La scuola del centrosinistra è diversa?
Cobas Scuola - 18-01-2006
Riceviamo e pubblichiamo - Red

Il programma per la scuola del centrosinistra, come per guerra, lavoro, precarietà, migranti non rompe con la politica liberista di Berlusconi. E in più recupera l'orrida scuola di Berlinguer.

PETIZIONE POPOLARE IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA

Come era prevedibile, il documento sulla scuola dell'Unione non preannuncia alcuna rottura sostanziale con la politica morattiana e con quella del precedente governo di centrosinistra, ma ricalca invece fedelmente le linee-guida dell'impostazione berlingueriana.

Non solo non vi si parla di abrogazione della controriforma Moratti e delle varie ignominie tipo tutor, portfolio, scheda di valutazione; non solo si ripropone la separazione tra scuola e avviamento al mestiere (seppure spostata a 16 anni) e la distruttiva regionalizzazione dell'istruzione; ma neanche una parola viene dedicata alla legge di parità scolastica che ha messo sullo stesso piano le scuole di tutti/e con le scuole divise per censo e per fede, e nemmeno si preannuncia la cancellazione dei finanziamenti alle scuole private e della piena liberalizzazione del "mercato-scuola" che in questi giorni persino la Cgil, che pure appoggiò la legge di parità, ha denunciato come una "rivoluzione negativa" ancor più distruttiva della controriforma.

Niente infine si dice sulla rinnovata arroganza del Vaticano, impegnato ad imporre una "scuola-parrocchia" ove la religione sia materia obbligatoria e i docenti di tale materia gli unici con il posto garantito. Secondo l'Unione, la salvezza ci verrebbe dalla sedicente "autonomia scolastica", quel catastrofico meccanismo berlingueriano che ha avviato le scuole-aziende, la gerarchizzazione e frammentazione di docenti ed Ata, la trasformazione dell'istruzione in merce, lo strapotere dei presidi.

Se questo resterà il programma dell'Unione, in caso di vittoria del centrosinistra sarà necessaria una mobilitazione almeno pari a quella messa in campo contro la politica morattiana, se vorremo davvero difendere e migliorare la scuola pubblica.
Intanto, però, come Cobas (ma proponiamo a tutto il popolo della scuola pubblica e alle strutture organizzate di gestirla con noi) lanciamo una Petizione popolare indirizzata al parlamento e al governo che si costituiranno dopo le prossime elezioni affinché essi diano attuazione alla pressante richiesta di docenti, Ata, studenti, genitori e cittadini/e,di abrogazione e cancellazione di leggi e provvedimenti altamente nocivi per il carattere pubblico, laico ed inclusivo della scuola.

Intendiamo raccogliere una valanga di firme per:

a)
l'abrogazione totale delle leggi Moratti per la scuola e l'Università, utilizzando in particolare per la scuola il disegno di legge preparato dal Comitato fiorentino "Fermiamo la Moratti";

b) la cancellazione di ogni forma, diretta e indiretta, di finanziamenti pubblici alle scuole private, permessi e incentivati dalla legge sulla parità scolastica;

c) l'annullamento di ogni obbligatorietà dell'insegnamento della religione nelle scuole, in difesa della laicità e del pluralismo culturale;

d) l'annullamento del dpr 22/12/2004 che assume stabilmente gli insegnanti di religione anche quando smettano di insegnare tale materia e crea una insopportabile discriminazione tra insegnanti precari "normali" e quelli/e protetti dalle gerarchie ecclesiastiche.

Piero Bernocchi
portavoce nazionale Cobas scuola



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 gianfranco    - 22-01-2006
Domanda: in caso di nuova e imprevista vittoria del centro-destra ( possibile, il 1994 dovrebbe insegnare qualcosa) cosa propongono i "senza se e senza ma"? La continuazione dell'opposizione per altri cinque anni ad una legge votata dal parlamento della repubblica?