breve di cronaca
«Educare alla cultura della pace»
La Nazione - 03-05-2002
FOLLONICA — Il Comune si fa promotore di una cultura di pace e di mondialità, sono stati infatti realizzati progetti di «Educazione alla pace e alla intercultura», attraverso corsi di formazione ed aggiornamento per educatori. «Nel porsi l'obbiettivo della crescita della sensibilità umana e della solidarietà, — spiega il sindaco di Follonica Emilio Bonifazi — è scontato che si debba assegnare primaria importanza al mondo della scuola e dell'educazione in generale; attraverso il ruolo dell'insegnante e dell'educatore si può sviluppare, o ostacolare, una cultura fondata sulla tolleranza, sulla valorizzazione delle differenze, sul senso pieno e consapevole della cittadinanza». E proprio in quest'ottica, l'amministrazione di Follonica, ha continuato ad impegnarsi in iniziative di solidarietà concreta quali esempio, i gemellaggi, i patti di amicizia e i momenti di accoglienza. Le adesioni del comune di Follonica al progetto delle Comunità locali per la cooperazione e per lo sviluppo umano in Bosnia Erzegovina, le espressioni di solidarietà alle popolazioni indigene del Chiapas, il sostegno alla risoluzione Onu, che prevede lo svolgimento di un referendum di autodeterminazione per il Sahara occidentale, appelli per la pace nei Balcani o l'adesione alle varie marce della pace di Assisi, ma anche condanne al terrorismo internazionale o la richiesta di cessare il fuoco in Afghanistan o il raggiungimento della pace in Palestina tra israeliani e palestinesi.
«Ogni bomba in più — dice il sindaco — ogni giorno in più vuol dire più lutti, più sofferenze, più odio, più rigidità e intransigenza, maggiori rischi di estendere la guerra in tutto il Medio Oriente e nel resto del mondo. Ogni giorno di guerra in più rappresenta un enorme spreco di risorse, che dovrebbero essere impegnate nella lotta alla povertà e alla fame. Ogni giorno di guerra in più, allontana la possibilità di trovare una via d'uscita».

P.V.


discussione chiusa  condividi pdf