Biglietti d'auguri in Redazione
frg - 01-01-2006
Buon 2006!!!!!!!!!!!!!

Carissimi,
auguro ai Lettori e a voi tutti della Redazione,
un Anno stracolmo di soddisfazione!

Con affetto,
Ilaria

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Lentamente le tenebre
avvolgono gli estremi sussulti,
ormai l'anno volge alla fine,
d'improvviso
s'illumina il cielo,
l'orizzonte s'allunga
proteso a nuove avventure.

Nella notte s'avanza
l'anno che sta per venire,
sfumano molti ricordi,
rimangono quelli che avvincono.

E' un altro giorno, un anno che inizia,
si varca il passo con viva baldanza,
di nuovo c'è tutto, come d'antico.
Spera l'uomo in qualcosa di mai accaduto,
e certamente accadrà, ma perché già accaduto.

Buon anno!

Gianni


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Segui il tuo destino,
annaffia le tue piante,
ama le tue rose.
Il resto è l'ombra
di alberi estranei...

Fernando Pessoa


Un augurio per un felicissimo 2006
Franco Romanò

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........ i miei più fervidi auguri di un felicissimo 2006.
Rosa Boccia

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Per l'augurio di nuovo anno sempre più ricco di...giustizia, di ragionevolezza, di rispetto, di amore e di pace.
Rosalba Sgroia


Rinascita

I resti di un falò
giacciono sulla rena.

Il vento è
cessato
e morenti scintille
annunciano l'aurora.

Strisce di nuvole
corteggiano il sole
e l'andar delle onde
è musica antica.

Beatitudine a socchiuse palpebre
offre spunti di pace
e, ora, il
caldo brucia.

Rosalba Sgroia

da " Lunario di poesia 2005"
ed. del giano


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Auguri da Scintilla!




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Come ogni fine anno da "bravo bambino" provo a fermarmi, a riflettere, a fare qualche proposito per il futuro.
Ho trovato una bella poesia di Giuseppe Pontremoli, che purtroppo non ho conosciuto, ma che vi voglio dedicare.


DEL VENTO CHE S'INSINUA

Del vento che s'insinua
Dentro ad ogni fessura
Ti dico che non devi
Non devi aver paura,
vuole solo giocare
far sentire il suo canto
trasformare il consueto
in un magico incanto

Ecco cosa auguro a tutti voi che lavorate, giocate, state insieme con bambini, ragazzi, giovani, di essere come il vento che s'insinua.
Trovare la forza e la voglia per riuscire a trasformare le piccole cose del quotidiano in un magico incanto per i nostri ragazzi.

Buon Natale e Felice Anno Nuovo

Carlo Carzan


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... Desidero augurare a tutti i miei amici, uno per uno guardati, non la gioia parentetica di un Natale come festa ritagliata nel continuum della lotta per l'esistenza, ma una cosa più importante e più alta: la speranza - e la letizia che nasce dalla speranza. E' la speranza, infatti, il nostro valore più disabitato. La speranza non riguarda una pausa ritagliata nei fragori per una contingenza di convenzione condivisa, perché investe un itinerario di grande orizzonte e di lungo percorso. E la speranza non è solo 'virtù teologale', ma è valore umano profondo, che sta più a fondo di ogni teologia - e che proprio per questo è anche degno, per chi crede, del crinale divino.
C'è un gran parlare, oggi, di 'rispetto'. Ma il 'rispetto' per l'uomo non basta se non ha scaturigini più radicali e più antiche: la speranza che l'uomo - ogni uomo - possa dare più di quanto egli dà. E' un modo nuovo,oggi, a mio avviso, di guardare al 'pudore'.
Si tratta di una speranza che NON può riguardare solo i comportamenti individuali, ma gli stessi assetti del sapere, epistemolofici, teorici, tecnologici.
Credo che anche la stampa debba fare lo sforzo reale di comprendere questo valore, inserendo nel suo 'CODICE ETICO' la speranza: e, quindi, l'idea che non va fatta circolare solo la notizia dell'UOMO CHE MORDE IL CANE, ma anche la notizia di quanto esiste di speranza nel mondo e che la stampa sotto mirabilia di orrori selezionati rimuove e segreta, per un culto irriflesso di intelligenza spaesante verso solo ciò che toglie speranza.
Sia restituito perciò a ogni uomo non solo rispetto, ma speranza - speranza sulle grandi risorse che egli stesso ha in sé stesso sepolte e che egli stesso non ha avuto la possibilità di riconoscere.
Sia resa speranza, dunque, a voi, a noi, a ognuno, per un nuovo codice dei valori interumani. Perché alla speranza è vincolata in modo segreto il senso dell'esistere; perché la speranza, più della gioia, ha il senso sapiente del tempo e perché senza speranza la vita non è degna di essere vissuta.
E' questa speranza che dà la letizia, che è più della gioia, e che è mille miglia più alta della 'felicità' - e questa letizia sia con voi.
Non per un giorno, ma per una scelta di sapere e di vita.
Con affetto
Giuseppe Limone


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Auguri dalla ... Val di Susa No Tav!

Annetta

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Solo un grazie per esserci da una fedelissima lettrice

Maria Alderisio da Foggia


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E' con il cuore che auguro a tutti un Natale ed un Nuovo Anno stracolmo di speranze e di sogni per un futuro che dovremmo saper guardare con gli occhi di chi non sa arrendersi e lotta perchè esso sia migliore, per sè e per gli altri.



Un camino acceso
che emana calore.
Un albero
che brilla nella notte.
Serenità e pace
nei cuori degli uomini.
Un vociare di bimbi
felici
in attesa.
Questi
i regali
della vita
passata
presente
e futura.


Con affetto,
Ilaria Ricciotti


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Viglia di Natale

Contro la porta un leggero ticchettio,
il battito discreto
del Dio che preme ai confini della storia.

Troppo il trambusto
a inseguire il potere dell'istante,
minacciato l'uomo dagli impulsi del piacere.

Confuso tra i rumori
il battito insistito
del Dio in viaggio verso il mondo,
lo distingue
il cuore che lo attende.

Vigilia di Natale,
decisivo è il nostro desiderio.


Nella notte

Nella notte che ancora si stende
un uomo e una donna
a cercare un rifugio
dal gelo che incombe.
Bussando alle porte del mondo
una giovane madre
avvolta in un manto di rara bellezza.
In nascondigli ovattati
benestanti
che nemmeno s'accorgono
di chi bussa alla porta;
solo chi non ha nulla
segue curioso la stella,
è il suo desiderio l'ospitale dimora
di chi viene a salvarlo.

BUON NATALE

Gianni Mereghetti

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interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 da Roberta V:    - 27-12-2005
UN BUON NATALE E' POSSIBILE
di padre Alex Zanotelli

Un altro Natale è possibile:
ci può essere ancora un Buon Natale!

Con il Natale la vita vince nonostante tutto.
Ogni bimbo che nasce è il segno
che Dio non si è ancora stancato dell'umanità (Tagore).

Viola, la perla bianca di Anna
nata nel cuore della ricca Brianza
ha davanti a sè ottanta anni di vita (se tutto va bene)
e una dote iniziale di 25.000 euro.

Njeri, la perla nera di Rachele,
nata nella baracca di Korogocho
ha davanti a sè quaranta anni di vita (se tutto fila liscio)
e una dote inziale di soli 250 euro.

Due mondi, due bimbe,
divise da un invisibile muro di vetro.
La prima, Viola, fa parte del 20% dell'umanità
che si "pappa" l'83% delle risorse mondiali.

La seconda, Njeri, fa parte dell' oltre un miliardo di 'esuberi umani'
che devono accontentarsi dell' 1,4% delle risorse,
costretti a vivere con meno di 1 dollaro al giorno:
sono gli innocenti di cui si rinnova la strage oggi:
E Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata
perché essi non ci sono più.

Milioni di bimbi muoiono di fame, malattie, aids:
un bimbo muore di fame ogni due secondi,
11 milioni ne muoiono all'anno per malattie meno gravi di un raffreddore,
centinaia di milioni non inizieranno neanche la prima elementare.

Due mondi, due Natali.
Il nostro è il Natale dell'opulenza, delle luci, dei regali
del consumismo
degli affari.
È un business senza fine,
è uno shopping anche di domenica.

Questo sfavillio di luci natalizie
sembra un meraviglioso "acquario"
in cui guizzano costosissimi pesciolini esotici.
A scrutarlo centinaia di milioni di bimbi dal volto scuro
che guardano affascinati l'acquoso ed esotico luccichio.

Fino a quando la parete di vetro
proteggerà il banchetto degli esotici pesciolini?
Per assicurarci che la parete di vetro sia davvero infrangibile
e ci protegga eternamente da quei visi sognanti di bimbi affascinati
noi investiamo somme astronomiche in armi:
Usa ed Europa nel 2003 programmano di spendere
750 miliardi di dollari.

Un altro Natale non solo è possibile ma è urgente e necessario!
Boicottiamo il Natale dei pesciolini esotici:
il Natale dei consumi, dei regali, degli affari,
un Natale 'pagano' che ha ben poco da spartire
con quel Bimbo che nasce in una mangiatoia
alla periferia dell'impero, fuori dell'acquario
anche lui indistinguibile volto nero in mezzo agli altri volti scuri.

Diciamo no al consumismo vieppiù indotto e incentivato
e diciamo sì alla festa natalizia della famiglia allargata
a nonni, cugini, zii, nipoti
ma anche alla famiglia dell'immigrato
che lavora per noi o che ci è più vicino.

Diciamo no al decadente e ripetitivo tango di regali,
e diciamo sì ad un consumo critico,
al regalo fatto in casa con amore e con le proprie mani,
o a quello equo e solidale
di lavoro fatto "in dignità".

Diciamo no alla stupida pervasività televisiva
e diciamo sì alle relazioni umane in famiglia,
ritornando a raccontarci gioie e dolori
e a riprendere confidenza con l'immaginario, la fiaba
prendendo a cuore anche la bellezza del celebrare insieme
il fascino del Natale.

Diciamo no alla violenza e alla guerra e diciamolo con fierezza,
e diciamo sì alla pace e alla nonviolenza con evidenza
mettendo bandiere arcobaleno ai nostri balconi
e camminando con uno "straccetto bianco di pace".

Solo così il Natale ritornerà ad essere
la festa della vita
che farà rifiorire la speranza di un altro mondo possibile.
Coraggio, dunque,
ci può ancora essere un Buon Natale!


 da Annalisa    - 27-12-2005
NATALE

Non ho voglia

Di tuffarmi

In un gomitolo

Di strade,

Ho tanta

Stanchezza,

Sulle spalle

Lasciatemi così

Come una

Cosa

Posata

In un

Angolo

E dimenticata

Qui

Non si sente

Altro

Che il caldo buono

Sto

Con le quattro

Capriole fumo

Del focolare

G.Ungaretti



 ilaria ricciotti    - 27-12-2005
Leggendo gli auguri,
cari Lettori,
vorrei entrare nei vostri cuori!
e dire che:

c'è ancora chi a Natale spera
che sorga una nuova Primavera;

che in questo bellissimo Mondo,
Pace, Giustizia e Rispetto
non gli girino più attorno,

ma, diventino una realtà,
nel Nuovo Anno che verrà.

Per questo gridiamo con forza:
"Liberiamo il Cuore dalla morsa!"

La morsa dell'indifferenza,
del menefreghismo,
e dell'impudenza.

Dobbiamo volerlo per i nostri bambini,
a cui non possiamo più imbrattare i giardini,

i prati, le strade, il cielo, le stelle ed il mare,
elementi fatati da cui sempre attingere,
per ricominciare.

Ricominciare a dipingere un mondo a colori,
pieno di sogni e di speranze nei cuori.