Impegno delle scuole modenesi per la Giornata della memoria
Arturo Ghinelli - 20-01-2006
A distanza di cinque anni dall'istituzione della giornata della memoria (Legge 20 luglio 2000, n°211) il lavoro delle scuole ha fatto emergere che il senso della legge sta proprio nella sua valenza formativa.
Infatti esiste un rapporto intrinseco tra il "fare memoria" e l'educare.
Nel passaggio generazionale che consegna alle giovani generazioni valori e significati di quella forma di memoria sedimentata e incessantemente interrogata che chiamiamo storia, si attivano i processi formativi.
Ne nasce una rappresentazione sociale del tempo che, collegando passato e futuro nel presente, sottrae gli eventi alla visione contingente della cronaca per consegnarli al ripensamento critico della storia.
Non per niente il principio fondante della Giornata è:
chi non conosce il passato è condannato a ripeterlo.
Da tre anni, su proposta dell'associazionismo professionale, molte scuole alle ore 11,45 del 27 gennaio (data e ora in cui le truppe sovietiche entrarono ad Auschwitz) suonano la campanella ed effettuano un minuto di silenzio.
Anchequest'anno AIMC, CIDI, FNISM, LEGAMBIENTE, MCE, PROTEOFARESAPERE, UCIIM unitamente ai principali sindacati di categoria hanno rivolto una lettera aperta alle scuole italiane: «Il nostro impegno è che "il minuto di silenzio" si consolidi come una tradizione condivisa da tutte le scuole italiane, come parte integrante e significativa dei percorsi didattici che con passione gli insegnanti progettano e realizzano per ricordare la Shoah. Per questo vi chiediamo di valutare l'opportunità di inserire nella progettazione formativa, che ogni scuola in piena autonomia organizza per ricordare la giornata del 27 gennaio, anche "il minuto di silenzio"».

Negli anni scorsi molte scuole al minuto di silenzio facevano seguire la lettura della poesia "Se questo è un uomo" di Primo Levi. Quest'anno in alcune scuole elementari verrà letto un brano della matricola 75190 di Auschwitz, Liliana Segre: «Le ragazzine, con le quali avevo frequentato la prima e la seconda elementare, nel quartiere, quando mi incontravano, mi segnavano col dito. Era una sensazione strana: erano le stesse bambine con cui avevo diviso il banco, con cui avevo trascorso la ricreazione, con cui avevo partecipato a quelle piccole cose delle vite di 8 anni, e improvvisamente quelle mie piccole coetanee mi vedevano come " La Segre".
"Lei è la Segre,non può più venire a scuola perché è Ebrea"
».

Nel pomeriggio (ore 16 e 20,30), poi, per gli studenti delle superiori che non hanno potuto partecipare quest'anno al "Treno per Auschwitz" ,sarà possibile andare alla Sala Truffaut a vedere "Dov'è Auschwitz?", il film che Mimmo Calopresti ha girato durante la visita degli studenti romani al campo di concentramento e che mostra le reazioni dei ragazzi a questa esperienza e agli incontri con i sopravvissuti.

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