiscono strada facendo una dopo l'altra, come un insieme di scatole cinesi.
Si tratta di una fenomenologia nuova rispetto alla nostra stessa tradizione legislativa. Va, infatti, considerato che, con l'avvio dei trasferimenti di competenze dallo Stato alle Regioni, agli Enti locali, alle stesse istituzioni scolastiche - dalla normativa di cui alle leggi 241/90 e 59/97 fino alla stessa riforma costituzionale del 2001 - si è dato vita ad una situazione assolutamente nuova per quanto riguarda la gestione della cosa pubblica. Una volta tutto era eterodiretto e con una sola legge si amministrava un intera materia! Oggi non è più così: si intrecciano insieme competenze di governance e competenze di government, per cui si devono confrontare più decisori, sotto il profilo istituzionale, politico, amministrativo; i tavoli decisionali si succedono a iosa e la stessa materia oggetto di riforma di fatto viene disaggregata in più submaterie. Ciò non riguarda solo l'istruzione, ma anche il lavoro, la giustizia, la sanità, i lavori pubblici, ecc. E riguarda anche i Paesi ad alto sviluppo e a democrazia avanzata.
In un contesto di questo tipo occorre muoversi con estrema cautela. Fino ad alcuni fa le cose indubbiamente erano più semplici: a fronte di una legge che non va, la si abrogava con una legge interamente sostitutiva! Oggi non è così, non può più essere così! Un'abrogazione tout court di tutto un disposto normativo provocherebbe - e non solo in materia di istruzione - solo un vuoto, o un insieme di vuoti, a fronte dei quali l'unica certezza sarebbe soltanto... l'assoluta incertezza del diritto e del concreto quotidiano da farsi da parte di chi opera sul terreno!
Concludendo: non è vero che i DS siano più teneri di altri verso la Moratti, che intendano emendare qua e là perché forse qualcosa sarebbe anche da non buttar via! Non è assolutamente così! Il fatto è un altro: che altre forze politiche non hanno chiara la complessità del contesto normativo! E' facile dire no! E i DS lo dicono! Ma per dire no e rovesciare una situazione complessa, non possiamo marciare come un elefante in un negozio di porcellane!
Se la pseudoriforma della Moratti ha avanzato pezzo dopo pezzo, è il pezzo dopo pezzo che occorre smontare. L'importante è avere con chiarezza quali siano le finalità da perseguire e le priorità da adottare subito. Se la Moratti, in ordine ad una ideologia tipica di questa destra conservatrice, ha inteso costruire un sistema di istruzione a geometria variabile, una scuola a domanda del singolo e non a servizio della collettività, percorsi di eccellenza e percorsi di risulta, occorre darsi una linea progettuale che restituisca all'istruzione la sua funzione primaria di istruire tutti, non uno di meno.
E si tratta di una linea che intende soddisfare i diritti fondamentali di cittadinanza, che sono eguali per tutti; e che è funzionale sia alla crescita personale e professionale di ciascun cittadino che allo sviluppo culturale, civile e socio-economico dell'intero Paese. In tale direzione, pertanto, si collocano alcuni provvedimenti prioritari. E questi figurano nelle proposte dei DS: per dirne solo alcuni, ampliare il sistema dei nidi, restituire dignità alla scuola dell'infanzia e generalizzarla, restituire senso e certezza alla scuola di base che la Moratti ha sconvolto, innalzare l'obbligo di istruzione e proporre a tutti gli alunni obiettivi di apprendimento comuni, i ordine a chiari standard nazionali, restituire dignità all'istruzione tecnica e professionale ricostruendo in primo luogo quei rapporti tra Stato e Regioni che la Moratti ha irresponsabilmente compromessi.
Questi sono alcuni passi certi di un cammino certamente difficile, ma fortemente e sostanzialmente abrogativo e senza sconti! Altre linee apparentemente più dure sono bandiere al vento, certamente, ma di fatto... aria fritta!

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Gianfranco    - 22-01-2006
Sono pienamente d'accordo con M. Tiriticco nel taglio da dare alla Riforma Post-Moratti. La proposta di iniziativa popolare ignora completamente il nuovo contesto complesso che si è avviato con la modifica del titolo V ( L. 3/2001). Il semplice ripristino dello status quo che ignora gli istituti comprensivi ( L.97/94) l'autonomia scolastica ( L.59/97) e appunto la Legge costituzionale (3/2001) rischia di "squilibrare" il contesto giuridico a favore delle scuole, ignorando tutta la complessità del nuovo contesto di competenze esclusive e concorrenziali tra stato e regioni. Ne ero convinto prima, ma ora ancora di più: la proposta di abolizione della Riforma Moratti creerebbe solo un vuoto legislativo, molto pericoloso per il sistema scolastico.

 Vittorio Delmoro    - 22-01-2006
Non sarà, caro Tiriticco, che il proporzionale sta entrando anche nei nostri discorsi?
In quest’ultimo mese (guarda caso dopo l’approvazione della nuova legge elettorale) sono proliferate iniziative di ogni tipo : prima di tutto la madre di tutte le raccolta di firme, quella per indire il referendum sulla riforma della Costituzione; poi i Cobas che chiedono l’abrogazione della legge 53, con a ruota il Tavolo antimorattiano di Firenze; poi la legge di iniziativa popolare; poi l’appello all’Unione…
Sembra che ciascuno cerchi di coltivare il proprio giardino cercando operai nel vasto mondo della scuola, in particolare nel movimento antiriforma.

Il tono (non il contenuto) dell’intervento di Tiriticco mi appare incanalato in questo fiume che va verso il 9 aprile; in particolare per il giudizio finale che, sinceramente, poteva risparmiarsi: altre linee apparentemente più dure sono … aria fritta!
Come se in tutti questi anni l’unica testa pensante sia la sua, mentre quelle che hanno fornito preziose indicazioni per la resistenza alle infamie morattiano debbano essere considerate puro movimento.

Non è la prima volta che siamo stati fregati da queste teorie sulla complessità (che solo alcuni vedrebbero, mentre altri, superficialmente, soprassiederebbero); non è la prima volta che il ce lo chiede l’Europa è stato utilizzato per coprire altre nefandezze non giustificabili altrimenti.
Non dovremo aspettare poi molto per verificare se il cammino sostanzialmente abrogativo di cui parla Tiriticco non sarà un gioco di parole, ma si tradurrà in fatti!

Io da parte mia sono fiducioso, ma anche di memoria lunga, e inoltre non mi piacciono le logiche di appartenenza che prendono il sopravvento sull’unità di intenti.
Insomma… ci siamo capiti.

 elena    - 22-01-2006
spero tanto che i DS vogliano abrogare questa infausta riforma!
Sia pure pezzo per pezzo, ma non troppo lentamente...
Quello che mi piacerebbe leggere chiaramente nel programma ddell'Unione,
e che invece non trovo, è l'idea della scuola di tutti e per tutti che intendono realizzare.
Invece sento solo le parole di Rutelli che sostiene che non si può ricominciare,
che bisogna aspettar a vedere gli esiti delle riforma moratti e francamente ...mi cadono le braccia
e mi si stringe il cuore.
elena fazi