C'erano una volta tre classi di concorso...
Angela Toro - 29-04-2002
È profondamente ingiusto non tenere conto dei diritti degli insegnanti precari storici di Trattamento Testi classe di concorso A076 e Dattilografia, Stenografia e Trattamento Testi classe di concorso A075.


Piccola cronistoria

C’erano una volta tre classi di concorso:

Stenografia classe A089, Dattilografia " A022,
Stenodattilografia " A117


per una delle quali mi abilitai con corso abilitante nel lontano 1976 e, per le altre due, con concorso a cattedra nel 1982.

Col punteggio delle varie supplenze fatte riuscii ad essere inserita tra i primi posti nel primo doppio canale. Poche cattedre e quindi niente ruolo.

Nel secondo doppio canale ero convinta di essere nei primi posti , ma persi posizione perché si dette valore anche al punteggio delle scuole private che io non avevo. Poche cattedre. Pazienza!

Nel 1995 furono accorpate le tre classi di concorso suddette in una unica A075 e nacque una nuova classe di concorso A076 Trattamento Testi e dati, per la quale già da tempo, noi della A075, ci stavamo preparando con le sperimentazioni nelle scuole presso le quali lavoravamo, perché questa materia subentrava e si affiancava alle nostre discipline e quindi era destinata a noi.

Fui inserita nella A076 come non abilitata (non lo era nessuno) e con un buon punteggio: secondo posto sia nella A075 doppio canale, che nella A076 incarichi e supplenze.

Agli insegnanti di ruolo fu data l’opportunità di frequentare un corso di riconversione per prepararsi alle nuove tecnologie che detta disciplina contemplava, a noi precari, che pure eravamo chiamati a sostituirli in questo insegnamento niente; abbiamo dovuto aggiornarci e riconvertirci a nostre spese e a costo di grandi sacrifici. Non importa.

La cosa triste fu però che, nell’accorpare le su citate classi di concorso, le ore curriculari complessive diminuirono e a Napoli, la città in cui vivo, ci furono più di cento insegnanti di ruolo in soprannumero che furono mandati a disposizione nei distretti scolastici per supplire i loro colleghi.

Solo grazie alla mia buona posizione nelle due graduatorie ho sempre lavorato. Non ho potuto però scegliere la classe di concorso (A075-A076) perché era già tanto essere chiamata e poi, in effetti, la materia che si insegnava era la stessa sia negli Istituti professionali per il commercio, dove è in vigore la classe A076, che negli Istituti tecnici per il commercio in cui vige la A075 (prego voler confrontare i libri di testo in uso nei due tipi di istituti).

Nel 2000 partecipo al primo corso abilitante per la classe A076.

Questa volta la valutazione del punteggio complessivo del concorso prevede 80 punti per le prove e 20 per l’anzianità di servizio (precisamente 1,8 per ogni anno fino ad un massimo di 20); alle prove ottengo il punteggio di 76/80 ma gli anni di anzianità (ben 18 nelle due discipline) vengono divisi: vale solo l’anzianità sulla A076. A questo punto succede un’ecatombe. Infatti nessuno di noi delle vecchie graduatorie ha molto servizio in quella classe di concorso per i motivi che ho esposto innanzi.

Viene data invece agli insegnanti di sostegno, che si abilitano come noi nella A076, la possibilità di far valere gli anni di servizio sul sostegno, svolti in qualsiasi Istituto e su qualsiasi materia dell’area tecnica. Il mio punteggio, maturato nelle due classi di concorso, viene scisso mentre il loro viene cumulato!

Nella graduatoria permanente, che è poi seguita e da cui verranno fatte le immissioni in ruolo, gli insegnanti di sostegno hanno potuto avvalersi del maggior punteggio dato dal voto di abilitazione e da ben cinque anni di servizio!! Sono stata scavalcata da persone che nella loro vita hanno lavorato solo cinque anni, ma sul sostegno?!

Non mi si dica che un insegnante di sostegno che ha seguito un solo alunno per anno e in più materie ha, in questa disciplina, la mia stessa esperienza maturata in diciotto anni di servizio tenendo a bada e preparando allo stesso tempo classi di 30 alunni.

Ora io mi chiedo:

Quando sono stati stabiliti gli ambiti disciplinari, perché non si è tenuto conto della atipicità di queste due classi di concorso che in effetti rappresentano la stessa disciplina e quindi salvaguardare i diritti di chi lavora da anni su queste materie accorpando le due classi di concorso in una sola?

Perché il punteggio aggiuntivo per il servizio, attribuito nelle abilitazioni, non tiene conto dell’intera carriera e quindi dell’effettiva anzianità di servizio? Non si voleva risolvere il problema del precariato storico?

Con diciotto anni di servizio nella scuola, quattro abilitazioni, due concorsi a cattedra, che cosa altro devo fare per entrare nei ruoli dello stato?

L’unica cosa che voglio fare e che so fare è insegnare; niente per me equivale alla ricchezza che mi dà il rapporto giornaliero con i miei alunni, alla gioia che provo quando riesco a diventare per loro un punto di riferimento e ad ottenere la loro stima, al vedere come fanno proprie le competenze e i contenuti che io riesco a trasmettere.

Nonostante tutto però, questa vicenda che ha attraversato e avvelenato la mia vita lavorativa, mi ha segnato profondamente.

La precarietà della mia posizione mi ha vietato continuamente la possibilità di prendere impegni a medio o a lungo termine in ogni cosa; le code infinite al Provveditorato, i mille ricorsi presentati, l’attesa delle telefonate per le convocazioni, il non sapere mai la durata del mio impegno lavorativo, il non sapere mai "quanto" nè quando avrei avuto il mio stipendio, il non avere mai la possibilità di partecipare pienamente e a pieno titolo alla vita della scuola che non era mai la "mia" scuola, impossibile partecipare ad un progetto perché impossibile poterne vedere gli effetti, stanno logorando la mia volontà e la mia speranza.

La mia famiglia ha dovuto cambiare il ritmo di vita secondo l’orario nuovo delle supplenze, la mia lontananza o meno dal posto di lavoro e tutto questo ogni mese, ogni quindici giorni o due mesi. Per diciotto anni.

E ora?

Piccoli chiarimenti:

Per la classe A075 ci sono ancora docenti di ruolo in soprannumero e non sono previste immissioni in ruolo.

Dopo più di dieci anni sono state previste solo cinque immissioni in ruolo e solo nella classe A076..

Non sono potuta andare via dalla mia città perché appena sposata ho avuto due gemelli che non potevo certo abbandonare e nel corso degli anni la mia vita è stata allietata dalla nascita di altri due figli. A chi li lasciavo?

La mia gratitudine a chi senza abbandonarsi alla noia, è riuscito a leggere fin qui e a chiunque potrà aiutarmi a risolvere questa situazione.


Napoli, 26 aprile




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 Elisabetta Venturi    - 05-05-2002
come sono felice di leggere quelo che hai scritto , non certo per quello che hai vissuto, ma è che mi sembra proprio di riconoscere il mio faticoso cammino e... sì, conosco molto molto bene quello che lo stato italiano ha riservato a tante persone come me e a questo punto come te. Io di anni di precariato ne ho fatti 21, ventuno ,e quest'anno è arrivata sì la grazia, ma a che prezzo, intendo dire il ruolo, ma dopo quali sacrifici e con quali esiti. Ah !dimeticavo le mie materie sono quelle letterarie, ma dopo anni di su e giù per i monti della mia regione( io sono di e vivo e lavoro a Bologna) , dopo 4 concorsi ordinari e due o tre, nemmeno mi ricordo più, concorsi riservati, abilitazioni per ogni ordine di scuola e adesso, dopo questo primo anno di ruolo, che poi ho avuto alle scuole medie inferiori, e in carcere, poichè altrimenti avrei dovuto tornare a viaggiare fuori Bologna, non so nemmeno quale sarà la mia sede definitiva. E non è tutto, poichè di tutti i miei anni di infinito precariato me ne sono visti riconoscere 5, ho detto 5, perchè gli altri o nopn erano interi oppure , come gli 8 del liceo, erano prestati in una scuola non pareggiata, come vuole ora la legge, ma legalmente riconosciuta, in questo beffardo e continuo cambiamento di regole, in un momento di privatizzazione e autonomia.Io sono delusa, ma forse direi meglio disguistata , da questo disprezzo del nostro stato per i meriti veri e la cultura vera delle persone. Io sono contenta di poter scambiare idee su questo, anche se oramai le mie aspettative sulla professione, le quali unavolta erano molto alte sono completamente scemate e credo a ragione anche decadute. Attendo contatti e grazie per l'opportunità di questo scambio
Elisabetta Venturi Ah dimenticavo: ovviamente, essendo appena entrata in ruolo, sono nell'anno di prova, capite bene di prova e sto facendo il corso di formazione obbligatorio.

 anonimo    - 08-05-2002
non dormire ci sono tante possibilità perchè non hai fgatto il corso di sostegno quando era possibile? io so di tanti colleghi che si sono ammazzati non solo di sacrifici economici....... auguri?????

 Angela Napoli    - 26-05-2002
Gentile Signora,
anche se con notevole ritardo, Le comunico che fin dalla scorsa legislatura ho presentato interrogazioni parlamentari, risoluzioni in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati e proposte di legge per sanare il problema, che purtroppo non è solo Suo.
A tutt'oggi, però, non ho avuto ancora riscontri in merito.
Distinti saluti
on. Angela Napoli