breve di cronaca
Bandi di concorso per dirigenti non definiti
Tuttoscuola - 29-04-2002
La mancata definizione dei bandi di concorso per dirigenti scolastici
non consente ormai assunzioni entro il 2002, ma non determina una
sostanziale riduzione dei costi su questo esercizio finanziario e sul
prossimo, stante l'onere complessivo per la sostituzione dei dirigenti
(indennita' per i presidi incaricati e loro sostituzione con altri
docenti).
Quale puo' essere dunque la ragione forte che induce il ministro
dell'economia a dire di no ai concorsi e a creare nella scuola uno
stato di provvisorieta' e scarsa funzionalita'?
Un sospetto temerario a questo punto sorge. Vuoi vedere che il
ministro Tremonti - sempre piu' a caccia di risparmi, e che
ultimamente sembra aver preso di mira la scuola - ha in mente una
soluzione strutturale da far valere nel tempo e che gli consentirebbe,
in questo caso si', un risparmio significativo?
Quale potrebbe essere questa soluzione drastica? Semplice. Ridurre in
modo consistente il numero delle istituzioni scolastiche (oggi sono
circa 10.600), prima di bandire i concorsi, limitando cosi' il numero
di dirigenti da assumere .
Una volta definito questo obiettivo "temerario", i modi per
realizzarlo non mancherebbero. La riduzione delle istituzioni si
potrebbe ottenere aumentando il numero medio di studenti per scuola
(attualmente la media e' di 879 studenti nella scuola di base e di
1.041 nelle secondaria superiore). Ma allo stesso risultato si
potrebbe giungere esasperando un nuovo modello organizzativo - che
sembra sempre piu' in auge - quello delle reti di scuole, con
l'istituzione della dirigenza appunto su reti di scuole e non sulla
singola istituzione.
Con una misura o con l'altra, o con un mix delle due, si
conseguirebbero risparmi significativi, che nella news successiva
proviamo a quantificare.

Cerchiamo di approfondire questa ipotesi di nuovo taglio del numero di
istituzioni scolastiche, che certamente metterebbe sul piede di guerra
mezzo mondo della scuola.
Qualcuno potrebbe osservare che un ostacolo alla realizzabilita' del
progetto sarebbe costituito dal dimensionamento. Spieghiamo meglio. E'
vero che gli assetti attuali sono entrati in funzione da poco (dal
2000-01 con l'avvio dell'autonomia). Regioni ed enti locali,
competenti a definire il dimensionamento, hanno operato secondo il
D.PR. 233/98, prevedendo il numero delle istituzioni sulla base delle
situazioni previsionali della popolazione scolastica per un
quinquennio. Ma e' altrettanto vero che gli assetti, se necessario per
le casse dello Stato, potrebbero essere rivisti (ammesso che gli enti
territoriali non si mettano di traverso, considerando che l'attuazione
del dimensionamento e' di competenza delle regioni).
In quale direzione potrebbero essere rivisti? Facciamo anche qui due
conti. Ogni istituzione scolastica si avvale di un dirigente, di un
direttore amministrativo e mediamente di 5-6 assistenti amministrativi
che costano complessivamente allo Stato annualmente in media tra i 180
e i 200 mila euro circa (corrispondenti a 355 e 400 milioni di lire
all'anno).
E allora, 100 istituzioni scolastiche in meno vorrebbero dire un
risparmio di 35-40 miliardi di lire all'anno; 1.000 in meno
equivarrebbero a circa 355-400 miliardi di lire di risparmio all'anno.
La simulazione
elaborata da Tuttoscuola mostra, attraverso un'analisi di
sensitivita', gli eventuali effetti di risparmio finanziario al
ridursi del numero di istituzioni (che sarebbe raggiunto nella tabella
aumentando il numero medio di alunni per ogni istituzione), per
effetto della conseguente riduzione dell'organico dei dirigenti, dei
direttori amministrativi e degli assistenti amministrativi.
Si tratta, beninteso, solo di un sospetto, che non trova fondamento in
alcun documento o dichiarazione, ma che e' alimentato da un
atteggiamento poco lineare (per non dire contraddittorio) da parte del
governo.
Vediamo infatti, seguendo in ordine cronologico gli atti del governo,
come ci sia stato sull'argomento un brusco cambio di direzione. A
luglio il ministro Moratti in Parlamento assume l'impegno di bandire
"al piu' presto il primo concorso dopo 12 anni" per dirigenti
scolastici. A dicembre la Finanziaria viene emendata all'ultimo
momento proprio per regolamentare il concorso e per introdurre
modifiche finalizzate a contenere i tempi di espletamento delle
procedure concorsuali. Successivamente il sottosegretario Aprea
dichiara che nel piu' breve tempo possibile e comunque non oltre
gennaio sarebbe stato bandito il concorso.
E' Tremonti che ha cambiato improvvisamente idea bloccando un percorso
concordato o c'e' una debolezza da parte del MIUR nella
rappresentazione delle esigenze di funzionamento del sistema scuola? E
ancora: ok i risparmi, ma la (tanto sbandierata) qualita', dove
andrebbe a finire?
Comunque una cosa e' certa, la questione ormai e' di natura politica.

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