Lucrezia Stellacci Story
Gabriele Attilio Turci - 13-01-2006
Ci sono occasioni dove, sovente, nella scuola, capita di dover analizzare testi, fare comparazioni, esprimere valutazioni d¹ordine storico, etico, civile.
Propongo a tutte le colleghe e colleghi, ai genitori, agli studenti in età da liceo, il testo seguente.
Potrebbe essere intitolato, da uno spirito sgarbato e maligno, come "Il modo per arrampicarsi sugli specchi cercando di non farsi male". A seguito, infatti, della nota ed ancora incredibile circolare n. 84 del 10 novembre 2005, la direttrice generale dell¹Emilia Romagna, dottoressa Lucrezia Stellacci, in data 20.12.05 ha diffuso una sua nota circolare di chiarimento alla circolare incriminata (purtroppo solo dai docenti e non ancora dalla magistratura amministrativa).

Ora come si evincerà dalla lettura, non un solo motivo legale è addotto dal funzionario di cotanto grado per giustificare l¹affossamento di sentenze della Corte Costituzionale e d¹altri provvedimenti legislativi (non circolari ministeriali!) a tutt'oggi assolutamente non abrogati.
La sostanza dei provvedimenti si conforma e trova soddisfazione solo nell¹aver "consultato in argomento il competente ufficio del Miur" e in una ripetizione nuda e cruda d¹affermazioni già contenute nella circolare n.84 che è quindi spiegata, tautologicamente con se stessa.
Ora questi sono gli stracci di Palazzo, queste sono le competenze che dovrebbero governare la scuola italiana.
I casi sono due: o mentono sapendo di mentire ma stanno tranquilli o quasi, nella consapevolezza di servire un padrone occhiuto e poco generoso. Oppure sono assolutamente incompetenti.
Certo, qualche buon tempone potrebbe pensare che sono ragionamenti fatti in buona fede, senza macchiavellici e contorti arrampicamenti, insomma: così è se vi pare! Che dire? Se questo è l¹esempio, istituzionale e di coerenza amministrativa, che deve giungere, non dico ai giovani, ma alle famiglie e ai lavoratori della scuola, da parte della burocrazia amministrativa, siamo (parafrasando un bel pamphlet sull¹ineffabile Marcello Pera) veramente alla frutta.
E dire che la burocrazia (e la scuola amministrativa francese ce l¹ha insegnato da tempo) è ciò che resta tra un governo e l¹altro e sempre dovrebbe avvertire la nobile funzione di custode della legge e del trapasso delle nozioni amministrative.
Quando si fanno solo giochetti e calcoli di bassa bottega (il governo e chi per lui) e quando poi si trova un¹amministrazione periferica che non sa neppure esercitare l¹arte del dubbio, si ossificano e si gelano le libertà dei cittadini, si mortifica la loro partecipazione democratica, si fa solamente avvertire la politica come la somma degli affaires "de' no' artri".
Che tristezza e che nero futuro per la scuola italiana.
Ad ogni buon conto ognuno legga il documento e si faccia la sua autonoma valutazione.

Gabriele Attilio Turci.



UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE per l¹Emilia ­ Romagna Direzione Generale Ufficio III

Prot. N. 19646/A22 Il dirigente Luciano Lelli

Ai Dirigenti responsabili dei CSA provinciali e, p.c., al Coordinatore regionale Emilia-Romagna insegnamento Religione Cattolica


OGGETTO: Modello del "Documento di valutazione" degli alunni. Risposta a quesiti.

In merito ad alcune richieste di precisazioni pervenute a quest¹Ufficio, circa la possibilità d¹estrapolazione dal "Documento di valutazione" degli alunni delle formulazioni riguardanti gli "insegnamenti obbligatori opzionali" (Religione Cattolica e Attività alternative all¹insegnamento della Religione Cattolica), considerata con ogni attenzione la C.M. n. 84 del 10 novembre 2005 e consultato in argomento il competente Ufficio del MIUR, si esprime il seguente avviso.

A differenza di quanto avvenuto lo scorso anno, dopo l'emanazione della CM.
85 del 3 dicembre 2004, che consentiva alle istituzioni scolastiche di operare sostanzialmente senza vincoli (eccezione fatta per la scala pentenaria riguardante il giudizio sintetico) nella predisposizione del proprio modello di "Documento di valutazione", la C.M. n. 84 sopra citata (la quale fornisce disposizioni e indicazioni circa la redazione del "Portfolio delle competenze") si occupa anche del "Documento di valutazione" degli alunni, in termini notevolmente diversi da quelli esplicitati nella C.M. 85/2004, vale a dire stabilendo in proposito precise regole di configurazione del modello.

Innanzi tutto è specificato che il "Documento (la valutazione" fa parte integrante del "Portfolio delle competenze".
Inoltre è disposto che il "Documento di valutazione" sia incluso nella Sezione A del Portfolio "obbligatoria e a struttura predefinita non modificabile".

Del più volte menzionato "Documento di valutazione" all'interno delle linee guida allegate alla CM 85/2005 è fornito il modello che, sulla base di quanto sopra precisato, va ritenuto "obbligatorio e a struttura non modificabile" (per quanto concerne ovviamente la tipologia formale del documento).

Da dette disposizioni si evince che non è legittimo modificare le parti obbligatorie già strutturate sia del "Portfolio del-le competenze" che del "Documento di valutazione" da includere nel medesimo portfolio.

In specifico le valutazioni periodiche degli "insegnamenti obbligatori opzionali" (Religione Cattolica e Attività alternative all'insegnamento della Religione Cattolica) vanno incluse nel testo complessivo del "Documento di valutazione" e non in foglio a parte.

Il direttore generale
firmato Lucrezia Stellacci

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf